maggio 5, 2004  Due su tre delusi da Berlusconi
Fiducia nel premier a picco: tutti i ministri meglio di lui sondaggio
Alla patente a punti il consenso più alto, 40% di "sì" alle leggi Biagi e Bossi-Fini I giudizi positivi sul centrosinistra sono comunque meno di quelli sull´esecutivo Oggi il Cavaliere strappa a Craxi il record di durata. Ma il 68% dice: ci ha traditi FABIO BORDIGNON ROMA - Longevo, ma non certo in buona salute. L´esperienza del secondo governo Berlusconi, la più lunga, da oggi, nella storia della Repubblica, sembra procedere in un clima di crescente sfiducia e insoddisfazione. Basso è il gradimento per l´operato dei ministri; scarso (salvo qualche rara eccezione) il consenso verso i provvedimenti messi in atto in questi primi tre anni. Le difficoltà del governo vengono imputate, innanzitutto, alla sua litigiosità interna. Pochi, invece, i meriti dell´opposizione, il cui indice di apprezzamento si ferma ancora più in basso. Sono questi i principali spunti offerti da un ampio sondaggio realizzato da Demos-Eurisko per la Repubblica.
Millesessanta giorni: oggi la squadra di governo guidata Berlusconi supera il record di permanenza a Palazzo Chigi precedentemente detenuto da Bettino Craxi (1983-1986). E sembra destinata a rimanervi ancora a lungo. Fino alla fine della legislatura, secondo sei italiani su dieci (62%). Le previsioni sulla "speranza di vita" del governo, tuttavia, sembrano orientate più da un senso di realismo che da effettiva fiducia verso l´esecutivo. Il giudizio formulato dagli italiani risulta, infatti, piuttosto duro. Più di due su tre ritengono che il governo non stia mantenendo le promesse fatte durante la campagna elettorale: il 68%, una quota di popolazione doppia rispetto quella registrata nel maggio di due anni fa, a dodici mesi dal successo elettorale del 13 maggio 2001. Nello stesso periodo, l´apprezzamento verso l´esecutivo è sceso di circa 13 punti percentuali, passando dal 49 al 36%. Le valutazioni, conviene precisarlo, risultano fortemente negative innanzitutto tra chi si identifica nel centro-sinistra, o comunque si dice lontano dall´attuale maggioranza. Tuttavia, la soddisfazione declina, in modo evidente, anche in quella porzione di elettorato - da qualche tempo non trascurabile - che nel 2001 aveva votato per il centro-destra, ma oggi si dice incerta (oppure destinerebbe altrove la propria preferenza). A pagare le conseguenze dei crescenti malumori espressi dall´opinione pubblica, non sorprendentemente, è soprattutto Silvio Berlusconi, "sintesi" e leader indiscusso della coalizione. Il numero di chi esprime apprezzamento per il suo lavoro come Presidente del Consiglio è sceso al 31% (contro il 48% di due anni fa). Ma è tutta la compagine governativa a non godere di un clima d´opinione particolarmente favorevole. A soffrirne in misura minore sono soprattutto in tre: il vice-premier Fini (55%), il ministro della Salute, Sirchia (55%), e quello dei Beni culturali, Urbani(53%), gli unici - tra quelli sottoposti al giudizio del campione - a superare la soglia del 50%. Non molto distanti si collocano il ministro degli Esteri, Frattini, e dell´Interno, Pisanu, entrambi al 46%. Indici di gradimento ancor più bassi riguardano, invece, i titolari degli altri (principali) dicasteri: Castelli, Giustizia (41%); Gasparri, Telecomunicazioni (41%); Maroni, Lavoro e Politiche sociali (40%). Gli ultimi due posti sono riservati al ministro dell´economia e della Finanze, Tremonti (38%) e a quello dell´Istruzione, Moratti (37%). Scarso entusiasmo, parallelamente, si registra per i provvedimenti licenziati (o comunque proposti) in questi primi tre anni di governo. Unica, vera eccezione, l´introduzione della "patente a punti", cui va il plauso di oltre otto intervistati su dieci (83%). Livelli intermedi di soddisfazione si registrano per la riforma del mercato del lavoro (42%) e la legge Bossi-Fini sull´immigrazione (40%). Più critiche le valutazioni sulla missione in Iraq (31%), e sulle altre riforme: quelle della scuola (33%) e del sistema radiotelevisivo (28), e quella (per il momento solo annunciata) delle pensioni (28%). Le cattive performance del governo Berlusconi vengono imputate, in primo luogo, ai problemi interni alla maggioranza, alle tensioni tra le forze che la compongono: il 24% dei cittadini (contro l´8% del 2002) le vede come il principale vincolo all´azione di governo. Solo l´8%, per contro, attribuisce le difficoltà dell´esecutivo all´incisività dell´opposizione parlamentare. Ed è singolare come questo valore scenda addirittura al 9% tra i simpatizzanti del centro-sinistra. Se Atene piange, dunque, Sparta non ride. Tanto che solo il 34% delle persone - e solo il 57% di chi si orienta verso centro-sinistra - assegna la sufficienza al ruolo delle forze di opposizione: due punti in meno del governo. [link] |