Ulivo/ I sondaggi spingono Prodi nelle braccia di Zapatero. Esclusivo: le proiezioni segrete
Affari Italiani, 13 maggio 2004
Meglio tardi che mai, sbuffano gli esponenti del Correntone Ds. Fra sette giorni, il prossimo 20 maggio, quando Silvio Berlusconi, reduce dal viaggio negli Stati Uniti, andrà in Parlamento a conforntarsi con la maggioranza e l'opposizione sulla questione Iraq, la lista Uniti nell'Ulivo presenterà una mozione per il ritiro del contingente italiano impegnato in territorio iracheno. E' questa la decisione presa dai vertici dei partiti che compongono il listone riformista dopo un incontro avuto con Romano Prodi, l'ideatore e il leader in pectore di questa formazione politica. ''La lista Uniti nell'Ulivo ritiene che la presenza militare in Iraq non abbia oggi alcun accettabile significato e senza gli atti, gli impegni e le scadenze soprindicate, i gruppi parlamentari dei partiti costituenti la lista 'Uniti nell'Ulivo' proporranno nel dibattito parlamentare del 20 maggio, il rientro della missione presente in Iraq'' si legge nel comunicato diffuso dal listone.
Con più di tre mesi di ritardo rispetto al resto dell'opposizione, anche il Centrosinistra moderato e riformista ha quindi accettato, obtorto collo, di fronte all'evidenza dei fatti, di adottare la linea Zapatero. Via dall'Iraq, anche se il listone si è preso un'altra settimana di tempo, tenendo così aperto uno spiraglio per un inatteso intervento dell'Onu.
Un parto travagliato questo, giunto dopo una gestazione trimestrale, durante la quale la neonata lista unitaria ha perso importanti punti elettorali. Stando a sondaggi segreti circolanti nei palazzi della politica, reperiti da Affari, il listone prodiano, all'inizio di marzo, aveva il 36% dei consensi, una settimana dopo, intorno al 10 marzo, questi consensi erano scesi al 35, quindi al 34,5 intorno al 18 marzo e al 33,8% ai primi di aprile. Il 27 aprile il listone veniva dato sul 33,2%, mentre in questi giorni, dopo l'ultima consultazione, risulterebbe un allarmante 32,5%, dato reso ancora più preoccupante dal risultato di un altro sondaggio, dal quale emergerebbe che Ds, Margherita e Sdi, correndo da soli, avrebbero il 34%. La somma dei voti dei singoli partiti, quindi, sarebbe superiore a quella della lista unitaria.
Al costante calo della lista Uniti dell'Ulivo ha fatto da controaltare l'altrettanto costante crescita degli altri partiti dell'opposizione: rispetto ai primi di marzo i Comunisti Italiani sono saliti dall'1,5 al 2,5%, i Verdi dall'1,7% al 2,8%, la lista Occhetto-Di Pietro dal 2,7 al 3,3%, Rifondazione dal 5,1% al 5,6%. Singolare il fatto che l'Alleanza Popolare-Udeur di Mastella, che ha tenuto una linea simile a quella del Triciclo, sia rimasta stabile all'1,8%. Evidentemente temporeggiare sull'Iraq non ha pagato elettoralmente...