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maggio 13, 2004

Funzionamento della democrazia In 20 anni fiducia quasi dimezzata

IL SONDAGGIO / Soddisfatto solo il 34%; nel 1984 era il 52%

di RENATO MANNHEIMER

Gli italiani si dichiarano sempre meno soddisfatti del funzionamento della democrazia nel loro Paese. In misura maggiore una parte di essi. E la frattura che trapela da questa diversità di opinione indica l’esistenza di una più ampia divisione che sta in qualche modo minando la stessa coesione sociale dell’Italia. Il giudizio sul funzionamento della democrazia è rilevato da molti anni in tutte le nazioni europee (ed è oggi analizzabile grazie all’archivio «Sociodata» diretto da Sonia Stefanizzi e Guido Martinotti alla Facoltà di Sociologia dell’Università Bicocca di Milano). La domanda posta è un po’ generica, ma abbastanza indicativa del clima di opinione esistente, del grado di consenso collettivo, dell’esistenza di valori e sentimenti comuni.
Da molto tempo l’Italia è la nazione dell’Unione in cui si rileva la minor soddisfazione per il funzionamento della democrazia. Negli anni più recenti contendiamo questo ultimo posto al Portogallo. In più, l’insoddisfazione si è andata progressivamente acuendo. Nel 1984, la maggioranza assoluta (52%) si dichiarava contenta per il funzionamento della democrazia. Nel 1994 questa percentuale era scesa al 44%. Oggi, secondo l’ultima rilevazione disponibile, è al 34%, con punte ancora inferiori tra i più giovani. Sia la posizione dell’Italia, sia il trend decrescente trovano una spiegazione nei caratteri della cultura politica del nostro Paese. Che, a confronto con altre nazioni, vede meno diffusi i sentimenti comuni di identità (e, ancor meno, di orgoglio) nazionale, a fronte, spesso, del prevalere di appartenenze specifiche, di carattere ideologico, religioso, territoriale, ecc. Cui si lega la convinzione che gli «altri» non siano veramente democratici.
Se ne ha prova dall’andamento delle opinioni: dall’84 al ’94, specie in occasione dei governi del centrosinistra, la contrazione di valutazioni positive per il funzionamento della democrazia ha riguardato maggiormente gli elettori del centro e del centrodestra. Dal ’94 a oggi, specie negli ultimi anni, con governi di centrodestra, la diminuzione di soddisfatti si registra quasi esclusivamente fra gli elettori del centro e del centrosinistra. Va ricordato che il quesito riguarda il funzionamento della democrazia nel complesso del Paese e non l’operato dei singoli governi. Insomma, sembra prevalere, a torto o a ragione, l’opinione che se sta governando il «nemico», la democrazia stessa sia carente. L’idea che essa funzioni anche attraverso l’alternanza al potere dell’una o dell’altra parte politica è sempre meno presente. Si vanno così perdendo, in misura sempre più accentuata, quei valori condivisi che permettono, loro sì, alla democrazia di funzionare davvero.