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novembre 24, 2003  Economia, gli italiani vedono nero
la famiglia unico rifugio dei delusi
la Repubblica 09-11-2003
LUIGI CECCARINI
E' UNA società delusa, disorientata, segnata da sentimenti di pessimismo
quella che emerge dalla seconda rilevazione dell'Osservatorio sul capitale sociale
(curato da Demos & Pi in collaborazione con Coop). E ciò che tratteggia
maggiormente il profilo degli italiani in questi giorni è una crescente sfiducia
nell'andamento dell'economia nazionale.
Tuttavia le reti sociali primarie sembrano tenere. In particolare, tengono
i legami più "corti" e vicini alle persone: gli amici o il vicinato.
Ma soprattutto tiene la famiglia, il suo ruolo di supporto e di protezione sociale.
In tempi "duri" e incerti, o almeno percepiti come tali, la famiglia
si rafforza ulteriormente come luogo di rifugio; un "nido" che fornisce
sicurezza, ma anche aiuto concreto.
Rispetto alla prima rilevazione, dello scorso luglio, si riduce l'ottimismo
nella ripresa dell'economia. L'indice relativo cala dell' 11 per cento (dal
21 al 10 per cento). In pratica, sevi erano due ottimisti su dieci oggi ne è
rimasto soltanto uno. Parallelamente è cresciuto l'orientamento più pessimista(dal
13 al 19 percento).
A far scendere l'indice contribuisce soprattutto la preoccupazione per la
situazione dell'economia del Paese, più che quella personale o familiare. In
questo si riflette il timore che la situazione nazionale finisca per coinvolgere
ulteriormente, e in modo negativo, anche le persone e le famiglie. A luglio
erano tre su dieci i cittadini che vedevano un peggioramento futuro del quadro
economico. Oggi sono diventati cinque.
E' in crescita anche il senso di disorientamento di fronte alle vicende del
mondo di oggi (dal 29 al 36 per cento). Lo si registra anzitutto tra le donne,
e in particolare nelle categorie sociali più deboli, con minori risorse per
fronteggiare e interpretare una esistenza che cambia (forse) troppo velocemente;
gli anziani e i soggetti con un basso livello di istruzione.
Parallelamente gli "altri", intesi in senso generale, vengono visti
con una certa diffidenza. Infatti, sono in calo coloro che pensano alla maggior
parte della gente come persone degne di fiducia: in tre mesi se ne sono persi
uno ogni dieci (dal 33 al 30 per cento).
Sotto il profilo geografico, la minore fiducia negli "altri", segna
in particolare i cittadini delle regioni meridionali (22 per cento contro il
33-37 delle altre zone).
La fiducia negli altri si incrina, si indebolisce quindi una importante risorsa
di capitale sociale; quel legame invisibile, ma fondamentale, per la convivenza
civile nella quotidianità in cui viviamo.
Altri risultati della ricerca tratteggiano le relazioni tra i cittadini.
Uno su quattro (26 per cento) trascorre prevalentemente il suo tempo libero
da solo (ìn pcartioolaregli anziani 40 per cento) e uno su tre (34 per cento),
rispetto al passato, resta da solo molto più tempo. Circa la metà (48 per cento)
esce meno in piazza, al bar, con la gente del quartiere o dei paese. In parte
questo riflette l'arrivo dell'inverno e le minori occasioni di "stare insieme".
Ma in parte è riconducibile ad un clima sociale che nel frattempo è diventato
più grigio.
L'Osservatorio non ha registrato solo pessimismo e sfducia sociale. Infatti
si mantengono salde le reti sociali più prossime ai cittadini. Anzitutto la
famiglia, dove il 54 per cento degli intervistati afferma di averci trascorso
molto più tempo rispetto al passato.
Circa metà degli italiani trascorre, con una certa trequenza, il tempo libero
assieme ad amici, familiari, parenti, vicini di casa. E con questi si scambiano
i piccoli aiuti e favori della vita quotidiana. Così facendo ravvivano le reti
di relazione nell'ambiente in cui vivono.
Ma nel contesto locale non si esprime solo una mutualità di aiuti e opportunità.
Vi sono anche problemi ed elementi di tensione sociale. La diffusione della
droga, la corruzione politica, il traffico, la difficoltà a trovare un lavoro,
la qualità dell'ambiente naturale preoccupano molto. I cittadini vedono questi
problemi peggiorati nel tempo. Degradano l'ambiente sociale e relazionale in
cui vivono.Allarmano meno, invece, la presenza degli immigrati, il problema
della sicurezza e dell'ordine pubblico, la scarsa presenza di iniziative culturali
e occasioni di divertimento. E ancor meno preoccupa la difficoltà ad avere relazioni
con altre persone, a riprova di un intreccio di legami personali radicati e
diffusi sul territorio. I fattori di tensione ci sono. Ma le reti di relazione
(per fortuna) anche.
METODO E DATI
~L'OSSERVATORIO sul capitale sociale è diretto da Ilvo Diamanti e realizzato
da Demos & PI ìn collaborazione con Coop (Ass. naz. cooperative di consumatori).
L'indagine è stata curata da livo Diamanti e Luigi Ceccarini, con fa collaborazione
di' Fabio Bordignon e Ludovico Gardani (LaPolis,Univ.di Urbino) per la parte
metodologica e Filippo Nani (Medialab, Vicenza) per quella organizzativa. La
ricerca si basa su un sondaggio telefonico svolto nel periodo,23-31 ottobre
2003 dalla società Demetra di Venezia (sistema DATI, supervisione di Andrea
Suisani). I dati sono stati trattati e rielaborati informa del tutto anonima.
Il campione intervistato è di 1400 unità, ed è rappresentativo della popolazione
italiana con oltre 15 anni per genere, età, titolo di studio e zona geopolitica
di residenza. Il documento completo su www.agcom.it e www.sondaggipotiticoelettorali.it


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