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di RENATO MANNHEIMER La
convenzione che si apre oggi a Roma dà l’avvio alla campagna elettorale di una
parte ampia delle forze del centrosinistra. Queste si mostrano giustamente
speranzose: i sondaggi degli ultimi mesi, infatti, hanno evidenziato un calo
progressivo dei consensi per le forze di governo e un conseguente rafforzamento
delle opzioni, per ora « virtuali » , per i partiti di
centrosinistra. Sebbene il trend di opinione sia effettivamente positivo per
questi ultimi, la loro vittoria elettorale « vera » è tutt’altro che scontata.
Perché si realizzi, infatti, occorre che l’opposizione riesca a raggiungere —
almeno in larga misura — due traguardi per ora incerti. Il primo consiste nel
mantenimento del vantaggio acquisito. Il calo di consensi del centrodestra che
lo ha determinato non dipende infatti tanto da un flusso di consensi da una
coalizione all'altra, quanto da una sorta di « crisi di fiducia » che ha portato
una quota consistente ( quasi un terzo, con una accentuazione tra gli elettori
di Forza Italia) dei votanti nel 2001 per la Casa delle Libertà a dichiararsi
oggi indecisi o, peggio, a preannunciare una loro astensione. Il vantaggio del
centrosinistra si basa dunque in buona misura sulla incapacità, sin qui, del
centrodestra di recuperare i consensi perduti. In più, anche tra chi ha votato
per il centrosinistra nel 2001 c’è una parte che si dichiara oggi restia a
confermare la propria scelta. Si tratta però di una porzione di elettorato (
26%) significativamente inferiore a quanto rilevato per il centrodestra ( 33%) e
assai differenziata tra le diverse componenti: più modesta ove c’è una base
relativamente « consolidata » ( Ds o Prc), assai più ampia in forze connotate da
un’identità « leggera » come Margherita o Lista Di Pietro. Proprio la
possibilità di una erosione del seguito attuale e/ o del recupero da parte del
centrodestra di una porzione almeno dei consensi perduti suggeriscono che, per
garantirsi la vittoria alle Europee, il centrosinistra deve assolutamente
raggiungere anche un altro traguardo: conquistare il massimo possibile del
proprio elettorato potenziale. Che è costituito, come si sa, da quanti, pur
non avendo deciso sin qui di votare per un partito di opposizione ( e, anzi,
dichiarandosi talvolta intenzionati a scegliere la Cdl) affermano comunque di «
prendere in considerazione » una forza di centrosinistra. Anche questa capacità
« attrattiva » varia significativamente da un partito all’altro e risulta
maggiore nei partiti caratterizzati da identità « leggere » , come la Margherita
o i Verdi ( che tuttavia raramente riescono a trasformare in voti « veri » il
loro ampio mercato potenziale). Nel complesso l’elettorato potenziale del
centrosinistra è stimabile attorno all’ 11%. I « potenziali » sono relativamente
più giovani dell’elettorato « classico » dell'opposizione ( caratterizzato da
un’età tendenzialmente superiore alla media). Si collocano in misura
significativa al centro dello schieramento politico, l’area decisiva da
conquistare per ogni elezione. E, questo è forse l’elemento più nuovo, si
trovano in larga misura al Sud, minando anche alcune delle roccaforti dei
partiti del centrodestra. I « potenziali » del centrosinistra si dichiarano per
lo più indecisi su cosa votare, senza un orientamento preciso. Di
conseguenza, l’obiettivo principale dell’opposizione appare consistere più nel
persuadere gli indecisi che in quello, più complesso, di conquistare voti dallo
schieramento opposto. Ciò nonostante, la conquista dei « potenziali » ( e, in
generale degli indecisi) non è facile. Si tratta per lo più di persone che si
interessano scarsamente di politica e seguono poco ( e con fatica) il dibattito
tra i partiti. Su di essi la vertenza in corso all’interno dell’opposizione sul
simbolo o sul posizionamento di questa o quella forza politica ha un effetto
repulsivo. Mentre sono attratti da altri possibili caratteri del centrosinistra:
un rinnovato spirito unitario, la presenza di una leadership autorevole e
riconosciuta e, specialmente, l’esistenza di proposte concrete, relative ai
problemi della vita quotidiana e facilmente comprensibili. E’ sulla capacità di
esprimere e comunicare questi elementi che il centrosinistra gioca la conquista
dell’elettorato potenziale e, di conseguenza, la propria performance alle
prossime Europee. L’elettorato potenziale delle forze di opposizione si
colloca attorno all’ 11 per cento Le polemiche sul simbolo e sul posizionamento
dei partiti allontanano elettori
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