HOME


 aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003
marzo 2003












ISTITUTI DI SONDAGGIO


ISAE: Clima di fiducia dei consumatori


NEWS


 sondaggi, elezioni, analisi politiche




febbraio 9, 2004
partito dei consumatori - Pagnoncelli: un altro partito? Gli elettori lo boccerebbero


INTERVISTA

Il direttore di Ipsos: l’elettorato italiano domanda una semplificazione del panorama politico e non una ulteriore complicazione

Da Milano Andrea Zaghi

«Nessuno ha mai fatto sondaggi sul potenziale elettorale di un partito oppure di una lobby dei consumatori. Ma credo che idee di questo genere contengano una buona dose di rischio». Nando Pagnoncelli - presidente dell'istituto di ricerca Ipsos - non crede molto all'immagine dei consumatori e delle loro associazioni che entrano in politica.
Pagnoncelli, perché un partito dei consumatori potrebbe rivelarsi una iniziativa rischiosa?
Prima di tutto, perché l'elettorato italiano domanda sempre di più una semplificazione del panorama politico (basta pensare al favore riscosso dalle liste che si aggregano) e non una sua complicazione.
D'altra parte, è vero che in questo periodo prevalgono le delusioni e la sfiducia nel futuro, c'è un clima di precarietà e di scarsa soddisfazione.
Quindi?
Un partito dei consumatori, nel momento in cui il ciclo economico dovesse riprendere a salire, perderebbe sicuramente consenso. Insomma, tutto si risolverebbe in un flop.
Però è indubbio che ormai in consumatori possono rappresentare una vera e propria lobby, o no?
Esiste la possibilità che i movimenti dei consumatori possano appoggiare partiti o singoli personaggi. In questo caso la situazione è diversa. Ma non sarebbe più facile.
Perché?
Si tratterebbe di capire quanti associati hanno le sigle che rappresentano gli interessi dei consumatori, poi quanti effettivamente hanno diritto di voto e lo esercitano. In politica, d'altra parte, i temi del consumo, così come quelli dell'ambiente e del benessere, fanno parte del patrimonio di tutti gli schieramenti. A conti fatti, è difficile dire quanti voti potrebbe effettivamente spostare una ipotetica lobby dei consumatori.
È tutta immagine allora?
Sicuramente può essere una questione importante per l'immagine.
D'altra parte è anche vero che in questi ultimi tempi la "voce" dei consumatori si è fatta più sentire di prima e anche la visibilità è cresciuta.
Certo, la sensazione è che comunque in questo clima le associazioni dei consumatori abbiano acquisito più voce di prima. Però tra ottenere visibilità e coagulare consenso politico, il passo è lungo.



[%IFNOTBLANK~~~~