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dicembre 10, 2003
 Diminuisce la quota di tredicesima destinata alle spese natalizie
Diminuisce la quota di tredicesima
destinata alle spese natalizie
Novembre 2003 - Presentati a Roma i dati
dell'indagine annuale di SWG per Confesercenti
Un altro Natale “freddo” per le famiglie
italiane. Anche quest’anno diminuirà la quota di tredicesima destinata alle
spese natalizie, sommandosi alla contrazione già registrata nel 2002: nei negozi
finiranno 14,5 miliardi di euro, vale a dire 230 milioni di euro in meno
rispetto allo scorso anno (-1,6%). La
difficoltà di far quadrare il bilancio a fine mese, la crisi economica, le
preoccupazioni per il lavoro (14%) e per la riforma delle pensioni (11%), si
sommano a quella per il terrorismo (16%) e spingono verso un Natale senza
frivolezze. E’ questo, in sintesi, il
quadro che emerge dall’indagine annuale Swg-Confesercenti
sull’andamento dei consumi
natalizi e sulla destinazione delle tredicesime. Per questo Natale le famiglie stringeranno la cinghia
rinviando acquisti costosi, come frigoriferi, televisori, mobili, ecc,
privilegiando oggetti di minor prezzo. Sotto l’albero non mancheranno dunque i
regali, anche se di valore più contenuto, destinati soprattutto ai bambini, gli
unici ad essere risparmiati dal clima di austerità (solo un 5% risponde di voler
risparmiare sui regali ai bambini). Per tutti gli altri, coniugi, fidanzati, parenti e amici, ci sarà poco da
scartare: su di loro soprattutto, anche quest’anno si abbatterà la mannaia del
risparmio, che in termini di spesa registrerà alla fine un
-5%. Il risultato finale sarà
quindi negativo, in quanto al calo della spesa per i regali, si sommerà un -3%
di spesa per la casa e per la famiglia quindi meno elettrodomestici e mobili
(-2), meno abbigliamento (-2), meno tecnologie (-1), meno acquisti di auto, moto
e scooter (-2%). Uniche luci
positive, giocattoli (+4%) e libri (+1%). Un’austerità evidenziata anche dal riciclo dell’albero di
Natale, che nel 72% dei casi sarà lo stesso dello scorso anno, e dalla riduzione
delle persone che acquisteranno fuochi di artificio
(-1%). Non cambia nella
sostanza il numero di coloro che passeranno la notte di Natale e Capodanno in
casa, rispettivamente il 96% e l’83%, mettendo in conto qualche spesa in più
dello scorso anno. Alla fine dell’anno il 5% degli italiani brinderà in un
ristorante, il 4% in discoteca ed il 7% in vacanza. Quanto ai prodotti verso i quali saranno maggiormente
indirizzati acquisti e regali, i capi d’abbigliamento rimangono decisamente in
testa (34%) seguiti da elettrodomestici, mobili e prodotti tecnologici, libri,
giocattoli. Tra i prodotti
tecnologici il computer rimane il più gettonato (41%), seguito da lettori dvd e
da telecamere e macchine fotografiche digitali, disponibili in un’ampia gamma di
modelli e soprattutto di prezzi e dagli impianti satellitari e abbonamenti alla
pay tv. Fanalini di coda televisori e play station, in parte per i costi ancora
elevati ed in parte per la saturazione del
mercato.
RESISTE LA TRADIZIONE MA I
REGALI DIMINUISCONO Gli italiani non rinunciano alla tradizione che
prevede cenone, pranzo e scambi di regali per Natale ed una ricca cena con
finale pirotecnico per Capodanno. Per
rispettare anche quest’anno le consuetudini, sarà però necessario qualche colpo
di forbice qua e là sui capitoli di spesa. A
cominciare proprio dai regali: soltanto il 14% del campione ha infatti
manifestato l’intenzione di destinare la tredicesima prevalentemente alle
strenne (destinatari in gran parte saranno i bambini), mentre la maggior parte
(33%) spenderà soprattutto per la casa e per la famiglia ed il 28% (rispetto al
24% dello scorso anno) approfitterà della maggiore disponibilità economica per
saldare conti in sospeso, come tasse, rate di mutuo ecc. Soltanto il 17% ha affermato di destinare al risparmio la
tredicesima o parte di essa. Meno inclini
alle privazioni gli italiani sono invece in fatto di tavola. Per la cena ed il
pranzo di Natale si spenderà in media 118 euro a famiglia, 10 euro in più del
2002, mentre per la cena di Capodanno finiranno in libagioni 117 euro, contro i
103 dell’anno scorso. Anche il momento
rituale e scaramantico dei fuochi d’artificio non subirà tagli: alla mezzanotte
del 31 dicembre prenderanno il volo in media 61 euro per famiglia, 6 in più
dell’ultimo Capodanno.
MENO TECNOLOGIE SOTTO
L’ALBERO La necessità di risparmiare
penalizzerà quest’anno soprattutto i regali tecnologici. Vuoi per i prezzi
ancora alti di alcuni prodotti in particolare, vuoi per la saturazione del
mercato, televisori, computer, telefonini e riproduttori mp3 subiranno un calo
consistente. In particolare i televisori, nonostante le promozioni, i pagamenti
personalizzati e la diminuzione del prezzo dei modelli al plasma e a cristalli
liquidi, subiscono un vero crollo delle preferenze passando dal 13% del 2002 al
5% di quest’anno. Tra le nuove tecnologie,
finiranno sotto l’albero soprattutto lettori dvd (ha dichiarato di volerne
acquistare uno il 18% del campione contro il 15% dello scorso Natale), grazie
all’ampia gamma di modelli e soprattutto di prezzi. Con loro anche telecamere,
macchine fotografiche digitali e play station (che nonostante il boom dello
scorso anno ancora ‘tirano’ anche per effetto delle promozioni lanciate dalle
aziende produttrici). Il 6% degli
intervistati ha poi dichiarato che per le prossime feste si regalerà un impianto
satellitare con relativo abbonamento alla pay tv.

NOTA INFORMATIVA AI SENSI DELL’ART. 2
DELLA DELIBERA N. 153/02/CSP DELL’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE
COMUNICAZIONI
Soggetto realizzatore:
SWG Srl-Trieste Committente e acquirente:Confesercenti
Nazionale Data di
esecuzione dal 11/11/2003 al
13/11/2003 Tipo di
rilevazione; sondaggio telefonico CATI su un campione nazionale stratificato per
quote di 600 individui (su 2479 contatti), rappresentativi dell’universo di
maggiorenni residenti in tutta Italia. I metodi utilizzati per l'individuazione
delle unità finali sono di tipo casuale, come per i campioni probabilistici e
sono stratificati per zona, ampiezza centro e
sesso. Tutti i
parametri sono uniformati ai più recenti dati forniti dall'ISTAT. I dati sono
stati ponderati al fine di garantire la rappresentatività rispetto ai parametri
di zona, sesso ed età. Margine d’errore massim ± 4,0%

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