giugno 1, 2004  Cresce la fiducia nelle Forze Armate Il pacifismo non cancella l’italianità
Istituzioni, la gente premia carabinieri e polizia. Al presidente della Repubblica più consensi La maggioranza rimane contraria però aumentano i sì alla permanenza delle truppe in Iraqdal Corriere - 1 giugno 2004 L'orgoglio di essere italiani è assai diffuso. La fiducia verso le forze armate si è accresciuta. E, in generale, il sentimento di italianità è presente con intensità medio-alta in tutti gli strati sociali. Al tempo stesso, molti italiani, anche a seguito della guerra in Iraq, si professano, per così dire, «pacifisti». Da molto tempo, la maggioranza è contraria alla presenza dei nostri soldati in Iraq, malgrado questa posizione sia meno diffusa oggi rispetto a qualche giorno fa. Ma, nella gran parte dei casi, non viene percepita una incompatibilità tra «italianità» e «pacifismo»: spesso chi si sente «italiano» si dichiara al tempo stesso «pacifista» e viceversa. E' quanto emerge da un'ampia ricerca di cui sintetizziamo qui i risultati. 1) Il sentimento di italianità. Più del 40% si sente «molto» italiano. E una quota analoga si percepisce «abbastanza» appartenente alla nazione. Sono grossomodo gli stessi valori già rilevati qualche mese fa. Curiosamente, il sentimento di identità è più presente nelle età estreme: i giovanissimi e i più anziani. E c'è una sostanziale trasversalità dell'appartenenza nazionale tra gli elettori di tutti i partiti: solo una lieve accentuazione tra chi si definisce di centro tout-court. Inoltre, il senso di identità italiana è, per la maggioranza assoluta, più intenso di quelle locali e di quella europea. Quest'ultima, tuttavia, risulta, per la prima volta, più «forte» dell'appartenenza comunale o regionale. Alcuni considerano indicatori di italianità il conoscere l'inno di Mameli o il possedere il tricolore. Effettivamente, chi si sente più italiano dice in misura maggiore di sapere a memoria «Fratelli d'Italia» (dichiara di conoscerlo perfettamente poco meno di un italiano su tre, con una accentuazione tra i meno giovani) e afferma più di altri di avere in casa la bandiera italiana. Nell'insieme, si può stimare che poco più del 30% degli italiani esprima un forte sentimento di identità nazionale. Ancora una volta trasversalmente alle forze politiche, con una lieve accentuazione nel centro e nel centrodestra. Un aspetto del sentimento di italianità sta nella fiducia verso alcuni simboli della Repubblica. Come di consueto, sono Carabinieri Polizia (a pari merito) ad attrarre i maggiori consensi. Ma, nell'ultimo periodo, la fiducia si è accresciuta in misura maggiore nei confronti del Presidente della Repubblica, specie tra chi sente in misura maggiore l'identità nazionale (e tra i meno giovani). 2) Il «pacifismo». L'atteggiamento rispetto alla presenza delle truppe italiane in Iraq varia a seconda degli avvenimenti. Negli ultimi giorni, a seguito anche del succedersi di omicidi nei confronti di nostri connazionali, il numero dei contrari si è contratto e si sono accresciuti i favorevoli (specie tra i più giovani) e i dubbiosi. Ma gli oppositori alla permanenza dei soldati rimangono la maggioranza. E ancor più sono quanti ritengono oggi che l'azione bellica contro l'Iraq sia stata un errore (più del 70%, una parte consistente dei quali è però oggi favorevole alla presenza delle truppe). Una conseguenza di questo diffuso atteggiamento è stata la presenza di «bandiere della pace». Poco meno di metà della popolazione (60% tra gli elettori di sinistra, ma ben il 37% tra quelli di destra) dichiara di averle esposte o di avere avuto l'intenzione di farlo (ma, di nuovo, poco meno del 40% tra chi ha esposto le bandiere della pace è oggi favorevole alla permanenza delle nostre truppe in Iraq). 3) Italianità e pacifismo. Non è corretto sostenere che i «pacifisti» sentano meno l'identità italiana. O meglio, la relazione c'è, ma è assai debole. E' vero, per esempio, che tra chi approva la permanenza dei nostri soldati in Iraq, la quota di chi si sente «molto» italiano è maggiore. Ma la differenza (50% versus 43%) è minima. In generale, l'intensità del sentimento nazionale è relativamente simile tra chi si professa pacifista (ove si registra il 27% di «molto» italiani) e tra chi non lo è (29%). Vi è addirittura una tendenza comune all'utilizzo di bandiere: chi più frequentemente espone quella italiana lo fa anche con quella della pace e viceversa. Nel complesso c'è una quota di popolazione che tende a utilizzare in misura maggiore le bandiere, di qualunque genere, e un altro segmento che non lo fa in nessun caso. Quest'ultimo è relativamente più numeroso: il 30% non possiede né la bandiera italiana né quella della pace. Ma tra chi ha esposto la bandiera della pace c'è, rispetto all'insieme della popolazione, una propensione maggiore a esibire anche la bandiera italiana. E' un altro segnale della non contraddittorietà (secondo alcuni della complementarietà) tra i due simboli. E, in generale, tra «pacifismo» e «italianità». di RENATO MANNHEIMER
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