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marzo 28, 2004
Paura tra i forzisti per un sondaggio che annuncia sconfitta


 

 
Palermo
 
IL RETROSCENA
 

Il presidente del Consiglio promette il ponte sullo Stretto e l´alta velocità. Ma snobba la Regione

Su Cuffaro neanche una parola

Paura tra i forzisti per un sondaggio che annuncia sconfitta

Il leader siciliano esulta: "Abbiamo riempito questo padiglione. Domani quelli dell´Ulivo saranno meno di noi"

L´Udc siciliana chiede al governatore di correre per Strasburgo. Lo Porto non va sul podio accanto al premier

 

Puntate da tavolo verde a parte, a quel punto della serata - davanti ai circa diecimila fedelissimi arrivati da ogni parte dell´Isola per festeggiare il decennale della prima vittoria elettorale forzista - il pupillo siciliano di Silvio Berlusconi ha provato a riportare i toni della kermesse palermitana su uno spartito più consono al momento. Perché è vero che nel padiglione della Fiera stracolmo di gente si celebravano - come recitava lo slogan ufficiale - «dieci anni di vittorie in difesa della libertà», ma è altrettanto vero che il bagno di folla col premier era il passo d´avvio della campagna elettorale per le Europee. Campagna elettorale che anche gli alleati-rivali dell´Udc hanno aperto ieri con il documento della direzione regionale del partito che chiede a Salvatore Cuffaro di candidarsi a Strasburgo. Siccome il presidente del Consiglio, nella sua ora di discorso, si è del tutto dimenticato del governo regionale e si è ricordato di parlare della Sicilia solo per annunciare che «il ponte sullo Stretto si farà» e che «l´alta velocità sarà fatta anche sulla linea Palermo-Messina», allora Miccichè ha sentito il bisogno di rilanciare il tema elettorale. Aggiungendo: «Forza Italia è questa. Noi abbiamo riempito questo padiglione, domani la lista Prodi apre la campagna elettorale in un cinema da 400 posti?» (il Metropolitan, che in realtà di posti ne ha 964, ndr).
A quel punto, Silvio Berlusconi ha intuito l´assist del suo luogotenente. Gli ha strappato il microfono di mano e ha "chiamato" il popolo forzista: «Riuscirà Forza Italia da sola a battere il Triciclo?». «Sììì», gli hanno risposto in coro quelli della Fiera. «Riusciremo a ripetere alle Europee il successo di quattro anni fa?», «Riusciremo alle Politiche a raggiungere il 50 per cento e a governare l´Italia per altri cinque anni?». Sul doppio sì collettivo degli aficionados è sceso il sipario sulla kermesse forzista e si è aperto ufficialmente quello sulla campagna elettorale per le Europee di giugno.
Una campagna che per il centrodestra viene descritta in salita anche qui, nella terra del 61 a zero, nel granaio di voti berlusconiani. Qualche ansia i forzisti se la sono portata fin dentro il padiglione della Fiera dove si celebra la vittoria elettorale del 1994. Soprattutto quelli che, lunedì scorso, hanno partecipato alla prima riunione del nuovo coordinamento. Un vertice nel corso del quale è passato di mano in mano l´ultimo sondaggio arrivato da Roma e che descrive il partito in nettissimo calo rispetto al risultato del ?99. Un calo che non risparmierebbe neppure la Sicilia. Così, con quel sondaggio tra le mani, alla kermesse col premier si è attribuito il valore del primo vero «atto forte di risalita», come spiega un forzista.
Ovvio, dunque, che in parecchi si aspettassero più di un passaggio da parte di Silvio Berlusconi sulla situazione siciliana e sulle prossime consultazioni elettorali. Invece il leader di Forza Italia ha scelto di accarezzare il tasto dei ricordi sulla «discesa in campo». Ha messo in fila un paio di concetti base della dottrina liberista (tagliare le spese superflue, ridurre le tasse per favorire la crescita) in una Regione dove il peso dei pubblici stipendi è largamente predominante. Poi, in mezzo a un paio di paroloni da businessman, ha piazzato il rilancio sul Ponte: «Sono sicuro che si farà e servirà a farvi sentire italiani al cento per cento». Quindi, sempre avendo in mente il ponte sullo Stretto, ha aggiunto: «Dicono che non ci sono i collegamenti ferroviari? Ma noi vogliamo portare l´alta velocità da Messina a Palermo».
Null´altro. Né sulla mafia («Moralità è impegnarsi ogni giorno per raggiungere i traguardi annunciati») né sul governo regionale guidato da Cuffaro. A lui, seduto nelle prime file, il Cavaliere non ha dedicato neppure una pubblica parola di saluto. Per tutta risposta né il governatore né il presidente Lo Porto hanno lasciato le loro poltroncine quando il premier ha invitato tutti quelli seduti nelle prime file a salire sul palco accanto a lui.
Magari sarebbe toccato a Gianfranco Miccichè affrontare il tema del governo regionale. Spiegare ai fedelissimi lo stato di salute dell´alleanza in Sicilia. Ma il discorso del pupillo siciliano di Berlusconi è stato soffocato dall´eccessivo affetto dei fan. Dal palco, Miccichè è riuscito solo a lodare «l´organizzazione di Pippo Fallica» e, mentre sfumavano i titoli di coda, a rilanciare la sua scommessa. Contro la lista Prodi e contro i sondaggi.



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