aprile 23, 2004  Il Cavaliere cambia slogan: "Affidabilità"
La nuova parola d'ordine legata alla crisi in Iraq. Salta il raduno del 29 maggio a Milano
ROMA - [mar.pri.] Una riunione di partito nel bel mezzo della crisi irachena, per stabilire che d'ora in avanti, nella campagna elettorale di Forza Italia, la parola d'ordine sarà «affidabilità». «Affidabilità» rispetto al programma di governo proposto nel 2001, ma anche «affidabilità» nei confronti di una visione dell'Europa alla quale il centro destra non ha mai abdicato e che è agli antipodi di quella dell'Ulivo. Basta osservare il dibattito sul futuro dell'Iraq, il ruolo dell'Onu e della Ue, per coglierne la portata. Silvio Berlusconi aveva annullato tutti gli impegni non collegati alla trattativa per la liberazione degli ostaggi; annullato, sabato, l'intervento alla celebrazione per il decennale dei club de partito; annullato, il giorno dopo, il rientro a Milano per l'inaugurazione del nuovo Pirellone. Ma poco prima di partire alla volta di Mosca, martedì mattina a Palazzo Grazioli, il Cavaliere ha trovato il tempo di incontrare il gruppo ristretto dei suoi sei-sette fedelissimi che reggono le fila della campagna elettorale. «Riunione di routine», assicura chi era presente, «per pianificare la seconda parte della campagna». Ma anche una riunione in cui l'argomento-tabù dei primi manifesti elettorali, la politica estera del governo, ha iniziato timidamente ma inevitabilmente a fare capolino. Il fatto è che, esaurita la fase delle promesse mantenute dal governo, nella seconda ondata dei cartelloni 6 metri x3, tra la fine di questo mese e la prima quindicina del prossimo, Forza Italia ha tutta l'intenzione di sparare le sue cartucce per spiegare con chiarezza agli elettori la propria idea di Europa. «Speculare su quello succede in Iraq sarebbe controproducente, così come non conviene enfatizzare l'amicizia dell'Italia con gli Stati Uniti», racconta chi sta lavorando al progetto, «piuttosto punteremo su un'idea di Europa forte, ossia affidabile e credibile, sulla scena internazionale, come affidabile e credibile è diventata l'Italia. Dell'Europa della burocrazia e della lunghezza dei cetrioli non sappiamo che farne». Grandi idee, dunque. Ma oggi a Montecitorio Berlusconi incontrerà i coordinatori provinciali e regionali del partito. Tra l'altro dirà loro che la grande manifestazione a Milano, per la chiusura del congresso il 29 maggio, non si farà più. Ufficialmente per paura degli attentati. Pare che ci sia qualche difficoltà a portare le centomila persone che servono a riempire piazza Duomo. |