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febbraio 2, 2004
Scioperi, la solidarietà prevale dopo i disagi e l’indignazione



Lei ritiene che "gli scioperi selvaggi"...

Queste forme di protesta sono assolutamente inaccettabili

14,3%

Malgrado queste forme non siano accettabili, i lavoratori spesso non hanno più altri modi per fare valere le loro richieste I lavoratori che protestano

34,8%

I lavoratori che protestano in questo modo fanno bene, sono solidale con loro

15,9%

In alcuni casi fanno bene e in altri fanno male, dipende dalla situazione

22,3%

Non so

12,7%



di Renato Mannheimer
 

 

dal Corriere - 2 febbraio 2004

 

Gli scioperi selvaggi, improvvisi, spesso relativi a servizi pubblici essenziali, hanno recato disagi rilevanti ai cittadini. Le reazioni sono state contraddittorie. C'è chi si è indignato, sottolineando come queste forme di lotta fossero state a suo tempo escluse anche dalle rappresentanze dei lavoratori. In altri, viceversa, ha prevalso il sentimento di solidarietà, motivato dall'opinione che le forme di lotta estreme costituissero un modo per far prendere in considerazione le ragioni dei lavoratori. La gran parte concorda con quest’ultima posizione. Solo una minoranza (il 16%) è completamente solidale con le proteste «selvagge». Ma un altro 35% ritiene, appunto, che si tratti del solo strumento efficace per far valere le richieste avanzate. Nel complesso, il 51% - la maggioranza assoluta - si sente in qualche misura «dalla parte degli scioperanti».
Ma nella restante metà di cittadini ben il 36% non sa o non vuole esprimere un'opinione o ritiene che «in alcuni casi fanno bene, in altri fanno male». In definitiva, solo poco più del 14% afferma che «queste forme di protesta sono assolutamente inaccettabili».
Risulta relativamente più «solidale» con i lavoratori in sciopero chi possiede titoli di studio medio-alti. E lo sono, al tempo stesso, operai e studenti. Ma la differenziazione più rilevante è, come sempre, di carattere politico. Nel centrosinistra, il 24% si dichiara totalmente dalla parte degli scioperanti e un altro 46% è del parere che, comunque, non ci siano altri mezzi efficaci di protesta. Nel complesso, il 70% dei votanti per i partiti di opposizione si esprime in modo solidale a chi effettua questo genere di lotte.
Tra gli elettori del centrodestra, questa percentuale è assai inferiore e supera di poco il 30%. Ma fa riflettere - e suggerisce riflessioni sulla cultura politica del Paese e sulle sue persistenze - il fatto che anche in quasi un terzo dei sostenitori dei partiti di governo prevalga comunque, sull'indignazione per il mancato rispetto delle regole concordate, il sentimento di solidarietà ai lavoratori.
C'è, infine, da notare un'altra forte accentuazione, in qualche modo evocativa, almeno sul piano simbolico. La generazione maggiormente comprensiva nei confronti degli scioperi «selvaggi» è quella costituita da chi ha oggi tra 50 e 60 anni. Vale a dire la solita coorte di «ex sessantottini» - alla quale appartiene anche chi scrive - che continua più di altri a mantenere le inclinazioni valoriali acquisite in gioventù. Le manterrà probabilmente anche in futuro: ma che accadrà della sinistra quando - il più tardi possibile! - questa generazione si esaurirà?



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