HOME


 aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003
marzo 2003












ISTITUTI DI SONDAGGIO


ISAE: Clima di fiducia dei consumatori


NEWS


 sondaggi, elezioni, analisi politiche




marzo 30, 2004
BENE QUIRINALE E UE, PARTITI IN CALO


di NANDO PAGNONCELLI



Rientra la piccola apertura di credito alla politica che avevamo visto il mese scorso. Scendono questo mese Senato, Camera dei Deputati, partiti. La piccola reazione di un mese fa, con una crescita, sia pur limitata, di fiducia in queste tre istituzioni è durata lo spazio di un mattino. Questo è il principale risultato del barometro di questa settimana, dedicato alla fiducia nelle istituzioni. Le istituzioni della rappresentanza politica sono oramai al lumicino. Ai livelli più bassi mai raggiunti. Guardiamo ai risultati storici. Il Senato: aveva un indice di fiducia di 49 nel settembre 2002, quando abbiamo cominciato le nostre rilevazioni. Oggi l'indice è di 41. Otto punti in meno. La Camera dei Deputati: nel settembre 2002 aveva un indice di 48, oggi di 39. Nove punti in meno. I partiti politici: erano al 32 quasi due anni fa, oggi sono al 28. "Solo" quattro punti in meno. D'altronde la fiducia nei partiti era (e rimane) la più bassa tra tutte le istituzioni testate. Nel calo di questo mese ci sono ragioni contingenti, sicuramente. Le divisioni, prima di tutto. Divisioni nel centrosinistra e nel centrodestra. Nel centrosinistra: la polemica rovente di una settimana fa alla manifestazione romana per la pace. Gli attacchi a Fassino, le repliche, le dichiarazioni. E poi ancora, la lista unitaria. Che si fa, ma non si trova un portavoce. E sappiamo tutti come la possibilità di "incarnare" in una persona, in un volto, un soggetto politico, sia assai rilevante per l'elettorato. Ma soprattutto le posizioni sulla missione in Iraq, una divisione nel centrosinistra che ha superato la soglia del dibattito politico ed è arrivata alle battute pesanti. E nel centrodestra c'è una situazione simile. Le posizioni della Lega, in generale. Le difficoltà a trasmettere un'immagine unitaria. Un frequente vai e vieni, l'ultimo sul decreto spalmadebiti per il calcio. Ma anche le modifiche costituzionali, il federalismo (o la devolution), il premierato forte, tutti cambiamenti che non hanno trovato una vera sintonia tra le forze della maggioranza. Ma, al di là degli aspetti contingenti, rimane il problema di fondo. La politica non ci rappresenta, non riesce ad essere il punto di riferimento del paese. Un paese in difficoltà, con il fiato corto, preoccupato, qualche volta sconfortato. E lo abbiamo visto in tante delle nostre rilevazioni. Un paese non rappresentato in un momento critico: le traversie dell'economia, i cambiamenti costituzionali (l'eterna transizione, cui ci stiamo abituando con disincanto), l'Europa. Un paese che non riesce ad unirsi. La sfiducia nella politica è più forte tra i ceti popolari: operai, pensionati, persone con un basso titolo di studio. E molto pesa la divisione territoriale: è il centro sud del paese ad essere profondamente sfiduciato, proprio dove il ruolo del pubblico è maggiormente strategico. Nel Nord, dove l'economia va meglio, e anche nel Nord Est, dove sembra a molti che della politica si possa fare a meno, la fiducia è più elevata. Anche qui tornano le due velocità, due atteggiamenti profondamente diversi che percorrono l'Italia. Ma se questa è in generale la situazione, la crisi dell'ultimo mese è da imputarsi prevalentemente ai ceti medi. Sono gli impiegati e gli insegnanti che evidenziano un brusco calo di fiducia. Di nuovo i ceti medi a reddito fisso, preoccupati, colpiti dalla crisi, indebitati, segnati dalla sfiducia. E' un dato che sembra consolidarsi: in questo segmento sociale ci sono i segnali più evidenti di difficoltà. Qualche segnale di miglioramento c'è? Sì, intanto nelle istituzioni di garanzia. Aumenta la fiducia nel Presidente della Repubblica e nelle forze dell'ordine, che crescono entrambi di due punti rispetto al mese scorso. Qui conta la necessità di affidarsi in un momento difficile e con una politica che non ci rappresenta, ma anche, per le forze dell'ordine, la minaccia del terrorismo. Poi cresce la fiducia nell'Unione Europea. L'attentato di Madrid, i risultati delle elezioni spagnole, la capacità dell'Europa di parlare con una voce sola contro l'uccisione del capo di Hamas da parte di Israele. Sono probabilmente tutti fatti che pesano in questa crescita. Ancora, cresce di due punti la fiducia nella scuola e nell'Università. E infine aumenta di due punti la fiducia nelle associazioni degli imprenditori. E' una ripresa che si vede dall'inizio dell'anno. Conta la candidatura unica di Montezemolo, conta la capacità, proprio di questi giorni, di non nascondere la crisi ma di cercare di affrontarla. Ecco: crescono le istituzioni di garanzia, le associazioni degli imprenditori, l'Europa. Manca all'appello, ancora una volta, la politica.



[%IFNOTBLANK~~~~