maggio 3, 2004  E un cd rom a scuole e municipi celebra i fasti del Cavaliere
la Repubblica 03-05-2004 Sarà inviata anche la copia del "contratto con gli italiani" firmato a Porta a porta E un cd rom a scuole e municipi celebra i fasti del CavaliereBARBARA JERKOV ROMA - Un referendum sul governo. Berlusconi l'aveva detto e l'ha fatto: trasformare le elezioni europee in un plebiscito sull'operato del suo gabinetto, «il più longevo della storia repubblicana». Palazzo Chigi sta per inondare scuole e municipi, aziende e giornali, con un'elegante brossura contenente: a) cd rom riassuntivo di tutta l'attività del governo a metà legislatura; e, b) copia del «contratto con gli italiani» vergato dal Cavaliere in persona nel salotto tv di Porta a porta. «Ne abbiamo tirate 50 mila copie», conferma Claudio Scajola, ministro per l'Attuazione del programma, incaricato da Berlusconi di seguire ladelicata operazione. A spese, sia detto per inciso, del ministero per l'Attuazione del programma medesimo. «Stiamo spedendo il materiale a varie personalità, sindaci, presidi di scuola, imprenditori...», continua ancora Scajola, «ora prepariamo un nuovo volume, con i dati aggiornati ai 1.060 giorni di legislatura, quando il gabinetto Berlusconi batterà il record di governo più longevo della storia repubblicana». Già così, inoltre mille pagine c'è gloria per tutti. Lucio Stanca, ministro per l'Innovazione tecnologica, magnifica le «nuove autostrade digitali» che «spostan, -e idee». II ministro delle Comunicazioni Gasparri ama ricordare di essere l'artefice del codice di disciplina delle televendite. Il guardasigilli Castelli glissa su leggi come la Cirami o il lodo Schifani, ma sottolinea con soddisfazione la realizzazione della «casa di recupero agricolo per ex detenuti a Isili in Sardegna». Obiettivi di un certo impegno, soprattutto tenuto conto dello «scenario interno e internazionale» in cui il governo Berlusconi si è ritrovato ad operare. Nel 2001, citando sempre il Rapporto di metà legislatura: debito pubblico più elevato d'Europa; deficit di 32 miliardi di curo in bilancio; pressio ne fiscale pari al 42,4% del Pil; tasso di occupazione al 9,4% e del 19,1 al Sud; ordinamento giuridico inflazionato di norme. E ancora: scarsa considerazione sul piano internazionale; gli attentati dell' 11 settembre; i no-global; la depressione dell'economa mondiale; la guerra inAfghanistan. Nel 2002: l'inflazione da euro; la depressione dei consumi; la crisi in Sudamerica. Nel 2003 è andata meglio, solo la guerra in Iraq e la concorrenza sleale da parte dell'economia asiatica. Un po' meglio, appunto. Nonostante i disastri, no-global compresi, il presidente del Consiglio è certodi aver rispettato gli impegni, e dunque invita gli elettori a confrontare i risultati con le promesse del già citato contratto con gli italiani, doverosamente accluso in copia al cd-rom stampato dalla Presidenza del Consiglio. Accade però che venerdì scorso, sulle scrivanie di alcuni alti esponenti della Cdl, sia arrivata una rilevazione alquanto riservata. L'ha realizzata l'Eurisko. Non doveva assolutamente essere pubblica, ma è circolata lo stesso. Dice che se se si votasse oggi, Forza Italia sarebbe al 19%., An al 14. L'Udc al 5/6. La Lega al 5. E c'è di più. Se i dati fossero confermati, vorrebbe dire che la maggioranza di centrodestra non è più tale. Il centrosinistra (inclusa Rifondazione) viene quotato fra il 48 e il 50%; Ia Cdl è ferma al 44. Lo conferma perfino un sondaggista certo non sospettabile di remare contro il Cavaliere, come Luigi Crespi. Nel suo ultimo "Crespino", pubblicando una rilevazione realizzata il 26 aprile, dà alla Cdl il 45,5% e al centrosinistra il 47,7%. Altro che referendum sul governo, insomma. «Basta girare sul territorio per vedere che le cose stanno effettivamente così», ragiona un alto esponente di An, per nulla sorpreso. «E' nell'aria: la bocciatura del governo in questa edizione e, al contrario, il successo popolare della strategia intrapresa da Fini per sottolineare nella coalizione una linea più sociale... Berlusconi si è fissato a raccontare agli italiani che tutto va al meglio, ma gli italiani non sono scemi». Ecco no, non sono scemi. Forse anche per questo Forza Italia sta cambiando in corsa campagna pubblicitaria. Gli ultimissimi manifesti del Cavaliere, al debutto questa settimana, lo mostrano ancora in primo piano, ma con tutt'altro sguardo: non più in tralice, bensì diretto. E, soprattutto, puntano invece che sulle promesse di benessere mantenute, sul ruolo internazionale dell'Italia: "Per essere protagonisti in Europa e nel mondo", dice il nuovo slogan. Assai più prudente, vistala fitta agenda di prossimi impegni internazionali di Berlusconi, del sempre più rischioso «meno tasse per tutti». |