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ottobre 31, 2003

Acri: il 51% degli italiani metterà meno soldi nel salvadanaio


MARCO ESPOSITO
Paura. Il risparmiatore italiano si sente sempre meno sicuro: l’inflazione che rosicchia guadagni e risparmi in percentuali sempre meno affidabili; le pensioni che vengono riviste ogni pochi anni nonostante si dichiari ogni volta che quella approvata è una riforma definitiva; gli investimenti dati per sicuri che si rivelano crac giganteschi, come per i bond Cirio e quelli dell’Argentina.
È questo il quadro, davvero fosco, che appare da una ricerca dell’Abacus che sarà presentata a Roma per la Giornata mondiale del risparmio, organizzata dall’Acri e arrivata all’edizione numero 79. Oggi gli sguardi di tutti saranno puntati sui due invitati più illustri, i grandi duellanti di questi mesi Antonio Fazio e Giulio Tremonti. Gli osservatori cercheranno di capire se il clima tra il governatore di Bankitalia e il ministro dell’Economia è migliorato, come ha promesso Tremonti agli alleati di governo, o se resta teso.
Così l’Acri ieri ha anticipato i numeri-chiave del rapporto sul risparmio. Dal quale risulta che, disorientati per la difficoltà di individuare vie sicure per parcheggiare i propri denari, i risparmiatori rifuggono tutti da strumenti rischiosi, ma anche dai poco redditizi Bot e preferiscono, quando possono, puntare sul mattone. La soluzione preferita (nel 39% dei casi) è risparmiare una quota variabile di mese in mese evitando sprechi e spese inutili. L'investimento ritenuto migliore è costituito dagli immobili, ma in mancanza di denaro sufficiente per poter comprare case e a fronte di una certa diffidenza verso gli strumenti redditizi ma rischiosi, i più scelgono la via della liquidità.
Condotto su un campione di 1.000 intervistati e di 200 famiglie (genitori con figli compresi tra i 6 e i 16 anni), il sondaggio rileva una perdita di entusiasmo e di ottimismo sui prossimi tre anni. In particolare l'aumento dell'inflazione reale e percepita, spiegano i ricercatori, sembra aver ridotto la capacità al risparmio degli italiani: il 38% del campione (contro il 47% del 2002) dice di esser riuscito a mettere dei soldi da parte negli ultimi 12 mesi, mentre il 43% (38% nel 2002) ha consumato tutto il reddito e il 15% (11%) è dovuto ricorrere a risparmi accumulati. Inoltre, nel corso dei prossimi 12 mesi ben il 51% degli intervistati è convinto che riuscirà a risparmiare di meno.
Come spazzare via il clima di pessimismo? Secondo l'Adiconsum servono meno proclami e più azioni concrete fra le quali, come segnala il segretario Paolo Landi, l'istituzione di tre bollini (verde, giallo e rosso) che devono far parte del contratto per spiegare in modo esplicito qual è il tipo di rischio dell'investimento. Sotto accusa ci sono ancora una volta le banche, colpevoli di collocare prodotti senza informare adeguatamente i risparmiatori. Ma, almeno in un caso, chi ha sbagliato ha fatto ammenda. Il Monte dei Paschi di Siena, infatti, ha riconosciuto l’errore nel collocamento dei prodotti My Way e rimborsato chi ha fatto richiesta. A riconoscere la correttezza dell’Mps è Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef, che pure è uno dei più intransigenti difensori dei diritti dei risparmiatori. Invece sul caso Cirio le aziende di credito sembrano molto meno propense ad ammettere la propria scorrettezza. Come oggi Fazio e Tremonti non potranno non ricordare.



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