maggio 1, 2004  Bergamo prova il sorpasso
LE CITTÀ AL VOTO /1. LOMBARDIA Bergamo prova il sorpasso Tradizionalmente moderata. Eppure potrebbe dare la vittoria al centro sinistra. Complici la diffidenza verso le scelte del governo, le divisioni del Polo e l'assenteismodi Mino Fuccillo L' anima dell'Europa la cercano per vie impervie e intriganti in questo ex monastero agostiniano del XII secolo. L'edificio fu sconsacrato dalla cattolicissima Bergamo dopo che vi misero piede quei giacobini dei francesi, ora ospita una strana razza di amanuensi del Terzo millennio, raccolgono spezzoni di ogni scienza e disciplina: la storia planetaria, etnica e linguistica, le tecnologie dell'informazione, l'antropologia del sacro e del pensiero scientifico, la globalizzazione e il nomadismo contemporaneo. Orfani non dolenti di una chiave generale che spieghi il mondo degli uomini e delle cose, vanno comunque a «cercare un senso» della loro e nostra identità europea. Strani studenti di un umanesimo smarrito, strani in questa terra dove il valore e il dogma del lavoro duro ha da tempo soppiantato il valore della cultura, dove il sapere è quello dei mestieri, dove l'antica ignoranza indotta dalla miseria ha ceduto il posto in paradossale staffetta ad una descolarizzazione di ritorno figlia della ricchezza: dopo la terza media ragazzi e ragazze li si manda volentieri a lavorare in azienda, parola e luogo che spesso coincidono con famiglia. «Il bergamasco contemporaneo? Un individuo, una società che hanno inconsapevolmente assunto una cittadinanza non più nazionale ma certamente globale e locale insieme, gente che commercia in manodopera e merci con l'Est e il Nord Europa e che pure si culla e talvolta si bea del nazionalismo leghista». Così il professor Mauro Ceruti prova a esemplificare ciò che gli appare inestricabilmente e strutturalmente complesso di questa anima europea di una città di 120 mila abitanti e di una provincia di quasi un milione, internazionale ma non cosmopolita, sazia ma per nulla quieta, capace di rimuovere insieme passato e futuro, aggrappata soprattutto al suo presente. Già, perché se l'anima talvolta vagola, il corpo dell'european way of life è ben solido e netto. A seconda dell'umore di giornata, interrogati su cosa sia l'Europa a Bergamo ti risponderanno »un'opportunità» oppure «un fastidio», non mentendo in entrambi i casi. Ma cosa intendano per vivere all'europea lo sanno bene: più sportelli bancari in città che a Lugano, la terza Confindustria italiana per dimensioni, un'impresa ogni dieci capofamiglia, riunioni spontanee nelle case quando si è trattato di consultarsi come comunità sul come convenisse far rientrare i capitali dalla Svizzera. Terra di imprese globali tascabili, terra di gente che arricchisce con pudore e che occulta i segni manifesti del successo e poco importa per qualche caduta di stile come l'idea del sindaco di accendere un faretto in piazza a ogni nuova nascita o il vezzo di farsi la casa in Kenya senza riuscire mai a spingersi una volta nella vita a visitare Venezia. Nella lontana Washington una volta George Bush ha detto: «Il tenore di vita degli americani non è negoziabile». Molti europei hanno in tutta buona fede pensato che fosse arroganza per di più scandalosa. Tutti gli europei pensano infatti che il tenore di vita degli europei non sia negoziabile, ma che sia pericoloso e ineducato affermarlo. I bergamaschi questa difesa della condizione raggiunta la praticano con il pensiero e le opere. Letteralmente ammazzandosi di lavoro, alle cinque del mattino già in coda sulla strada per Milano (due ore andare, altrettante tornare e saranno 50 chilometri, se scegli il treno otto fermate e 60 minuti). E sviluppando un pensiero collettivo, una cultura di massa molto più trasversale di quanto si possa supporre. Ecco ciò che bisogna essere, ciò a cui non si rinuncia: produttivi, ma non come quei matti di cinesi che si riducono in schiavitù. Competenti, ma non come quei pazzi degli indiani che studiano il doppio degli anni e si fanno pagare un quarto. Flessibili, ma non come quegli incauti degli americani che giocano alle montagne russe tra miseria e ricchezza tre o quattro volte in una sola vita. Tirati nei soldi da dare allo Stato o comunque alla collettività, ma fermi nel diritto ad avere pensioni, strade e ospedali. E pacifici, perché la violenza e la guerra non son "fatti nostri", ma protetti anche armi alla mano perché quando i "fatti propri", siano essi una casa o un'abitudine, sono minacciati, allora una Pistola o il no a una moschea veriBlocco sociale che dava in città alle ultime europee il 50 e passa per cento alla somma di centro-destra, destra estrema e Lega, quasi il 58 alle comunali del 1999 e poco meno del 55 per cento alle politiche del 2001. Più o meno potrebbe andare così anche stavolta, 13 giugno 2004. Ma qualcosa sta succedendo, qualcosa che replica, su che scala di grandezza si vedrà, quanto accadde nel 1996 quando in Italia vinse il centrosinistra. Anzi non una, ma tre cose: una piccola, una media e una grande, almeno quanto a spessore del fenomeno sociale e quindi elettorale. La piccola cosa è che non è detto che elettorato di Forza Italia, Udc, An e Lega si sommino. Al primo turno delle amministrative la Lega va da sola. La candidata sindaco, Luciana Frosio Roncalli, spiega in sostanza che vanno da soli perché vogliono contarsi e alla domanda se poi riverseranno compatti e convinti i voti su Cesare Veneziani, sindaco uscente del centrodestra, risponde: «Non prendo in considerazione l'idea di non arrivare io al ballottaggio». Poiché la Lega viaggia in città al massimo sul 15 per cento, la risposta denota non tanto orgoglio o ottimismo ma nessuna voglia di impegnarsi allo spasimo per il candidato dei partiti alleati. In buona sintonia con l'umore generale della Lega, anche qui a Bergamo un risultato buono per loro e incerto per Berlusconi, Fini e Follini è di quelli su cui il Carroccio metterebbe la firma. E se i due elettorati non si sommano, come nel 1996 il centro-sinistra vince. La cosa di media portata che sta accadendo è che la "curva" dell'elettorato in particolare di Forza Italia stavolta non tifa o lo fa distratta. Il blocco sociale c'è ancora, ma qualche lembo di entusiasmo è eroso dal portafoglio che un po' piange anche qui. Non tanto da passare dall'altra parte, ma forse tanto da saltare uno dei due appuntamenti al seggio, questo sì, questo può essere. Silvio Berlusconi lo chiama «il mio elettorato dormiente», sta facendo e farà di tutto per ridestarlo in tempo utile, ma la promessa di meno tasse verrà, semmai, buona per il 2006 e per ora non farà a tempo nemmeno a scriverla nero su bianco nel Dpef. Infine la cosa più profonda: sta facendo capolino il dubbio che per difendere il presente possa essere più saggio sperimentare meno, rischiare meno, come nel 1996 si insinua la domanda: hai visto mai non sia il caso di non giocare troppo con la certezza sotto forma di ospedali, scuole, Welfare? Aggiungere che qui a Bergamo la Chiesa ormai apertamente diffida delle varie forme di «egoismo sociale » incarnato da Lega e Forza Italia. Miscelate il tutto, il contingente, l'immanente e il trascendente e si potrebbe manifestare il paradosso di Bergamo città conservatrice che, per barricare il suo presente, si affida al centro-sinistra. Una vittoria e un mandato contro natura? «Averne di questi problemi », sospira Roberto Bruni, che forse a giugno sarà sindaco per una lombarda eterogenesi dei fini. Sondaggio Politico-Elettorale
Bergamo: intenzioni di voto alle elezioni comunali ed europee di giugno 2004
Pubblicato il 30/4/2004.
| Autore: | | SWG | Committente/ Acquirente: | L`Espresso | Criteri seguiti per la formazione del campione: | Campione casuale rappresentativo dell`universo di riferimento; campionamento stratificato per quote di genere ed età. | Metodo di raccolta delle informazioni: | Sondaggio telefonico CATI | Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: | 800 interviste; universo di riferimento: maggiorenni residenti nel Comune di Bergamo (su un totale di 100.383). | Data in cui è stato realizzato il sondaggio: | Tra il 19/04/2004 ed il 19/04/2004 |
QUESTIONARIO
| QUESITO n.1
| Domanda : Tra quelli che le elencherò, quali sono, secondo lei gli ambiti di attività a cui il suo comune dovrebbe prestare maggiore attenzione:.
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| QUESITO n.2
| Domanda : E tra i seguenti problemi della sua città, qual e` secondo lei il problema che l` amministrazione comunale dovrebbe affrontare con più urgenza?.
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| QUESITO n.3
| Domanda : Lei ritiene molto, poco o per niente efficace l`operato dell`attuale amministrazione comunale di Bergamo?.
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| QUESITO n.4
| Domanda : A giugno si voterà sia per il rinnovo del Parlamento europeo che per eleggere il nuovo Sindaco. Alle prossime elezioni comunali, tra i seguenti candidati, chi voterebbe più probabilmente:.
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| QUESITO n.5
| Domanda : A quale dei seguenti partiti darà il suo voto: .
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| QUESITO n.6
| Domanda : E alle prossime elezioni europee di giugno 2004 quale dei seguenti partiti voterà:.
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