home

politiche 2006

regionali 2005

risultati elezioni

governo

congiuntura

forum

archivio

politica on line

RSS

aprile 7, 2004

Univ. La Sapienza: indagine sulla Destra a Roma

Questa Destra, così « positiva » e così « conformista »

 

Mille romani rispondono alle domande dei sociologi della Sapienza su nazione, famiglia, sicurezza

 


In politica non è facile dire « destra » . Quella che fece l’unità d’Italia, tanto prestigiosa da essere definita storica? O la destra che assunse il volto del fascismo? Oppure si intende la destra missina divenuta dopo Fiuggi la destra di governo? Ma ha ancora senso contrapporre la destra alla sinistra? Oggi cosa pensano i romani di questa idea che ha tanti significati storici ma sembra aver perso i contorni forti che l’hanno caratterizzata negli ultimi decenni?.
Il 43 per cento dei cittadini associa al concetto politico di destra qualcosa di positivo, mentre il 37% è di parere contrario. Un quinto risulta « indifferente » . È questo il primo dei dati forniti da un’indagine a campione ( mille intervistati) realizzata, e presentata oggi, dal dipartimentio di Sociologia della Sapienza e dal Centro studi Cives. Andrea Augello, numero due della giunta regionale e in  pole position  in An a Roma, esulta: « La destra raggiunge in città una percentuale di accettazione che è di certo un record tra le capitali d’Europa. Una discriminazione durata cinquant’anni è finita » .
Cade un altro luogo comune: quello della destra come forza giovanile.
Il numero maggiore ( 50%) dei suoi estimatori ha oltre i 45 anni mentre la frequenza minore ( 31%) si colloca proprio tra chi ha tra i 18 e i 26 anni.
Sono i liberi professionisti ( 46%) e gli impiegati ( 43%) le categorie in cui ha

 
 
 

« In città si raggiunge una percentuale di accettazione superiore al resto d’Europa »

 


più successo l’idea della destra. La ricerca indica che i romani le associano con decisione la difesa di alcuni valori: nazione ( 41%), famiglia ( 40%), sicurezza ( 35%), libertà ( 24%). Ma è giusto sapere che il 37% degli intervistati compie ben diverse associazioni citando l’autoritarismo, il 35% il conformismo e il 14%  l’arrivismo. Quando si passa alla valutazione economica il 38% dei romani indica nella destra una forza che sostiene il libero mercato mentre il 31% ritiene che difenda invece lo statalismo ( il 31% non indica nulla). « Certi dati - chiosa Augello- non mi stupiscono, riflettono la tradizione con qualche variante » . Una conferma  viene dalle indicazioni della destra come alfiere delle identità ( 40%) e come istigatrice al razzismo ( 32%) anche se ben il 28% si sottrae ad idee consolidate.
Calano le percentuali quando si parla di tutela delle libertà ( 33%) mentre si passa al 39% laddove si associa la destra ad atteggiamenti di conformismo. Quanto all’Europa, invece, a Roma la destra sembra al 41% sua sostenitrice: al contrario per il 29% la destra rappresenta « una minaccia » per la Ue. Il 30% sembra non avere idee in proposito. L’indagine si apre sulle aspettative che il campione dei cittadini coltiva in merito ai giovani: per il 37% la destra offre loro delle opportunità, di lavoro s’intende. Il 27% esprime un giudizio duro: « la destra è nemica dei giovani » . Ben il 36% degli intervistati esclude sia il giudizio positivo sia quello negativo.
Il rapporto tra l’idea della destra e la cultura sembra fertile e comunque non certo privo di contenuti per un’alta percentuale di romani: il 69%. Il restante ( 31%) nega l’esistenza di una relazione tra le due categorie concettuali. I più convinti del binomio destra/ cultura sono coloro che hanno tra i 27 e i 45 anni ( 80%) mentre chi mostra meno convinzione ( 55%) sono i giovani tra i 18 e i 26 anni. Quando però si chiede di citare un personaggio « culturale » della destra, solo il 17% del totale riesce a dare una risposta.
Infine, da un governo di destra il 10% dei romani si attende « ordin e e sicurezza » mentre il 7% « nulla » . L’ 1% si aspetta « più libertà » e il 3% « autoritarismo » . Augello alla fine sembra soddisfatto: « Cominciamo ad essere visti come pensiamo di essere » .

Giuseppe Pullara

 
 
 

I punti di riferimento degli elettori sono Fini,
Berlusconi e Almirante

 

Andrea Augello

 Gianfranco Fini

 
Corriere della Sera - 06/04/2004

« Ma la sinistra si è aperta al mondo nuovo »

 


GOFFREDO BETTINI
Deputato ds, Goffredo Bettini è stato per tanti anni il guru  della sinistra romana. Nel 2001 ha scritto un apprezzato saggio su « La destra a Roma » . « Vi constatavo la tradizionale forza della destra in città, dovuta anche alla presenza di un ceto impiegatizio statale che nel dopoguerra subiva ancora l’influenza fascista. In una città di apparati, burocratica, il radicamento delle destra è stato certo favorito. Il 43% che oggi esprime un giudizio positivo non è quindi una novità. Semmai - nota polemico Bettini- c’è da riflettere sul perché la sinistra da 10 anni consecutivi, dopo una lunga parentesi delle giunte di sinistra, stia governando con un gradimento, espresso al sindaco Veltroni, che indica altri dieci anni di governo. Il dato politico è questo, non altri » .

L’indagine dice che non sono i giovani a sostenere la destra.
Perché?
« Il blocco sociale della destra è abbastanza vecchio e statico, e si fonda su valori passatisti e conservatori. Tutto il contrario di quanto piace ai giovani. Essi sono più disponibili a una visione della città che offre la sinistra » .

 
 
 

« Alla Capitale non serve la difesa dello status quo.
Al contrario bisogna saper guardare ai grandi processi globali »

 


In che senso?
« Perché la sinistra ha puntato sulla modernizzazione di Roma, per lanciarla oltre il lavoro impiegatizio, oltre l’edilizia.
Roma si è aperta verso un mondo nuovo, superando la difesa della sua identità tradizionale, statica. Roma guarda ai grandi processi globali, alla pace, ai movimenti della contemporaneità compresa la solidarietà internazionale » .
Nazione, famiglia, sicurezza: i valori della destra. E quelli della sinistra quali sono?
« La serietà, la concretezza del governo, la passione nel lavoro, la solidarietà sociale e individuale. Forse sono più prosaici, certo sono meno roboanti. Ma sono i valori più veri, fatti di sostanza » .

Dal sondaggio emerge un dato nuovo: un diffuso abbinamento tra destra e cultura. Come lo spiega?
« Non è un dato nuovo. Questa associazione parla di cultura come trasmissione della tradizione. E questo lo capisco.
Ma se si intende cultura come creatività, come relazione con gli altri, allora è la sinistra ad essere in campo. Basti pensare alla differenza tra promotori culturali come Nicolini, Borgna e Veltroni e gli amministratori della destra, di cui non faccio neppure i nomi » .

Augello dice che i romani cominciano a vedere la destra come essa si vive. Che ne dice?
« L’inchiesta non offre un abbinamento destra/ futuro ma piuttosto un rapporto destra/ difesa dello status quo, il contrario di ciò che serve a Roma » .

G. Pull.



Goffredo Bettini