|

dicembre 1, 2003 ''Mussolini non ha futuro"
la Repubblica 01-12-2003
Da Mannheimer a Pagnoncelli giudizio univoco: prenderà voti ma non spendibili
I sondaggisti dicono stop
''Mussolini non ha futuro"
Pessato, Swg: Lega e Udc la vera minaccia per Fini
PAOLA COPPOLA
ROMA - E' una proposta che ha il fiato corto: potrebbe togliere dei consensi
ad An ma soprattutto rimescola le carte all'interno della coalizione di centrodestra.
E' l'opinione dei maggiori esperti di sondaggi in Italia, che dicono: è presto
per parlare di numeri, molto dipende da come si organizzerà il nuovo saggetto
politico guidato dalla nipote del Duce. E chi, come Assunta Almirante, sarà
della partita.
«Prenderanno voti che pesano poco», dice Maurizio Pessato, amministratore
delegato della Swg. «An per quattro quinti è fatta di persone che non hanno
mai votato Msi. Un partito di Alessandra Mussolini alle europee può ragionare
sul 2-3% dell'elettorato di An, che non si lega a niente. E se anche i consensi
di Fini dovessero diminuire sarebbero comunque più qualificati, perché
la scelta di una esplicita condanne del fascismo è spendibile a livello internazionale,
lo accredita con la destra europea che è antifascista».
Fini ha calcolato il rischio delle sue scelte, e ha accettato di ricollocarsi
rispetto all'elettorato di destra, pagando il prezzo di una piccola fronda.
«La vera minaccia per Fini non è all'interno del partito, ma sono gli alleati
del centrodestra. Si chiamano Lega e Udc, che tentano di sottrargli elettori»,
continua Pessato. «Le " pasionarie" della destra non sono un problema,
dal canto loro queste dovranno affrontare il fatto che sulle schede elettorali
nella destra le donne hanno sempre "pesato" poco».
E' una proposta che accende il dibattito ma che difficilmente si trasformerà
in consensi politici, per Renato Mannheimer. «Non credo che questa idea apra
scenari significativi - dice - perché sia Alessandra Mussolini che Assunta Almirante
hanno un richiamo personale e mediatico maggiore del loro effettivo seguito
elettorale». Poi precisa: «Il risultato però dipenderà molto da come viene impostata
la campagna elettorale. Oggi non è possibile prevederlo».
Per Nicola Piepoli «la Mussolini è una rondine che non fa primavera, mentre
il gruppo che si porta dietro vale dei punti. Il risultato finale dipenderà
dal costruttivismo della loro strategia». Il presidente dell'Istituto Piepoli
si chiede: «Qual è l'attrattiva politica, la capacità di coagulare consensi,
della Mussolini? Questo fattore conta moltissimo». In passato è stato la chiave
del successo di Bossi e di Fini: «L'attrattiva politica del personaggio ha portato
la Lega al 20% al nord, e ha fatto arrivare An dal 4 al 15%», aggiunge. «La
scelta di Fini oggi è coraggiosa in termini di opinione pubblica e di partito,
anche se ha avuto delle ricadute negative sugli iscritti "storici",
i nostalgicidel Msi. In questo momento non si può dire quanti resteranno in
An o si uniranno alla Mussolini».
La proposta della Mussolini riapre la competizione nel centro destra, per
Nando Pagnoncelli di Abacus «soprattutto con la Fiamma di Rauti. Ma di questa
competizione potrebbe beneficiare anche la Lega, come si vede dalla campagna
strumentale anti-Fini sulle pagine della Padania, fatta per cercare di raccogliere
i voti di chi è scontento delle sue aperture sul voto agli immigrati e sulla
strategia di creare un moderno partito di destra». Poi avverte: «La proposta
della Mussolini rischia di frammentare l'elettorato in uno scenario acceso e
disperdere i voti su molte formazioni».

|