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maggio 24, 2004


Listone in crisi di voti al centro punta sullo slogan « pace subito »

Nelle ultime settimane erosi i consensi moderati e di sinistra

I l voto parlamentare sull’Iraq ha mostrato nuovamente l’esistenza di conflitti interni nella lista per l’Ulivo, ma anche la capacità di raggiungere un compromesso unitario. Che costituisce il prezzo da pagare per quel successo elettorale senza il quale difficilmente la coalizione può avere un futuro.
Gran parte degli italiani, infatti, non segue l’alchimia delle mozioni, ma è sensibilissima alla dicotomia pace/ guerra che, in modo purtroppo semplicistico, è oggi al centro del dibattito politico. Il messaggio « pace subito » è talmente popolare da costituire uno dei principali temi su cui l'opposizione può oggi mobilitare il proprio elettorato, anche nella sua componente di centro ( esattamente come lo è la politica fiscale per i votanti del centrodestra).
Il fatto è che nei prossimi venti giorni la lista unitaria per l’Ulivo gioca molte delle sue opportunità. Il plus su cui contare è il messaggio di una opposizione finalmente coesa e propositiva, quantomeno nella sua parte moderata. È ciò che — lo mostrano tutti i sondaggi — chiede una larga parte degli elettori indecisi del centro, in bilico tra l’astensione e il voto ad una lista di opposizione che appaia loro credibile. Essi costituiscono il segmento decisivo per il risultato, dato che il cosiddetto « astensionismo di sinistra » ha dimensioni quantitative trascurabili. Per questo, molti leader dell’Ulivo hanno letto con disagio i sondaggi delle ultime settimane che, oltre a registrare talvolta una contrazione nei voti, sia pure « virtuali » , per la lista o, comunque, la mancata acquisizione dei consensi che le sue componenti avrebbero raggiunto autonomamente, mostravano — questo è il fenomeno che veramente preoccupava — all’interno dell’elettorato ulivista una diminuzione relativa di quanti dichiarano di sentirsi di centro o di sinistra, a fronte di un ulteriore rafforzamento della componente di centrosinistra. Si verificava insomma, una erosione della presenza dei segmenti più distanti dal « nocciolo duro » della lista, ma indispensabili per garantirne il successo. La cui conquista, in fondo, rappresenta proprio uno dei motivi per cui la lista stessa era stata creata.
Di qui la necessità di imprimere subito una svolta, anche sul piano comunicativo. La convention tenutasi sabato ( e la cui convocazione era stata chiesta da un gruppo di leader con urgenza solo qualche giorno fa) ha mostrato un clima assai diverso — con maggiore entusiasmo e più forte spirito unitario — dalla precedente. I prossimi giorni ci diranno se si tratta davvero della ripresa dello spirito originario della lista. Ciò che potrebbe consentire all’Ulivo di raggiungere quel successo elettorale che i suoi dirigenti hanno tanto evocato nei loro discorsi.