
La diminuzione delle aliquote Irpef è certo rivolta, secondo le intenzioni del governo, a rilanciare l’economia. Ma essa è stata pensata anche nell’ambito della campagna elettorale per le prossime Europee. In che misura si tratta di una iniziativa efficace per la raccolta di consensi per Forza Italia? E’ utile ricordare che la prossima contesa elettorale è piuttosto impegnativa per i partiti, perché si svolge col metodo proporzionale. Ogni forza politica dovrà combattere sia contro quelle della coalizione avversa, sia, specialmente, contro la concorrenza dei suoi stessi alleati. In questa situazione, la strategia di comunicazione è almeno duplice. Occorre in primo luogo conservare l’elettorato già deciso a proprio favore, che, un po’ impropriamente, viene definito « certo » . Ma, in aggiunta, è necessario tentare di conquistare l’elettorato potenziale, costituito da chi non ha già scelto una forza politica, ma dichiara di « prenderlo in considerazione » per il voto. Nel caso di Forza Italia, appare particolarmente necessario ampliare le dimensioni dell’elettorato « certo » , recuperando quanti diedero la loro fiducia agli azzurri nel 2001 e oggi si dichiarano per la maggior parte indecisi. Al tempo stesso, occorre competere con i concorrenti, specie con An, dato che l’elettorato potenziale di Fini corrisponde in buona misura a quello ( per ora) « certo » di Berlusconi e viceversa. Una possibile area di espansione per Forza Italia potrebbe essere il settore dei giovani, ove la penetrazione degli azzurri è carente. Specie nei confronti della coorte tra i 25 e i 35 anni, che vede il concorrente An assai più forte. Più difficile sembra la conquista dei giovanissimi al primo voto: in larga misura indecisi, se non addirittura orientati all’astensione. La maggior presenza di anziani nell’elettorato di Forza Italia comporta inevitabilmente una sovrarappresentazione — anche questa esistente da tempo — delle persone con titoli di studio più bassi. Mentre An, proprio grazie al successo tra i più giovani, vede una maggiore presenza relativa di laureati e diplomati. La connotazione dell’elettorato azzurro per ciò che riguarda il titolo di studio non viene però, se non in minima parte, « corretta » dall’elettorato potenziale. I ( pochi) laureati presenti nell’elettorato continuano a rivolgere più simpatia verso il centrosinistra.
Viceversa, un importante settore di potenziale espansione per Forza Italia è costituito dai ceti lavorativi, specie gli autonomi e gli impiegati. Queste categorie hanno rappresentato da sempre uno degli assi portanti della base elettorale azzurra. Oggi si collocano più nell’elettorato potenziale che in quello « certo » e spiegano la loro indecisione con una sorta di delusione nei confronti del governo. È anche ad essi, di certo, che viene diretta la promessa di abbassamento delle aliquote fiscali. Dal punto di vista dell’orientamento politico, l’elettorato « certo » di Forza Italia appare caratterizzato da una collocazione prevalente nel centrodestra e, in misura poco minore, nella destra tout court. Il settore da conquistare è dunque, ancora una volta, costituito dal centro, con una particolare accentuazione nel segmento dei cattolici praticanti, che esprimono grande interesse verso il partito di Berlusconi, ma dirigono per ora altrove le loro intenzioni di voto. Anche per quanto riguarda le tematiche più richieste dai votanti per FI occorre distinguere tra l’elettorato « certo » e quello potenziale. Il primo chiede anzitutto la diminuzione delle tasse, non a caso il tema dominante in questi giorni. Anche l’elettorato potenziale si dimostra sensibile ai temi economici, collocandoli però in un contesto più generale, meno direttamente connesso alla questione fiscale. Dunque, il privilegiare le questioni fiscali e, in generale, quelle connesse al rilancio economico, coglie in larga misura le aspettative dei potenziali votanti per Berlusconi. Resta un dubbio, espresso peraltro da questi ultimi durante le interviste. In occasione delle elezioni europee, una maggiore attenzione, in positivo o in negativo, alle tematiche della Ue susciterebbe probabilmente un certo interesse. Anche perché è proprio sul ruolo europeo di FI e dello stesso Berlusconi che si sono soffermati alcuni elettori azzurri del 2001, indecisi se rinnovare oggi la loro fiducia. Forse anche questo porta ad una differenziazione nella stima delle intenzioni di voto per FI quando, nello stesso sondaggio, ci si riferisce alle ( ipotetiche) politiche o alle ( prossime) europee. Con un risultato lievemente meno soddisfacente in queste ultime. La differenza, è bene sottolinearlo, è inferiore al margine di approssimazione statistico. Ma si ripresenta da tempo, di rilevazione in rilevazione tanto da suggerire l’esistenza per davvero di un atteggiamento diverso degli elettori di Forza Italia in relazione al tipo di consultazione. |