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febbraio 13, 2004
ISPO: Centrosinistra tra il 49,5 e il 60%


Centrosinistra, caccia ai voti del Sud

 

Per mantenere il vantaggio ruolo chiave agli elettori indecisi del Meridione, delusi dal Polo

 


di RENATO MANNHEIMER
La convenzione che si apre oggi a Roma dà l’avvio alla campagna elettorale di una parte ampia delle forze del centrosinistra. Queste si mostrano giustamente speranzose: i sondaggi degli ultimi mesi, infatti, hanno evidenziato un calo progressivo dei consensi per le forze di governo e un conseguente rafforzamento delle opzioni, per ora « virtuali » , per i partiti di centrosinistra.
Sebbene il trend di opinione sia effettivamente positivo per questi ultimi, la loro vittoria elettorale « vera » è tutt’altro che scontata. Perché si realizzi, infatti, occorre che l’opposizione riesca a raggiungere — almeno in larga misura — due traguardi per ora incerti. Il primo consiste nel mantenimento del vantaggio acquisito. Il calo di consensi del centrodestra che lo ha determinato non dipende infatti tanto da un flusso di consensi da una coalizione all'altra, quanto da una sorta di « crisi di fiducia » che ha portato una quota consistente ( quasi un terzo, con una accentuazione tra gli elettori di Forza Italia) dei votanti nel 2001 per la Casa delle Libertà a dichiararsi oggi indecisi o, peggio, a preannunciare una loro astensione. Il vantaggio del centrosinistra si basa dunque in buona misura sulla incapacità, sin qui, del centrodestra di recuperare i consensi perduti. In più, anche tra chi ha votato per il centrosinistra nel 2001 c’è una parte che si dichiara oggi restia a confermare la propria scelta. Si tratta però di una porzione di elettorato ( 26%) significativamente inferiore a quanto rilevato per il centrodestra ( 33%) e assai differenziata tra le diverse componenti: più modesta ove c’è una base relativamente « consolidata » ( Ds o Prc), assai più ampia in forze connotate da un’identità « leggera » come Margherita o Lista Di Pietro.
Proprio la possibilità di una erosione del seguito attuale e/ o del recupero da parte del centrodestra di una porzione almeno dei consensi perduti suggeriscono che, per garantirsi la vittoria alle Europee, il centrosinistra deve assolutamente raggiungere anche un altro traguardo: conquistare il massimo possibile del proprio elettorato potenziale.
Che è costituito, come si sa, da quanti, pur non avendo deciso sin qui di votare per un partito di opposizione ( e, anzi, dichiarandosi talvolta intenzionati a scegliere la Cdl) affermano comunque di « prendere in considerazione » una forza di centrosinistra. Anche questa capacità « attrattiva » varia significativamente da un partito all’altro e risulta maggiore nei partiti caratterizzati da identità « leggere » , come la Margherita o i Verdi ( che tuttavia raramente riescono a trasformare in voti « veri » il loro ampio mercato potenziale). Nel complesso l’elettorato potenziale del centrosinistra è stimabile attorno all’ 11%. I « potenziali » sono relativamente più giovani  dell’elettorato « classico » dell'opposizione ( caratterizzato da un’età tendenzialmente superiore alla media). Si collocano in misura significativa al centro dello schieramento politico, l’area decisiva da conquistare per ogni elezione. E, questo è forse l’elemento più nuovo, si trovano in larga misura al Sud, minando anche alcune delle roccaforti dei partiti del centrodestra. I « potenziali » del centrosinistra si dichiarano per lo più indecisi su cosa votare, senza un orientamento preciso.
Di conseguenza, l’obiettivo principale dell’opposizione appare consistere più nel persuadere gli indecisi che in quello, più complesso, di conquistare voti dallo schieramento opposto. Ciò nonostante, la conquista dei « potenziali » ( e, in generale degli indecisi) non è facile. Si tratta per lo più di persone che si interessano scarsamente di politica e seguono poco ( e con fatica) il dibattito tra i partiti. Su di essi la vertenza in corso all’interno dell’opposizione sul simbolo o sul posizionamento di questa o quella forza politica ha un effetto repulsivo. Mentre sono attratti da altri possibili caratteri del centrosinistra: un rinnovato spirito unitario, la presenza di una leadership autorevole e riconosciuta e, specialmente, l’esistenza di proposte concrete, relative ai problemi della vita quotidiana e facilmente comprensibili. E’ sulla capacità di esprimere e comunicare questi elementi che il centrosinistra gioca la conquista dell’elettorato potenziale e, di conseguenza, la propria performance alle prossime Europee.
L’elettorato potenziale delle forze di opposizione si colloca attorno all’ 11 per cento Le polemiche sul simbolo e sul posizionamento dei partiti allontanano elettori



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