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maggio 11, 2004

Sorprese elettorali/ Il sondaggista Piepoli ad Affari: le torture in Iraq non piegano Berlusconi. Anzi...


Affari Italiani, 11 maggio 2004

"Abbiamo fatto ricerche in questi giorni. Si può quasi dire che Forza Italia guadagni punti dopo le polemiche sui prigionieri arabi torturati. Il sentimento... sadico della popolazione è espresso dalla dirigenza. Bush non è in quel posto perché è bello, ma perché rappresenta la popolazione degli Stati Uniti. Non so se rendo l'idea, la popolazione non lo manifesta, però nell'inconscio è a favore di Bush". Nicola Piepoli (foto), noto sondaggista, in un'intervista ad Affari, svela trend elettorali decisamente sorprendenti, che si stanno sviluppando in seguito alle polemiche sui prigionieri iracheni torturati dai soldati anglo-americani.

Traslando il discorso da Bush a Berlusconi, pare di capire che su questo tema la popolazione sia favorevole al premier?
"Abbiamo rilevato un fatto molto semplice. Noi facciamo domande per capire cosa ne pensa la gente sul fatto di restare o meno in Iraq. In questo scenario, il numero di persone favorevoli all'idea di restare nel Golfo e di chi vuole il ritiro delle truppe non è cambiato. Gli equilibri sono rimasti gli stessi dopo le rivelazioni sulle torture. La cosa non influenza. La tortura fa parte dell'inconscio collettivo, la popolazione è incazzata".

Quindi la sinistra che chiede il ritiro delle truppe rischia di subire un Berlusconi che ha preso una linea molto precisa...
"Questo è difficile da stabilire. Però, è chiaro che chiunque abbia una linea precisa è vincente. Per il solo fatto che l'ha assunta. La gente vuole essere guidata. Poi verificheremo col voto l'appeal di Berlusconi. Ma, specialmente in un momento di sbandamento come questo, le persone hanno bisogno di chi indichi loro dove drizzare le vele. Poi che sia a Nord, Sud, Est o Ovest, questo è ininfluente. Come ricercatore, comunque, sono il primo a essere meravigliato di questi risultati frutto di una ricerca condotta in questi ultimissimi giorni".


Ovvero?

"Del fatto che i risultati sono invarianti in funzione delle torture. L'ultimo sentiment della popolazione è un non sentiment. Mi aspettavo delle differenze. E non ci sono state. Questa non risposta della gente è... un urlo nel silenzio".

E sullo scontro Fini-Berlusconi in merito alle tasse?
"In questo momento l'argomento tasse è futurologico. La popolazione non l'ha toccato con mano. E' soltanto un sogno. Influenza molto relativamente. Non sono questi fattori a far vincere o perdere Forza Italia o le coalizioni. Dico di più. Le elezioni sono passate. Non solo le Europee, ma anche le regionali dell'anno prossimo".

In che senso?
"La gente sento questo voto come un effetto dimostrativo, senza conseguenze, un sondaggio. Il mio consiglio alla dirigenza attuale è quello di lavorare sui ventiquattro mesi. Nel breve la gente ha già deciso che cosa voterà".

Giordano Brega