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febbraio 23, 2004

Mezzo Mr.Wolf mezzo Amleto


NUMERI. LA SVOLTA MEDIATICA DI BERLUSCONI VISTA DA PIEPOLI

Illustrazione del 10 febbraio 2004«Io non credo alla verità dei numeri, io credo nella magia, nella magia della probabilità», dice Nicola Piepoli col tipico tono flautato mezzo gioioso mezzo sfottente, senza preoccuparsi dell'affermazione che per un sondaggista (ma lui si arrabbia: «Ricercatori, noi siamo ricercatori») suona al limite della sfrontatezza. Sfrontatezza aulica, come da personaggio: «Sono solo un passeggero, onesto servitore del proprio mestiere», si autodefinisce lui, un secondo prima di giurare che i numeri magici, quelli contenuti nelle ultime intenzioni di voto raccolte dal suo Istituto, Berlusconi non li ha visti, anche se, ammette, «potrebbe trovarci qualcosa di magico anche lui, chissà». C'è chi dice invece che il premier quei numeri li abbia visti eccome, e che nelle cartelline di Piepoli avrebbe trovato la conferma che gli alleati di governo vanno azzannati e spolpati, perché è solo dalle loro carni che Forza Italia può far scorta in tempi di magra. Di più, c'è chi dice che ai numeri magici di Piepoli il premier non si sarebbe affidato per puro accidente, ma perché dopo Pilo, dopo Crespi, il nuovo mago dei numeri del Cavaliere sarebbe proprio lui. «Questo non lo smentirò mai», risponde sghignazzando, e subito chiama a supporto l'etologo Lorenz per spiegare che da una piccola smentita possono arrivare grossi guai, come l'uragano dal battito d'ali della farfalla. Se il premier alza la voce, spiega dunque il ricercatore, è perché in testa sua ha deciso di alzare la voce: «Dietro Berlusconi c'è solo Berlusconi, nessun altro, lui è questo, un grande imprenditore - non sarà mai un politico - che ha dato prova di sé creando aziende floride, che producono grande ricchezza per il paese, popolate di collaboratori meravigliosi, in un clima di sana meritocrazia, perché Berlusconi è uno dei pochi in questo paese a credere nella meritocrazia». Come già il Mr. Wolf di Pulp Fiction la vocazione naturale del Cavaliere è risolvere problemi, anzi detto meglio, il problem solving, perché, sostiene Piepoli, uno con la genialità del premier non può non aver fatto un salto al Creative Problem Solving Institute di Buffalo, che il ricercatore, per parte sua, si onora di aver frequentato con profitto. E qual è oggi il problema di Berlusconi? «Problema amletico - dice Piepoli - il suo unico problema è tra l'essere e il non essere, e con le ultime uscite lui ha scelto di essere». Berlusconi semplicemente è, e tutto il resto gli gira intorno. Come in una grafica del Messaggero di tanti anni fa, Anselmi ancora direttore, in cui il faccione di Piepoli ruotava a mo' di satellite intorno al premier, insieme a quelli di Dell'Utri, Pilo, Del Debbio et alii, insomma tutti coloro che all'epoca rappresentavano la crema dell'entourage berlusconiano. Ricorda Piepoli: «Ho ritagliato quell'immagine da un quotidiano che all'epoca costava millecinquecento lire e gli ho messo intorno una cornice del Seicento da un milione e mezzo». Oggi come allora, di nuovo nel cuore del Cavaliere: «Lo prendo come un augurio, come il segno di un periodo in cui mi considero un uomo fortunato, perché dopo essere stato cacciato da Crespi (da Hdc, ndr) ho riscosso da lui tutto quello che dovevo e Banca Intesa mi ha sommerso di lavoro. Poi hanno scritto anche che ero il principale indiziato per l'acquisizione di Datamedia, dando per scontato che avessi 40 milioni di euro in banca, e io invece non c'ho nemmeno un euro, i soldi li tiene tutti mia moglie. E non c'è alcuna speranza che mi li dia».


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