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giugno 3, 2004

EUROPEE 1. IL SORPASSO SU BERLUSCONI SAREBBE 32 A 22

Se scampa al 4 di giugno il listone vince di dieci punti

il centrosinistra è convinto che i no global sono l`ultimo ostacolo

Il Riformista, 3.6.2004

Spiega un dirigente del listone: «II 4 giugno è rimasto l`ultimo ostacolo sulla strada del nostro successo alle europee. Se lo passiamo indenni, è fatta». Il ragionamento dei vertici della lista Prodi (non a caso ieri il leader ha inviato un caldo indirizzo di saluto a Bush), è il seguente: «Sondaggi alla mano, Berlusconi ha visto fallire una dopo l`altra tutte le mosse studiate per risollevare le sorti elettorali di Forza Italia e della sua coalizione: il rilancio sull`Iraq si è sgonfiato in un giorno, all`abbassamento delle tasse non crede nessuno, il congresso di Assago si è rivelato persino controproducente, perché non solo non ha portato un solo voto in più al partito ma ha restituito l`idea di un leader e di una forza scollegati dal paese reale. A questo punto, l`unico evento mediatico che può ridare smalto a Berlusconi, magari convincendo un po` di indecisi ad andare alle ume, è l` ordine pubblico. E` chiaro che se la visita di Bush si svolge in un clima di guerriglia urbana alla fine ne pagheremo le conseguenze anche noi».

Secondo l`ultima rilevazione in mano al Botteghino, il distacco tra la lista Prodi e Forza Italia è di dieci punti (32 a 22) e tende al rialzo. Per i leader del listone tenere integro questo gap è la condizione necessaria e sufficiente per poter rivendicare un successo elettorale che abbia anche una valenza politica interna. La tendenza è definita, spiegano a via Nazionale citando i sondaggisti, e a questo punto solo il caos di piazza può invertirla. Ma il timore che quest`inversione possa verificarsi è senz`altro aumentato dopo le prove generali di contestazione di ieri. A Roma i festeggiamenti per la festa del 2 giugno sono trascorsi senza gravi incidenti (quindici ragazzine vicine ai Disobbedienti sono state fermate per aver tentato di sconfinare con bandiere arcobaleno nell`area della parata militare), ma la fermezza con cui la polizia ha reagito anche ai più blandi tentativi di interferire con il programma ufficiale di celebrazione (col lancio di palloncini, per esempio) ha dato a intendere quali sono le regole d`ingaggio per le manifestazioni anti-Bush di domani: tolleranza per la contestazione in sé, tolleranza zero per il minimo "sconfinamento". Il messaggio è arrivato forte e chiaro alle orecchie di una parte del movimento no war che si è riunito ieri sera mettendo all`ordine del giorno il ridimensionamento delle previste azioni di «insubordinazione creativa», per evitare che le tante iniziative di protesta previste in mattinata in vari punti della città si trasformino in altrettanti focolai di scontri Quanto al corteo del pomeriggio, le ultime ore sono caratterizzate da un ricoinvolgimento di Cgil e Fiom, «per responsabilizzare tutti - spiega una fonte del comitato Fermiamo la guerra - e smorzare la tensione che circonda l`evento e rischia di tenere a casa molti potenziali manifestanti». L` obiettivo della

gran parte del movimento è replicare Firenze, non Genova. Ma le intenzioni dei "duri" di confermare in toto il programma di contestazioni lascia pensare che difficilmente la giornata filerà via senza incidenti. L`auspicio della sinistra che in piazza non scende è che gli incidenti siano perlomeno contenuti. I leader riformisti continuano a rilasciare dichiarazioni in cui prendono le distanze sia da Bush che dai manifestanti anti-Usa. E stamattina Piero Fassino, Arturo Parisi, Enrico Boselli e Luciana Sbarbati, accompagnati dall`ambasciatore Mel Sembler, saranno al sacrario di Nettuno per deporre una corona in ricordo dei caduti americani. Dopodiché per il listone cominceranno le ventiquattro ore più lunghe di questa lunghissima campagna elettorale.