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maggio 23, 2004

La strategia del salmone

Punto.com, 19.5.2004

C OME AVEVAMO ANnCIPATO su queste colonne l'impagliamento del centro destra ed in particolare del suo motore, della sua forza propulsiva ed attiva, ovvero Forza Italia (il dato è così preoccupante che il carissimo Sestito Fava l'ha ribattezzata "Forza Impagliata") sta per cambiare il suo proprio destino in questa campagna elettorale sia amministrativa che generale per il Parlamento Europeo.

Non era, infatti, mai accaduto che a meno di un mese dal voto la percentuale degli indecisi, ovvero dei non so/non rispondo, si stabilizzasse al 40% del campione di elettorato intervistato sia con i tradizionali metodi che con l'innovativo metodo Parco di cui abbiamo già parlato, metodo che l'amico ungherese Sandor Gosczs docente all'università del Balaton ha testato con successo nel suo paese e successivamente in Romania, Bulgaria e Austria.

Cosa pesa a favore dell'astensionismo? Ecco i principali fattori di disturbo per la strategia dell'ottimismo che verrà perché deve venire (e non possiamo che condividere questo auspicio del Premier nelle sorti progressive dell'umanità):

a) la società italiana, pur inserita nella società aperta europea e mondiale, multietnica, multirazziale, multilaterale, moltiplicatrice e mutante non riesce a stabilizzarsi un in suo proprio quadro di certezze. Ciò deriva dalla infinita transizione italiana cominciata nel 1992 e ad oggi inconclusa e inconcludente, come ha recentemente rilevato anche uno studio della Fondazione CA.RI.TA. di Castagnola, Lugano, Svizzera.

b) l'elettore medio è preoccupato per l'andamento del suo tenore di vita e l'euro continua a contribuire a non tranquillizzare l'ansia da "mancanza della moneta" in tasca, ovvero in banca, ovvero alla posta. Anzi l'elettore medio ha ormai netta la sensazione che il governo non ha operato quelle scelte che consentissero un aumento del potere d'acquisto del salario diretto e/o differito/arrotondato/sommerso/in nero/emerso a tal punto che persino il mitico Nord Est, ovvero il nostro Far East, è turbolente, agitato e agitante,e addirittura - secondo le prime conclusione della ricerca condotta dal dottor Otto Sacher dell'Università di Vienna che abbiamo avuto modo di consultare in bozza - ha ormai somatizzato la paura dei cinesi, ovvero che la delocalizzazione ad est stia mettendo il ginocchio il proprio est.

c) vi è la sensazione che il centro sinistra si sia unito e si stia per unirsi definitivamente e quindi comincia la tradizionale rincorsa al carro del possibile vincitore che è una della caratteristiche acclarate del ceto medio italiano.

Il carissimo Sestito Fava con l'arguzia di cui sono capaci solo i toscani mi faceva notare al termine di un focus group qualche giorno fa che "un si pole essere succubi di Vicomano. Anzi i dati della trimestrale di cassa dicono che l'incertezza economica potrebbe continuare ad libitum. Per questo il Premier italiano ha bisogno urgentemente di conquistare il centro dell'indecisionismo per poter risalire la corrente". Si tratta di una strategia comunemente conosciuta come la Strategia del Salmone.

Si risale, appunto la corrente, ma al contrario: fuoriuscendo dai tecnicismi significa prendere la palla, anzi le palle (essendo l'Italia il paese dei mille campanelli) in mano. Ed allora avendo visto che il collega ed amico Renato Mannheimer ha di recente pubblicato sul Corriere della Sera i dati di un focus group poi trasformato in un sondaggio concludiamo con l'aggiunta di alcuni dati splittati su carta.

E dunque: se il trend attuale non verrà arrestato e/o invertito è possibile secondo nostri calcoli empirici riproporzionando i dati che la forchetta si attesti alle elezioni per il Parlamento Europeo in queste percentuali:

FORZA ITALIA 23/25; ALLEANZA NAZIONALE 9/11; LEGA 4/5; UDC 3,5/4,5; NUOVO PSI 1,3/1,8; per un totale del centro destra di 41,8/47,3.

TRICICLO-ULIVO 31/33; DI PIETRO-OCCHETTO 4/6; VERDI 1,8/2,3; COMUNISTI ITALIANI 0,5/1,3; RIFONDAZIONE COMUNISTA 4,3/5,8;

UDEUR 0,3/0,7 per un totale del centro sinistra includendo il partito di Bertinotti di 42,1/ 49,4.

Di qui al 2006 la partita fra i due schieramenti è dunque molto aperta.