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marzo 29, 2004 Francia, elezioni regionali stravincono le sinistre
A socialisti, comunisti e Verdi il 50 per cento dei
consensi
Conquistate ventuno regioni su ventitré
Sconfitto in Auvergne Valery Giscard
d'Estaing
Raffarin: "Servono certamente dei cambiamenti"
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Jean-Pierre Raffarin |
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PARIGI - Netto successo delle sinistre al secondo turno delle
elezioni regionali francesi. Secondo le proiezioni degli istituti
demoscopici, socialisti, comunisti e Verdi avrebbero raccolto circa il 50
per cento dei voti, contro il 37 per cento attribuito alla maggioranza di
governo e il 13 per cento assegnato al Fronte Nazionale. "Ci vogliono
certamente dei
cambiamenti", ha commentato a caldo il primo ministro Jean-Pierre
Raffarin, ma le riforme devono essere portate avanti "semplicemente perché
sono necessarie" anche se la politica deve essere "più efficiente e
giusta".
L'affluenza alle urne sarebbe stata del 65 per cento, con un aumento di
tre punti rispetto al primo turno. La gauche, che nelle elezioni
parlamentari del 2002 non era andata oltre il 37 per cento rispetto al 45
per cento del centrodestra, si sarebbe assicurata il controllo di ventuno
regioni su ventitré.
Cinque, invece, le regioni in cui avrebbero prevalso l'Unione per una
maggioranza popolare (Ump) del presidente Jacques Chirac e gli alleati.
Per il numero due del Partito socialista, l'ex ministro dell'Economia
Laurent Fabius, si tratta di risultati "estremamente spettacolari".
Per il primo segretario del Partito socialista, Francois Hollande, il voto
di stasera è "una pesante sanzione per il governo di Raffarin" e una
"severa sconfessione" per il presidente Chirac: "gli elettori - ha detto -
hanno dato vita ad una situazione politica nuova".
L'Ile-de-France, la regione di Parigi sulla quale si era accentrato il
duello fra destra e sinistra al secondo turno, rimane alla sinistra. La
gauche mantiene la regione con il 46-49 per cento contro il 40-43 per
cento del centrodestra. Valery Giscard d'Estaing è stato sconfitto in
Auvergne dove, come capolista del centrodestra, era in gara per un quarto
mandato di presidente della regione. L'ex-capo dello Stato avrebbe
guadagnato circa il 48,5 per cento dei voti contro il 51,5 per cento
andato alla lista guidata dal socialista Pierre-Joel Bontè.
Il primo ministro francese, Jean-Pierre Raffarin, deve "ritirare
immediatamente i progetti antisociali del governo": così Jack Lang,
portavoce del Partito socialista per questo appuntamento elettorale. L'ex
ministro della Cultura ha dichiarato: "I francesi ci invitano a impegnarci
qui e ora in grandi lotte nel Paese e all'Assemblea nazionale per ottenere
l'immediato ritiro dei progetti del governo contro la scuola, la sanità,
contro le conquiste sociali".
Al
primo turno della consultazione, lo scorso 21 marzo, la
sinistra era stata premiata con il 40,31 per cento dei suffragi. L'Ump e
l'Unione per la democrazia francese (Udf) avevano raccolto il 34 per cento
dei voti, sei punti in meno delle sinistre. L'Fn di Jean Marie Le Pen,
presente coi suoi candidati in 17 regioni, ha accusato una flessione del
3,5 per cento rispetto a domenica scorsa. La sconfitta più imbarazzante
per il centro-destra si profila nella regione occidentale di
Poitou-Charentes, da cui proviene il primo ministro Jean-Pierre Raffarin.
Qui la gauche si sarebbe imposta col 55 per cento dei voti (+ 3 per cento
rispetto al primo turno).
(28 marzo 2004)

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