Le deleghe sulle materie economiche a Gianfranco Fini, la crisi dell'Alitalia, la riforma delle pensioni e quella sul risparmio, tutti i temi caldi dell'agenda politica della Casa delle Libertà, sono passati in secondo piano.
Scalzati, letteralmente, dalla drammatica deflagrazione della crisi irachena.
Tanto che all'interno della stessa Cdl si fa strada in queste ore la preocupazione che la sorte dei tre ostaggi italiani possa avere un forte impatto, in termini elettorali, sul Governo.
Una situazione che, verosimilmente, il Governo aveva sottovalutato, nel suo potenziale negativo, nei possibili contraccolpi in termini di immagine, a soli due mesi al voto di giugno.
Tutto il bonus, in termini di consensi elettorali e simpatia, acquisiti dopo la trasferta lampo di
Silvio Berlusconi a Nassiriya, le pacche sulle spalle e le battute con i militari italiani, è stato spazzato via, in un attimo, dal tragico assassinio di
Fabrizio Quattrocchi e dall'angoscia per la sorte degli altri tre ostaggi italiani: da fonti a Baghdad si apprende che i terroristi della "Brigata verde di Maometto" avrebbero annunciato per domani sera una seconda esecuzione.
E dall'immagine fornita dai massimi rappresentanti dell'Esecutivo nel momento più acuto della crisi, con Berlusconi in Sardegna, nella sua villa, il suo vice
Gianfranco Fini a godersi il sole del Mar Rosso, e il ministro
Franco Frattini nel salotto mediatico di
Porta a Porta - freddo e impassibile di fronte ad un
Francesco Rutelli che, a beneficio delle telecamere, ha espresso tutto il suo cordoglio ai familiari degli ostaggi - nel drammatico frangente in cui dall'Iraq arrivava la notizia dell'esecuzione di Quattrocchi.
E l'opposizione attacca. Anche quella moderata, che solo ieri applaudiva le dichiarazioni di Frattini, che invocava la necessità di una nuova risoluzione Onu sull'Iraq. E che oggi ha colpito con stile, con il fioretto, preferendo evitare la polemica dura in un momento drammatico per tutta la nazione, ma non ha fatto mancare punture velenose per la maggioranza - con Massimo D'Alema ('Questa occupazione deve finire al più presto'), con Clemente Mastella ('Questa vita forse si poteva salvare', con Antonio Di Pietro ('questa situazione possa diventare una giustificazione ex post per fare restare le truppe militari in quel Paese') - e quella radicale, che invece ha colpito pesantemente, con la sciabola.
Nel mirino di Rifondazione, Verdi, Comunisti e Correntone Ds sono finiti prima il ministro Frattini ('In quelle ore concitate vedere il ministro degli Esteri impegnato in una diretta televisiva è stata una situazione ripugnante e indecorosa' ha spiegato Gabriella Pistone del Pdci), poi tutto l'Esecutivo ('Siamo alla vergogna nazionale. Nel momento cruciale della crisi degli ostaggi, il governo era disposto nella seguente formazione: il ministro Frattini quale comparsa nell'osceno reality show di Bruno Vespa; il presidente del Consiglio Berlusconi rientrato in una delle sue ville in Costa Smeralda; Il vice presidente del Consiglio Fini a fare i bagni nel Mar Rosso" ha accusato Fabio Mussi, mentre Giorgio Mele, della Sinistra ds, ha aggiunto 'I tragici fatti iracheni dimostrano il fallimento totale delle scelte del governo Berlusconi').
Con il passare delle ore, però, la polemica si è spostata dalla sinistra radicale verso quella riformista.
Ad aprire le danze è stato il solito Luciano Violante, capogruppo alla Camera, che ha presentato un'interpellanza urgente, che ha tra i primi firmatari Piero Fassino e D'Alema, per chiedere lumi sulla notizia che, sabato, due 007 italiani sarebbero stati rapiti e liberati nel giro di poche ore.
"E' vero? Se è così perchè non si fa altrettanto con gli altri ostaggi?"
Una vicenda, questa, che ha gettato nuove ombre sul ministro Frattini e sul suo collega Antonio Martino ('Non posso rivelare nulla, i servizi segreti sono appunto segreti' ha tagliato corto il titolare del dicastero della Difesa) e ha spinto l'area moderata dell'opposizione a tornare sul terreno della polemica aperta contro la maggioranza.
Prova ne è il fatto che, nel tardo pomeriggio, Vannino Chiti, braccio destro di Fassino, ha attaccato apertamente la Cdl (''Il governo ha dimostrato di non essere all'altezza della situazione''), subito seguito dal leader socialista Boselli.
Posizioni queste diverse nella forma, rispetto a quelle della sinistra radicale, ma abbastanza simili nella sostanza.
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Intanto, mentre Frattini difendeva la sua presenza a Porta a Porta ('Credo che ci sarebbero stati molti più rimproveri se il ministro degli Esteri si fosse ritirato precipitosamente in ufficio. Ho preferito affrontare la situazione tragica di due parenti in studio con la vittima che poteva essere un loro familiare'), Berlusconi, dalla Sardegna, convocava un vertice ministeriale per la sera e si imbarcava per Roma.
"Meglio tardi che mai" commentavano i deputati dell'opposizione.
Mentre alcuni parlamentari della CdL, interpellati da Affari, confermavano i tanti dubbi che iniziavano ad affiorare all'interno della maggioranza.
Ovvero che la sorte dei tre ostaggi italiani avrà un forte peso, in termini elettorali, per il governo.
Tanto più se gli altri Paesi coinvolti in un questa drammatica e simile situazione, come il Giappone, riusciranno a riportare a casa sani e salvi i loro prigionieri: proprio oggi, infatti, all'indomani dell'uccisione di Quattrocchi, sono stati rilasciati tre ostaggi