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febbraio 29, 2004

Dall’antipolitica al «già fatto»


 

 

STRATEGIE ELETTORALI

 

Il premier prepara la “fase 2”: «Smontare le bugie della sinistra»

 

di MARCO CONTI


ROMA - Silvio Berlusconi non ha ancora concluso la prima fase della campagna elettorale che i primi dati arrivati ieri l’altro sul tavolo di palazzo Grazioli gli danno ragione. L’azione di presidio sul proprio elettorato condotta in questi primi giorni dal premier a suon di slogan e bordate retoriche antipolitiche, ha per ora frenato l’emorragia di voti che Forza Italia subiva da qualche mese. L’ultima percentuale segnala infatti che il partito è intorno al 23 per cento. Confortante, spiegano dentro Forza Italia, se non altro perchè dopo settimane di picchiata, segnala un’inversione di tendenza.

Il messaggio di maggiore successo tra quelli lanciati dal premier è stato quello contro ”i politici professionisti che rubano”. Oltre il 65% dell’elettorato è d’accordo con Berlusconi. In questo modo - spiegano - il premier non solo si è riproposto nell’immagine dell’antipolitico che non ha bisogno di rubare perchè ricco, ma è riuscito con la sua uscita a ”pescare” consensi anche nel campo avverso. Sondaggi alla mano ha dato buoni risultati anche la sortita sul ”Milan a due punte” che è riuscita a far parlare del premier anche in ambienti e strati sociali dove la politica solitamente non entra. Buoni risultati ha dato anche l’attribuzione all’euro dell’aumento dei prezzi (72% d’accordo), mentre l’evergreen contro i comunisti e ”il comunismo senza comunisti” che Berlusconi ha proposto un paio di volte nell’ultimo mese, lascia indifferente l’elettorato.

C’è da aspettarsi ancora qualche originale sortita per scavare in modo ancora più netto il solco tra l’elettorato azzurro e quello degli altri partiti, prima di cominciare a vedere sui muri e negli spot la seconda fase della strategia comunicativa del premier. La seconda parte prevede infatti quello che dentro FI chiamano la contrapposizione dei fatti alle menzogne della sinistra che a questo governo, come sostiene lo stesso Berlusconi, «ruba anche la verità». Per un collaboratore di vecchia data del premier come Luigi Crespi «sarà questa la fase più interessante e decisiva della campagna elettorale». Sciorinare i fatti del governo e porli, con grafici e tabelle, a confronto con l’azione dei governi di centrosinistra è un esercizio sul quale sono impegnati una serie di esperti di comunicazione e di marketing. Le parole «menzogna» e «bugia» saranno nei prossimi giorni le più gettonate. Non a caso il libretto di 70 pagine che Berlusconi ha distribuito venerdì in consiglio dei ministri parla proprio di menzogne della sinistra che «mente sapendo di mentire».

Resta ora da vedere se Forza Italia sarà in grado di recuperare, oltre lo zoccolo duro del suo elettorato, anche quel 3-4 per cento che manca per arrivare a quel 25-26% che Berlusconi considera importante per poter archiviare senza traumi il ”sondaggione” di giugno e concentrarsi sulle politiche del 2006. Se il sondaggista Nicola Piepoli spiega di non aver fatto studi precisi sull’efficacia sull’attuale strategia del premier anche se la giudica «positiva», più complessa l’analisi di Alessandro Amadori. Secondo il ricercatore del Coesis «non ci sono slogan che tengono rispetto alla percezione della gente. Se anche tra qualche mese l’elettore avrà ancora la sensazione che il costo della vita è aumentato e che c’è il declino, per Berlusconi sarà tutto molto difficile». Non a caso è proprio questa «percezione sbagliata» l’avversario che Berlusconi sta provando a battere.



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