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di NANDO PAGNONCELLI
IL MESE scorso la fiducia nelle istituzioni era segnata da uno sconforto diffuso e pervasivo: tutte le istituzioni erano in calo, in molti casi brusco. Oggi quei segnali tendono in parte a rientrare. Dopo il crollo di allora, i segni sono questa volta in prevalenza positivi. Vediamo subito chi cresce di più. Quattro istituzioni salgono di tre punti rispetto al mese scorso: la Magistratura, i sindacati, le banche e, a sorpresa, i partiti politici. Per alcune di queste le ragioni sono abbastanza evidenti; la Magistratura sta operando a difesa dei risparmiatori (vedi indagini Parmalat e annessi) e ultimamente ha messo i piedi nel piatto del mondo del calcio. Gli italiani apprezzano. Le banche sono oggetto di quelle indagini; alcune hanno deciso di procedere ai rimborsi dei risparmiatori coinvolti nei vari crac. Anche qui si apprezza. Almeno un po’, visto che comunque la fiducia nelle banche rimane ai livelli più bassi mai registrati. I sindacati hanno levato voci forti contro la manovra che sembra oramai piuttosto consilidata. I risultati si vedono. Meno chiara la crescita di fiducia nei partiti politici. Qui, non c’è bisogno di dirlo, la fiducia è bassissima, come di consueto. La crescita rispetto al mese scorso è la risposta all’attacco alla politica corrotta e ai politici che vanno in barca e hanno le seconde case? E’ uno scatto d’orgoglio da parte di alcuni elettori dei partiti composti in prevalenza dai ”politici di professione”? Forse sì, viste le reazioni diffuse non solo tra i partiti dell’opposizione ma anche in alcuni della maggioranza. D’altronde questo sembra confermato anche dalla piccola crescita (più due punti percentuali) sia della Camera che del Senato. Poca cosa, ma comunque segnale di una certa reazione. Qualche piccola crescita si registra anche per la Chiesa Cattolica (due punti in più rispetto al mese scorso). E’ iniziata la Quaresima, il Papa è stato protagonista di un episodio inusuale e simpatico (si è rivolto in dialetto ai sacerdoti romani) che ha suscitato la reazione polemica della Padania, cui hanno fatto seguito numerose attestazioni di solidarietà con il Pontefice. E infine, bisogna dirlo, è uscito il film di Mel Gibson sulla Passione di Cristo. Anche questo contribuisce. Ancora, crescono le autorità di garanzia, sempre di due punti. Da ricordare l’intervento a difesa della privacy degli elettori proprio di questi giorni, alla vigilia di una campagna elettorale che si presenta molto intensa sia nei toni sia nella ricerca delle più efficaci strategie di comunicazione. Cresce, inoltre, la fiducia nelle associazioni degli imprenditori. Proprio di questi ultimissimi giorni è la notizia del successo di Montezemolo, con la rinuncia di Tognana. Superata l’incertezza, rientra anche la piccola crisi di fiducia del mese scorso. Da ultimo cresce un pochino la fiducia nelle amministrazioni comunali. In moltissimi comuni si avvicinano le elezioni amministrative e si parla molto di più del governo locale, si fanno i rendiconti, in qualche caso è cominciata la campagna elettorale. I cittadini presumibilmente si sentono un po’ più coinvolti. Quindi tutto bene? Non proprio. Ricordiamoci che il mese scorso avevamo toccato uno dei punti più bassi, anzi forse la soglia minima, della fiducia generale. Le piccole riprese di oggi non bastano a farci vedere rosa. Se guardiamo al dato storico delle nostre rilevazioni, come ogni tanto è utile fare, partendo dal settembre del 2002 per arrivare ad oggi, un dato evidentissimo balza agli occhi. Rimangono stabili e addirittura crescono le istituzioni di garanzia. La fiducia elevatissima degli italiani nel Presidente, nelle forze dell’ordine e nelle forze armate, nella magistratura, ecc. non viene scalfita dagli avvenimenti, anzi complessivamente cresce. Stabile anche la fiducia nelle istituzioni collettive sociali (associazioni no profit, scuola, Chiesa Cattolica). Tutte le altre istituzioni scendono, più o meno marcatamente. E in particolare scendono vistosamente le istituzioni di governo, le istituzioni economiche e quelle di rappresentanza politica. Sono l’ossatura della vita collettiva quotidiana, quelle che determinano le condizioni reali nelle quali ci troviamo. Brutto segnale, appunto. La crisi di fiducia non è rientrata. Certo, qualche segno positivo c’è, si tratta di coltivarlo.
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