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febbraio 21, 2004

Meno tasse, l'arma segreta


 


di  Renzo Rosati



18/2/2004

 

 

URL: http://www.panorama.it/italia/politica/articolo/ix1-A020001023146


Per rafforzare la propria candidatura e rilanciare l'immagine del governo il premier ha gettato sul piatto la più impegnativa delle promesse: la riduzione delle imposte. Torna alla ribalta l'Irpef a due aliquote: 23 per cento per i redditi fino a 100.000 euro, 33 per cento oltre. Così entro giugno il ministro dell'Economia Tremonti...


 
La decisione di Silvio Berlusconi di candidarsi alle europee (fissate sabato 12 e domenica 13 giugno in abbinata con le amministrative) ha una spiegazione e alcune conseguenze.
La prima sta soprattutto nei sondaggi negativi che il premier ha via via visto accumularsi sul proprio tavolo negli ultimi mesi.
È un fatto normale per molti governi perdere consensi nelle consultazioni di metà mandato, dove gli elettori verificano la differenza tra realtà e promesse, ma in questa situazione c'è qualcosa di più.
C'è all'interno della maggioranza la litigiosità che ha contraddistinto gli ultimimesi, con l'estenuante verifica chiesta da An e Udc.
Infatti Berlusconi non solo si candiderà per Forza Italia, ma ha anche detto no all'ipotesi di lista unica del centrodestra.
In questo modo le europee, che al di là delle liste e dei cartelli elettorali assegnano i seggi col metodo proporzionale, costituiranno la vera verifica dei rapporti nel centrodestra.
 
L'OBIETTIVO DELL'ULIVO
C'è poi la necessità di rispondere all'alleanza messa in piedi sul fronte opposto con la lista per l'Ulivo composta da Ds, Margherita, socialisti e repubblicani e benedetta da Romano Prodi.
Queste forze presero il 33 per cento alle europee del 1999, l'obiettivo è ora di giungere al 35. Con Berlusconi candidato Forza Italia cercherà di puntare al 25 per cento, il risultato che ebbe nel ‘99 quando era all'opposizione: sarebbe un recupero considerevole (sia rispetto agli alleati sia agli avversari), tenendo conto che alcuni sondaggi la danno al 21-22 per cento.
 
CAVALLO DI BATTAGLIA
E le conseguenze? Probabilmente per rafforzare la propria candidatura, ma in generale per rilanciare l'immagine un po' appannata del governo, il premier ha gettato sul piatto la più impegnativa delle promesse: la riduzione delle tasse. Torna dunque alla ribalta l'Irpef a due sole aliquote (23 per cento per i redditi fino a 100.000 euro, 33 per cento oltre) che era stato un cavallo di battaglia della campagna del 2001.
Berlusconi ha detto che la riduzione verrà approvata nei prossimi due mesi, e che gli effetti si sentiranno fin dal 2005.
Anche questa è una promessa, ma sarebbe impossibile, e suonerebbe demagogico, diminuire la tasse nel giro di poche settimane alla vigilia delle europee.
Dunque come presumibilmente andranno le cose?
 
COSA CI SARÀ NELLA FINANZIARIA
Entro giugno il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, dovrà predisporre il Documento di programmazione economica, che farà da base per la Legge finanziaria del prossimo anno.
È nel Dpef che la riduzione delle imposte dovrà infine comparire: questo chiederà Berlusconi a Tremonti e il ministro dovrà in qualche modo provvedere.
La Finanziaria poi conterrà le disposizioni operative affinché le nuove aliquote inizino a entrare in vigore nel 2005, in modo che alle politiche dell'anno successivo i cittadini abbiano già potuto valutarne gli effetti.
Farlo più in là, probabilmente, sarebbe stato troppo tardi, anche perché non è detto che si giunga subito al traguardo finale, quello delle due aliquote.
 
OBIETTIVO ESTREMAMENTE IMPEGNATIVO
Ma l'obiettivo è estremamente impegnativo, sia per Tremonti sia per lo stesso Berlusconi.
Il ministro dovrà trovare le risorse, e in assenza di una ripresa robusta dell'economia c'è il rischio che siano trasferite le imposte centrali a comuni e regioni.
Quanto al capo del governo, ha appunto legato la propria ridiscesa in campo alla più classica e più difficile delle promesse.
Se l'impegno non venisse mantenuto gli elettori se ne ricorderebbero: non alle europee ma tra due anni.




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