Trend elettorali/ Pagnoncelli ad Affari: il Senatur sofferente rilancia la Lega. Tutti i numeri
Affari Italiani, 2 giugno 2004
Umberto Bossi torna a far sentire la sua voce al popolo leghista. Un leader sofferente, ma determinato. Sensazioni discordanti si sono mischiate nell'animo degli elettori. La malattia e la volontà di tornare. Pesi e contrappesi che possono influire fortemente in chiave elettorale. Come impatta questo ritorno del Senatur sul Carroccio? Proprio ora che sta per combattere la sua battaglia in vista di Europee e Amministrative?
"E' stato un momento di coesione. E' un messaggio che dà coraggio all'elettorato leghista. Aveva già dato prova di coesione non abbandonando il partito nel quale crede. Sicuramente il trend è superiore alle Politiche del 2001 (3,9%, ndr) o si mantiene, quantomeno, su quei valori. Non so se possa portare nuovo consenso, ma certo il messaggio di ieri presenta molti elementi che favoriscono la coesione dell'elettorato esistente. E gli danno coraggio, motivazione, speranza per il futuro, con il senso di vicinananza del capo sofferente alla propria gente", spiega il sondaggista Nando Pagnoncelli ad Affari.
Intanto, però, Bossi ha chiesto di rinviare Pontida. Può essere un autogol in chiave elettorale? "Secondo voi dà un senso di maggior coesione un messaggio del capo o la festa di Pontida?".
Ok, Forza Italia ha appena chiuso il suo Congresso e intanto si avvicina il momento del viaggio di Bush in Italia. Per Berlusconi possono essere due successi mediatici capaci di riportare un po' di consenso attorno al suo partito? "E' una fase elettorale molto delicata, che presenta ancora qualche incognita e un elevato numero di elettori incerti. Sono giorni decisivi. C'è stato un Congresso che ha riportato al centro dell'attenzione il partito di maggioranza della coalizione. E c'è un evento, la presenza di Bush, salutato con grande favore da tutti gli elettori della Casa delle Libertà. Che rinsalda l'alleanza di Governo. Sono due terreni che procedono in parallelo".
Quindi Berlusconi sta raccogliendo quanto seminato nel momento giusto? "Forza Italia sta soffrendo più degli altri la presenza degli indecisi, dei delusi, delle persone che avevano riposto nel voto a questo partito la speranza di un miglioramento complessivo delle proprie condizioni e di quelle del Paese. A torto o a ragione, queste speranze fanno fatiche a trovare dei riscontri. Questo fatto, evidentemente, penalizza i partiti di Governo e Forza Italia in particolare. Ora queste circostanze possono ridare un po' di senso di appartenenza e di smalto".
An sembra essere in crescita. Nei mesi passati si parlava di crisi, mentre ora molte fonti la danno in miglioramento. Anche attorno al 13%. Secondo lei la destra di Governo come sta? "Il partito di Fini è sempre un po' un'incognita, perché tende ad essere un po' sovrastimato. E credo che Fini e An lo sappiano. Anche a noi risulta che non sia in crisi, ma in salute. Ribadisco però questa sottolineatura, visto che in passato c'è stato il cambio di chi aveva deciso di votare An, rientrando poi nell'alveo iniziale e scegliendo chi si era votato nell'elezione precedente".
All'interno della maggiornanza si stanno delineando sempre più due fronti: An-Udc, da un lato, e Forza Italia-Lega, dall'altro. Chi sta meglio? "Il primo fronte vede due partiti in crescita, il secondo trova il partito di Berlusconi in calo e quello di Bossi in ripresa. Difficile dire chi possa prevalere. E' una situazione complessa, da valutare dopo le elezioni. E non credo che sarà solo una questione di voti...".
La sinistra viene data da molte parti vincente. Com'è il termometro di Prodi e soci? "La lista unitaria è abbastanza in salute. Però è il tasso di partecipazione alle urne l'incognita. In caso di astensione molto forte, la lista unitaria e la sinistra potrebbero avere un risultato migliore. Mentre in caso di forte partecipazione potrebbe esserci un esito un po' più equilibrato. Si sente parlare di risultati anche molto alti per loro. Io dico che non sono esclusi, ma si devono verificare alcuni fattori. Tra cui, a mio parere, una forte astensione, visto che in questa fase mi pare riguardare di più degli elettori delusi del Centrodestra".