|
ROMA Gli italiani e il volontariato. Si dice che il nostro popolo, in virtù della sua forte connotazione cattolica, sia fortemente impegnato nelle attività filantropiche e il sondaggio realizzato dall’Ipsos per conto del Messaggero su un campione di mille persone in tutto il territorio nazionale conferma in parte questa convinzione. Rappresentano infatti il 16 cento coloro che si impegnano in prima persona in attività di volontariato mentre la percentuale si impenna se si prendono in considerazione gli aiuti indiretti, vale a dire le donazioni di soldi. Un altro dato che emerge dalla ricerca è la preferenza degli italiani per la ricerca medica. L’attenzione ai temi relativi alla salute è un dato arcinoto, confermato dall’interesse che suscitano le riviste e le rubriche di medicina. Poca attenzione attirano invece i tossicodipendenti, fanalino di coda tra i settori prescelti come attività di volontariato. Gli italiani si dichiarano inoltre in larga parte favorevoli alla defiscalizzazione delle donazioni che, a loro giudizio, favorirebbero le donazioni alle società no profit. Del campione intervistato, hanno risposto in maniera completa alle domande 1061 persone pari al 27,8 per cento dei contatti effettuati (3820). Di quelli, l’8 per cento si è dichiarato impegnato in maniera continuativa e regolare in qualche forma di volontariato attivo. Un altro 8 per cento ha detto di svolgere attività saltuaria mentre il restante 84 per cento non ha mai avvicinato le associazione di volontariato. Tra coloro che si impegnano in questo campo al primo posto, tra le scelte possibili, figura l’assistenza agli anziani che occupa il 27 per cento, seguita a ruota (25 per cento) dalle attività parrocchiali, dall’assistenza ai malati terminali o altro impegno nell’ambito della sanità (22 per cento). La difesa dell’ambiente e del patrimonio artistico assorbe il 7 per cento delle forze in campo mentre l’assistenza ai tossicodipendenti raccoglie solo il 3 per cento delle preferenze. Per quanto riguarda le donazioni in denaro il 53 per cento degli italiani ha effettuato versamenti per cause sociali o per la ricerca scientifica. Di questa abbondante metà della popolazione che ha risposto affermativamente, il 64 per cento ha prediletto la ricerca medica, in particolare la ricerca sul cancro. Segue a grande distanza, con il 26 per cento, il sostegno all’infanzia. Le adozioni a distanza coprono solo il 12 per cento mentre la tutela del patrimonio artistico si attesta a pari merito con l’aito agli animali abbandonati: entrambi raccolgono un 3 per cento di adesioni. Esattamente la metà degli intervistati, cioè il 50 per cento, ritiene inoltre che la deducibilità fiscale delle donazioni, progetto di legge in questi mesi in discussione in Parlamento, aumenterà le donazioni benefiche mentre il 33 per cento ritiene che questa legge spingerà lo Stato a impegnarsi di meno per le cause sociali in quanto potrà contare su un aumento di contributi da parte delle aziende e dei privati cittadini.
|