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novembre 29, 2003
Tutti i dolori del popolo di An


Panorama economy, 28.11.2003

SONDAGGIO  - IN ANTEPRIMA I RISULTATI DI UN'INDAGINE TRA GLI ELETTORI

Tutti i dolori del popolo di An

Sono a favore della svolta di Fiuggi e interessati alla costruzione di un movimento conservatore di massa. Contrari alle correnti, a Bossi e agli esponenti della Prima repubblica. Militanti e simpatizzanti del partito stanno con Fini. Ma vogliono pesare di più nelle decisioni del governo.

Serviva una prova dei mal di pancía della base di An nei confronti del governo? Eccola: 1'87% degli intervistati da La destra, trirnestrale diretto da Fabio `Torriero ed edito da Nuove idee di Luciano Lucarini, ritiene che la maggioranza si identifichi troppo «con il capo e i suoi problemi». La quota dei «malpancisti» rasenta addirittura il 90% quando si parla di Umberto Bossi come alleato della coalizione, mentre la diffidenza nei confronti degli ex della Prima repubblica coagula addirittura la quasi totalità degli interpellati (93%). Sono dati che Economy è in grado di anticipare e che risultano per certi versi sorprendenti. Perché dopo le vicende di questi due anni e mezzo di governo, può apparire abbastanza scontata l'antipatia degli «aennini» nei confronti della Lega, che sabato 22 novembre, per esempio, è arrivata perfino a organizzare 250 gazebo «contro An e i cinesi». Ma risulta molto meno prevedibile il dissenso verso l'operato della maggioranza quando tende a identificarsi con la figura, di Silvio Berlusconi e sembra spiazzante anche l'avversione verso i leader provenienti dalla Prima repubblica. Un atteggiamento di insofferenza appena mitigato dal gradimento del 51% verso i «centristi», cioè gli alleati scelti da Gianfranco Fini in questa difficile fase della vita della maggioranza per contrastare quella che da destra viene giudicata l'egemonia della coppia bossi-Tremonti nella coalizione. il sondaggio ha interessato 5 mila persone, in larga prevalenza militanti, elettori e simpatizzanti di An scelti tra quattro categorie: gli oltre 2 mila abbonati alla rivista La destra più coloro che la acquistano in edicola, i lettori-guida di quello che negli ambienti dì An viene definito il «file del Secolo d'Italia» e infine i frequentatori dei «mercoledì della destra», appuntamenti di dibattito e riflessione che ogni primo mercoledì del mese riuniscono dirigenti politici e popolo di An, più qualche curioso proveniente da altre sponde politiche. 1 dati sono stati raccolti e sistemati da Valentina Cardinali, ricercatrice dell'Isfol, l'istituto per la formazione professionale legato al ministero del Welfare. Cinque i filoni di indagine messi a fuoco: l'operato del governo, la politica di An, i temi su cui il partito dovrebbe impegnarsi di più, il futuro di An nell'ambito del bipolarismo europeo, la cultura.

Voglia di unità e ordine. Sul fronte della politica di An, gli intervistati si dichiarano plebiscitariamente a favore della svolta di Fiuggi e quindi stanno con Fini. Ma poi si dividono quasi a metà quando si tratta di dare un voto al partito nell'azione di governo: i151` esprime la sufficienza, ma il 49°% è insoddisfatto. E .a percentuale dr coloro che ritengono negativa la «capacità di incidere» sale addirittura al 75%. L'87%, inoltre, è contro le correnti e l'82% valuta scarso il «rapporto con la base e il territorio». Quasi tutti i militanti e gli elettori di An (99%), inoltre, pensano che il partito debba prestare maggiore attenzione ai temi della legalità, della sicurezza e della giustizia, a riprova che, nonostante tutti i cambiamenti, la base di An esprime una forte voglia di ordine. Mentre è diffuso lo scetticismo verso le ricette liberiste in economia, approvate solo dal 37% degli intervistati, e il completamento del federalìsrno (30%). Articolate le risposte anche a proposito del futuro di An: il 47% guarda al partito come a «una destra più forte nella Casa delle libertà», ma c'è anche un 48% che considera valida l'ipotesi di costruzione di un grande partito conservatore di massa.  

di Daniele Martlrsi



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