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aprile 27, 2004


Più fiducia nei partiti e negli 007

 

 

Barometro Ipsos/ In calo la Ue, la scuola e l’università. Risalgono banche e borsa

  
 

di NANDO PAGNONCELLI

NEL barometro sulla fiducia nelle istituzioni di questa settimana prevale quello che potremmo definire un fenomeno di riassestamento. Si riassestano intanto i valori di fiducia nelle banche e nella Borsa, che salgono l'uno di due punti e l'altro di tre rispetto allo scorso mese.
E' lo stesso fenomeno che avevamo visto la settimana scorsa parlando di economia: la "metabolizzazione" della crisi Parmalat. I valori di fiducia in queste due istituzioni erano crollati ai minimi storici tra la fine dell'anno scorso e l'inizio del 2004. Oggi cominciano a risalire, pur rimanendo lontani dai valori che vedevamo prima della crisi. Ma, lo sappiamo sempre dalla rilevazione sull'economia, questa crescita non corrisponde ad un effettivo incremento della fiducia nelle sorti economiche del paese. Si tratta solo di un'interiorizzazione della crisi, di cui d'altronde sui media si parla molto meno. Scende poi di due punti la Presidenza della Repubblica, che aveva visto una crescita poco tempo fa in relazione alla vicenda degli attentati di Madrid, al terrorismo internazionale. La fiducia nel Presidente rimane elevatissima (indice 73, con 80% degli italiani che esprime un giudizio positivo) ma ritorna ai livelli degli ultimi tre/quattro mesi. Scende infine anche la fiducia nell'Unione Europea, che perde due punti rispetto al mese scorso collocandosi su un indice di 58. Si tratta di un piccolo segnale che merita qualche interpretazione. Tra pochi giorni diviene definitivo l'allargamento dell'Unione Europea. Il primo maggio passiamo definitivamente dall'Europa dei 15 all'Europa dei 25.
L'apertura ad Est, lo abbiamo visto nel sondaggio pubblicato ieri, provoca qualche piccola inquietudine: coloro che considerano l'allargamento un vantaggio (43%) prevalgono di poco rispetto a quelli che lo vivono in termini negativi (39%); c'è poi il monito all'Italia sul pluralismo informativo che, secondo l'Europa, da noi non è sufficiente e che probabilmente a qualcuno degli italiani non è piaciuto. Infine scende, in questo caso in maniera decisamente consistente, la fiducia nella scuola e nell'Università. Quattro punti in meno rispetto alla rilevazione dello scorso mese. In questo caso è difficile parlare di riassestamento. Il livello di fiducia è tra i più bassi mai registrati. E' probabile che in questa brusca discesa contino prima di tutto le proteste degli ultimi giorni contro la riforma che hanno avuto ampia eco sui media. I ricercatori universitari che lamentano una prospettiva di precariato. E sono appoggiati dai loro colleghi, docenti e rettori. A questo tema siamo piuttosto sensibili: la fuga dei cervelli è sempre stato un tasto dolente nel nostro paese.
E rimanda all'idea di declino, di cui tante volte abbiamo parlato. Un paese che non riesce a proteggere e garantire le proprie energie migliori. Ecco quindi scendere la fiducia. E forse un po' ha contato anche Darwin. La scomparsa della teoria dell'evoluzione dai programmi delle scuole medie e il conseguente appello critico di grandi scienziati e uomini di cultura. Diciamo forse, perché questo tema non suscita da noi la stessa attenzione che si è avuta negli Stati Uniti.
Vediamo da ultimo i dati in crescita. Aumenta di due punti la fiducia nei servizi segreti. La ragione è evidente: il ruolo che i servizi di informazione stanno svolgendo in Iraq, nella vicenda degli ostaggi, è sottolineato positivamente da tutti i media. Un ruolo di dialogo lo svolge la Croce Rossa, certo ma lo svolgono anche i servizi. Vale la pena sottolineare che il sondaggio è stato realizzato prima delle polemiche sulle indiscrezioni riguardanti la liberazione degli ostaggi. Infine risale un po' la fiducia nei partiti, che, pur rimanendo ultimi nella fiducia degli italiani, in campagna elettorale riescono a migliorare la propria immagine.