home

politiche 2006

regionali 2005

risultati elezioni

governo

congiuntura

forum

archivio

politica on line

RSS

maggio 24, 2004

Trend elettorali/ Nando Pagnoncelli ad Affari: i delusi di Berlusconi? Non salgono sul Triciclo...


Affari Italiani, 24 maggio 2004

Massimo D'Alema vede il Triciclo attorno al 36% con Forza Italia che arrancherebbe addirittura sotto il 20%. Un gap molto forte che se confermato dalle urne, secondo il dirigente diessino, dovrebbe portare il Governo alla decisione di dimettersi. Possibile che il divario sia così forte? Affari lo ha chiesto al sondaggista Nando Pagnoncelli.
"I nostri numeri e i dati sono riservati. Come tendenze però mi sembra che la distanza non sia ampia come è stato detto in queste ore. E' evidente che la lista unitaria goda di maggiore consenso rispetto a Forza Italia, ma a noi non risulta un divario di 17 punti. Per noi il gap è inferiore...".

Forza Italia viene considerata in calo un po' da tutti. Rispetto alle ultime elezioni riuscirà a salvarsi o le previsioni di un grosso calo sono attendibili? Berlusconi è reduce da un incontro in America con Bush. E a inizio giugno toccherà al presidente degli Usa arrivare in Italia. Questo legarsi in modo così forte al numero uno della Casa Bianca potrà aiutare il premier in vista del voto?
"Non è tanto il singolo episodio, o il fatto che Berlusconi sia andato a Nassyria prima di Pasqua a pesare. Non sono i singoli eventi. La sensazione è che l'elettorato deluso di Forza Italia non vada a sinistra, ma rimanga prevalentemente in una sorta di parcheggio. Quanto più il presidente del Consiglio sarà in grado, attraverso le sue parole d'ordine, la sua comunicazione, di riportarlo al voto, tanto più queste persone potrebbero tornare su Forza Italia. C'è questo dato che fa pensare: non si tratta di un tradimento dell'elettorato degli azzurri che si sposta massicciamente sull'offerta di centrosinistra. Qualcuno si sposta su altre formazioni politiche - An e Udc - altri, la maggior parte rimangono in una situazione di indecisione. Quindi...".

Quindi?
"L'abbiamo detto più volte, le ultime settimane sono davvero cruciali, perché la gente prende coscienza che ci sono le elezioni, si forma un'opinione, inizia a ragionare più seriamente su quello che sono le opzioni. Per questo non è impossibile che Forza Italia possa recuperare. Sicuramente è data in calo da tutti ed è in una fase di flessione, appannamento. Ma non è detto che possa essere un debacle...".

La svolta della sinistra che si è ricompattata sull'Iraq può pagare da qui alle elezioni?
"Tutto quanto può determinare il senso dell'unità può pagare. E questa è stata la logica che ha portato la costituzione di una lista unitaria: si vuole limitare la frammentazione che viene vissuta molto negativamente dagli elettori. Come abbiamo visto anche alle ultime elezioni del 2001, sul maggioritario il centrodestra aveva un vantaggio molto risicato, mentre sul proporzionale era molto ampio. L'idea del compattamento della federazione di più formazioni politiche dovrebbe essere un elemento che favorirà il centrosinistra. Ma al di là di questo, credo che l'elettorato si aspetti progetti, linee e misure concrete che diano identità e riconoscibilità al centrosinistra".

Cosa si aspettano in questo senso?
"Tante cose. Mi pare abbastanza evidente che in questo momento siano i temi economici quelli principali...".

Quanto pesa in questo momento la sinistra radicale?
"Loro hanno avuto e hanno un discreto consenso. Vista la costituzione di una sinistra unitaria che fonde due anime, si liberano consensi a favore dell'ala più estrema, di quella sinistra che non si riconosce in questo raggruppamento. Ma c'è un secondo aspetto...".

Quale?
"Evidentemente il clima di sfiducia e scontento largamente prevalente nel Paese trova risposte più nella sinistra che in altre formazioni politiche. E chi sta all'opposizione beneficia di questo clima".

Quindi c'è effettivamente una sinistra radicale in crescita?
"Rispetto alle politiche sì".

Si dice che la Lega, fra le forze della CdL, sia quella maggiornamente in crescita. Qualcuno ha parlato di un movimento capace di superare il tetto del 5%. E' corretta la visione di un Carroccio che sta recuperando terreno?
"A noi risulta che sia in crescita. D'altra parte non è un fenomeno nuovo. Quando la Lega si muove da sola, generalmente, riesce a ottenere maggiori consensi. Così accadde con il 10% del '96. Nel 2001 non ha raggiunto il quorum. Noi lo vediamo in molte città, in molti comuni, in molte province in cui lavoriamo: la logica del viaggiare in modo autonomo, dal punto di vista della somma dei consensi, la sta in qualche modo avvantaggiando".

Ignazio La Russa ha affermato che nel quartier generale di An ci sarebbe molta sodisfazione se il partito si attestasse sul 12%. Secondo la sua esperienza le elezioni strapperano loro un sorriso?
"Mi sembra che An stia tenendo il suo elettorato. Un sorriso potrebbero strapparlo. Però, bisogna tener presente che Alleanza Nazionale è sempre un po' sovrastimata nei sondaggi. Il suo leader gode di un elevatissimo livello di fiducia. Non sempre questo si traduce in consenso elettorale per la sua formazione politica. Lo stesso discorso vale anche per Casini".