giugno 2, 2004  Berlusconi, quanti errori. E' lui o é un clone?
.com 01-06-2004 L'ultima è una letterina agli elettori con libretto infarcito di dati. Chiusa la passerella di Assago, i sondaggi fanno paura L' uomo della comunicazione si è trasformato nell 'uomo della propaganda EGREGIO SIGNOR LENER, tre anni fa Le ho inviato una lettera come questa per chiedere il Suo voto... Come incipit epistolare non è niente di eccezionale, ma si tratta pur sempre dell'arma segreta della campagna elettorale targata Silvio Berlusconi, un rimedio tattile e personalizzato all'overdose di fuffa televisiva, faccioni murali e convention travestite da congressi. Un'arma che risultò vincente nel 2001, quando il libretto biografico strappalacrime della famigliola di Arcore consegnato in ogni domicilio convinse gli ultimi dubbiosi ad affidare le proprie esistenze al Cavaliere. Oggi, come allora, accanto alla lettera viene fatto omaggio agli italiani di una graziosa pubblicazione patinata, più colorata di un album di figurine, ma più ostica alla lettura di un modello 740, con centinaia di numeri sciorinati per dimostrare tangibilmente i grandi successi centrati dall'attuale esecutivo.
Ebbene sì: come nel film con Jack Nicolson, qualcosa è cambiato. Non certo l'Italia, come si ostina a ripetere lui: cambia piuttosto il suo rapporto con la comunicazione. «II Berlusconi di oggi - ragiona il cattedratico Mario Rodriguez, esperto di comunicazione pubblica-pensa in termini logicodeduttivi: spiega che esiste una verità (quella che ha lui) con dei dati e si arrabbia se le persone non li capiscono perché a lui sembrano una realtà oggettiva. L'uomo che ha costruito il proprio potere sulle percezioni con un uso intelligente della televisione è ora affascinato in una maniera inaudita da un taglio comunicativo basato solo sui numeri. È come se uno spot qualsiasi si dilungasse sui dati tecnici delle prestazioni del prodotto: una cosa che il linguaggio della pubblicità - il linguaggio di Berlusconi - ha completamente abbandonato. Ci sono volumi interi che spiegano come il voto non si orienti retrospettivamente, ma parlando del futuro. Lui, però, si ostina, per di più con una regressione forte della propaganda, come a dire: io ho la verità, siete voi che non capite». Ma non è tutto. La lettera agli italiani dice altre cose: «Sapesse quanti problemi abbiamo ereditato dal passato», esordisce tanto per creare deferente confidenza con il destinatario. «La mia è una "candidatura di bandiera" perché come Presidente del Consiglio dei Ministri non potrò far parte del Parlamento Europeo», aggiunge, rendendo chiaro 1' "imbroglietto" a cui si presta. «E' necessario che gli elettori non disperdano il proprio voto sui piccoli partiti», chiosa, con evidente allusione a certi alleati di scarso peso. Un concetto esplicitato anche nel congressofarsa di Assago, ottimo spunto per una rissa interna tra i partiti della maggioranza a pochi giorni dal voto. L'Udc e la Lega, pur irritati, hanno concluso che, in fondo, non sono poi così piccoli. Altri, come i Repubblicani Liberal di Vittorio Sgarbi, se la sono presa di più. Ieri il diretto interessato, riprendendo un suo vecchio adagio, si è scagliato contro le solite "bugie" mediatiche: «Mi dispiace che i mezzi di comunicazione non abbiano dato conto di tutto ciò che è stato illustrato durante il congresso di Forza Italia dei giorni scorsi. I media vogliono solo le notizie che fanno scandalo e colore». Anche l'esperto, a questo punto, sembra alzare le mani: «Non so chi lo consiglia - riprende Rodriguez - ma forse fa tutto da solo. Basta guardare come ha gestito la tre giorni milanese: legge la relazione al venerdì, il giorno dopo interviene nuovamente, il terzo fa le conclusioni. Non s'è mai visto. Nei congressi ci si aspetta di sentire più voci, magari con oppositori interni e un po' di disamina. Così è un monologo». Una sequela di apparenti errori, probabilmente dettata dall'esigenza di schiodarsi dalle percentuali crudelmente sentenziate dai vari sondaggi, che danno gli Azzurri in statica gravitazione attorno al 20%. «L' uomo della comunicazione si è trasformato nell 'uomo della propaganda - conclude Rodriguez - Non stabilisce una relazione, non cerca di costruire un valore con una buona strategia di marketing. Sono tecniche che ha inventato lui e che negli anni scorsi ha applicato». Un'ipotesi: che il lifting natalizio ci abbia restituito un clone al posto del Cavaliere? FRANCESCO LENER |