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gennaio 13, 2004

Poco interesse per Prc e Udeur nella coalizione ideale degli elettori


Solo la Quercia e il partito di Rutelli considerati forze essenziali. L’Italia dei Valori « batte » lo Sdi

 

Poco interesse per Prc e Udeur nella coalizione ideale degli elettori

 


di RENATO MANNHEIMER
I partiti del centrosinistra stanno faticosamente discutendo se, in che misura, e tra chi presentare una lista unica per le prossime europee. Nel dibattito si intrecciano argomentazioni politiche, pregiudiziali ideologiche e, come sempre, un po’ di rivalità personali. Oltre che, naturalmente, considerazioni sui possibili risultati elettorali. Che dipendono dagli effetti della campagna elettorale e dalla scelta degli indecisi e non sono dunque oggi prevedibili dai sondaggi sulle intenzioni di voto. I quali possono dirci però quali sono i partiti che, secondo l’elettorato attuale del centrosinistra, debbono entrare nella lista in questione. Le risposte sono assai indicative.
La maggioranza degli elettori del centrosinistra colloca in una ipotetica coalizione « ideale » tutti ( o quasi) i partiti dell’area. C’è, com’era prevedibile, una maggiore sottolineatura per i due maggiori, Ds e Margherita. Ma anche gli altri partiti vengono per lo più ( con lievi differenze tra loro) inseriti nella coalizione « ideale » . Ancora una volta, dalla base elettorale emerge una forte domanda di unità delle diverse componenti del centrosinistra.
Ma, come si sa, non sempre si può avere tutto ciò che si vorrebbe. Dovendo rinunciare alla coalizione « ideale » , quali partiti sono ritenuti dagli elettori attuali del centrosinistra comunque essenziali nella alleanza che si prospetta? Di nuovo, la grande maggioranza ritiene assolutamente necessarie le due forze maggiori, Ds e Margherita. Nessun altra viene reputata « necessaria » dalla maggioranza assoluta. Con un decrescendo di indicazioni dal 34% di Rifondazione comunista al 19% dell’Udeur. Naturalmente, gli elettori di ciascuna forza politica tendono più di altri a inserire quest’ultima nella coalizione ideale e a ritenerla comunque assolutamente « necessaria » .
Questa sottolineatura avviene però in misura diversa tra i vari elettorati. Si va dunque dalla quasi totalità dei votanti per lo Sdi, che ritiene « essenziale » la partecipazione del loro partito alla coalizione, alle assai più modeste percentuali rilevabili nell’elettorato di Rifondazione comunista ( e, in misura minore, dei Comunisti italiani) e dell’Udeur, vale a dire in quelle che possono forse essere considerate le ali « estreme » della coalizione. E’ un fenomeno già noto da analisi politologiche condotte in altri Paesi: gli elettori tendono a privilegiare nella coalizione le forze centrali e percepiscono come meno rilevanti — o dannose — quelle più periferiche.
E’ un atteggiamento — il senso di minore « essenzialità » delle estreme — che esiste anche tra gli elettori di queste ultime, i quali auspicano in misura minore la partecipazione alla coalizione e se ne sentono comunque meno partecipi. Ma anche negli elettorati ove la « essenzialità » è meno percepita, la maggioranza assoluta ( 66% nel Prc, 54% nell’Alleanza popolare- Udeur) auspica la partecipazione ad una eventuale coalizione elettorale. Si tratta dunque di una prospettiva che raccoglie non solo la netta maggioranza dell’elettorato del centrosinistra nel suo complesso ma anche quella dei votanti per i singoli partiti, anche i più « periferici » o « estremi » .
La richiesta di unità è, forse, l’elemento che accomuna maggiormente la variegata base delle forze di opposizione.

 
Corriere della Sera - 13/01/2004



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