maggio 23, 2004 Weber (SWG): "Forza Italia in forte calo perde il voto delle donne"L'Unità 23/05/2004 L'INTERVISTA: Roberto Weber, presidente dell'SWG Troppe le promesse, a cui hanno fatto seguito solo vane attese. Preoccupa l'incertezza su welfare, sanità, situazione economica Forza Italia in forte calo perde il voto delle donneAldo Varano ROMA Weber, cresce Il centro sinistra e irretra il centro destra? «Sì, anche se la crescita dei centro sinistra appare meno marcata di tre mesi fa. L'elemento nuovo è quello di un voto che si parcheggia, di stallo. Va ai partiti che non sono dentro gli schieramenti: lista Bonino, Pensionati, la Mussolini o Sgarbi. Il voto "altro"». E che signica? «Mancano venti giorni al voto, è tutto da vedere. Per ora, di fronte alla più che evidente difficoltà del centro destra l'offerta del centro sinistra non viene ancora percepita sufftcientemen, te valida, C'è una disaffezione forte per il centro destra, soprattutto per Fi, che ancora però non si sposta verso il centro sinistra, se non in parte. Il centro sinistra guadagna circa il 4 per cento ma la dimertsione poteva essere più marcata». Centro destra ln picchiata e centro sinistra che non convince a sufficienza? «Esatto, Poi nel centro destra il dato è molto diversificato. L'Udc è in notevole crescita, tende al raddoppio. la Lega è in ripresa perché quando può correre da sola corre. C'è una perdita netta e pesante di Forza Italia». La guerra quanto pesa sul voto? «Poco. Secondo me, poco. Non voglio dire che non pesi ma ha un peso specifico inferiore ad altri fattori. C'è l'elemento di malessere e disagio provocato dalla sensazione dell'insufficienza del premier nel gestire la situazione. Ma non è l'elemento scatenante della perdita di Forza Italia». Nel mancato sprint del centro sinistra pesano i segnali non univoci sulla pace? «Non quelli sulla pace. Pesa in generale una logica polifonica. Parlano tutti e in termini di regia complessiva non emerge un grande segnale agli elettori. Poi ci sono cose dette strumentalmente e la strumentalità viene percepita e fa perdere voti. C'è naturalmente da tenere presente che Prodi non è pienamente in campo. Vedremo se le due ultime settimane, con una sua maggiore presenza, correggeranno questa difficoltà. Ci sarebbe un beneficio per tutti i partiti del centro sinistra e non soltanto per la lista unitaria». Uniti nell'Ulivo raggiunge il 33 per cento. Che risultato è? «È ancora frenato. Ripeto: vale il fattore Prodi. Sarebbe sufficiente un suo maggior richiamo, una forte visibilità, una spendita di se molto marcata,Prodi viene percepito come leader credibile, non strumentale. Ma alla fine, se la lista unitaria prendesse anche il 31 con Fi più meno al 20, ci sarebbe una formazione, una lista, qualcosa che può diventare una forza politica che raccoglie un terzo dei voti degli italiani, Non accadeva dai tempi della DC». Oltre a modificare i rapporti di forza ciò indurrebbe anche sulle future dinamiche elettorali? «Dal punto di vista delle potenzialità, certamente. Dal punto di vista massmediologico dipende dalla gestione di questa realtà». I voti delle donne nel centro sinistra sovrastano gli uomini. «Le donne fuggono in modo marcato dal Fi. Questo è il grande dato. E se veramente i loro voti prevarranno nel centro sinistra avremo un fatto nuovo nella storia del paese perché in passalo sono sempre state in maggioranza nell'area di centro destra». Perché FI perde così massicciamente, un terzo dei proprio elettorato? «Anche se il dato fosse meno pesante, come sostengono alcuni colleghi, sarebbe comunque molto vistoso. la soglia delle attese sollecitate è stata molto alta. Hanno incontrato una situazione economica negativa e si sono infilati nella guerra C'è poi il clima generale di insicurezza su welfare, sanità e tutto il resto». I temi sociali pesano? «Si e il centro sinistra ne sta facendo un pessimo uso. E' schiacciato sull' Iraq e questo, senza alcun dubbio, lo danneggia, perché fa sparire questioni su cui c'è un' altissima sensibilità. Sono due mesi che si parla solo di Iraq, anche perché l'agenda dei mezzi di comunicazione lo impone. Poi la gente vive ogni giorno: negli ospedali, nei mercati, nelle scuole, E lì si forma un orientamento». Se questi fossero i dati reali e le elezioni fossero politiche la maggioranza in Parlamento sarebbe del centro sinistra? ,,Sì, Aggiungerei che, se le cose non cambieranno, o per un diverso peso di leadership o per ragioni ora non prevedibili, avremmo una tendenza ulteriore a favore dei partiti che vanno sotto la voce "altro" e una depressione per i partiti maggiori. Certo, chi rischia di più è soprattutto Forza Italia». |