home

politiche 2006

regionali 2005

risultati elezioni

governo

congiuntura

forum

archivio

politica on line

RSS

aprile 13, 2004


Italiani, alto gradimento per il lavoro

Bene il rapporto con i colleghi, meno le prospettive di carriera e la retribuzione

di NANDO PAGNONCELLI

Nel barometro della scorsa settimana abbiamo visto che gli italiani cercano prima di tutto un lavoro fisso, ma anche che molti non disdegnerebbero un lavoro atipico. E le ragioni per cui si accetterebbe un lavoro di questo genere sono molto collegate ad aspetti di qualità della vita: la comodità dell'orario, la realizzazione personale. Cerchiamo allora di capire quanto gli italiani siano soddisfatti del proprio lavoro e dei suoi aspetti principali. La soddisfazione generale è elevatissima: quelli davvero soddisfatti, che assegnano al proprio lavoro un voto da 7 in su, sono i tre quarti degli occupati. Solo il 10% è insoddisfatto. E questo elevato livello di soddisfazione è trasversale: i lavoratori autonomi sono un po' più soddisfatti, ma per il resto non c'è differenza tra lavoratori atipici, dipendenti privati e pubblici. Gli aspetti che piacciono di più e rendono più soddisfacente il proprio lavoro sono principalmente quelli relazionali. Il rapporto con i collaboratori, i colleghi, i superiori e in generale l'ambiente che si trova al lavoro fanno registrare livelli di soddisfazione altissimi. Al centro, anche in questo caso con un ottimo livello di soddisfazione, gli aspetti connessi alla sicurezza del posto di lavoro. Più di due terzi dei nostri intervistati ritiene di avere un lavoro tutto sommato sicuro. E questa convinzione, di nuovo, attraversa sostanzialmente tutti. Anche i lavoratori atipici si ritengono decisamente soddisfatti di questo aspetto. Solo i lavoratori autonomi fanno emergere una minor certezza del futuro, connessa indubbiamente al rischio di impresa tipico di chi lavora in proprio. Due terzi o poco meno di chi lavora apprezza poi la formazione professionale e ritiene equo il carico di lavoro spettante. Anche il livello retributivo, pur con dati non così entusiasmanti, soddisfa comunque il 51% dei lavoratori. Solo la possibilità di fare carriera soddisfa meno della metà degli intervistati (48%). Insomma, in generale, un panorama alquanto roseo e un livello di soddisfazione decisamente elevato.

Agli italiani il proprio lavoro piace decisamente. Alcune differenze vanno però sottolineate. La prima, davvero evidente, è la minor soddisfazione dei dipendenti pubblici. Su quasi tutti gli aspetti testati chi lavora nel pubblico esprime soddisfazione sensibilmente più bassa. Le relazioni con colleghi, collaboratori, superiori sono meno gradevoli, e in generale l'ambiente di lavoro che circonda il dipendente pubblico è meno soddisfacente rispetto agli altri. Ma soprattutto i dipendenti pubblici sono fortemente critici relativamente alle loro retribuzioni e alla possibilità di fare carriera. Qui si raggiungono livelli decisamente bassi: solo un terzo dei dipendenti pubblici è soddisfatto dello stipendio, contro il 57% dei dipendenti del privato, di nuovo solo un terzo vede una concreta possibilità di fare carriera contro il 50% dei lavoratori atipici.

In sostanza proprio chi dovrebbe essere più al sicuro, soprattutto in tempi difficili per l'economia come quello che stiamo vivendo, è però maggiormente insoddisfatto. Al contrario chi, come i lavoratori atipici, è più esposto ai rischi della congiuntura economica, esprime una soddisfazione in generale piuttosto elevata. Solo la retribuzione rappresenta un aspetto non soddisfacente per i nuovi lavoratori. E' evidente quindi che i criteri con cui si valuta il gradimento del lavoro che si svolge sono molto più articolati rispetto a retribuzione e sicurezza. Il lavoro appunto, come dicevamo inizialmente, è anche realizzazione di sé, strumento per una vita migliore, non solo mezzo per accumulare reddito. E tutto sommato le cose non vanno peggio rispetto ad un anno fa. Circa metà ritiene infatti che la situazione non sia cambiata rispetto ad allora, mentre poco meno di un quarto si ritiene più soddisfatto e poco più si ritiene al contrario meno soddisfatto.

Una situazione sostanzialmente equilibrata. Qualche preoccupazione in più tra dipendenti pubblici e lavoratori atipici, ma anche in questo caso chi ritiene peggiorata la situazione non arriva al 30%. Forse il clima di scontento e di pessimismo che pervade il nostro paese ci fa apprezzare maggiormente il nostro lavoro.