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ottobre 30, 2003
Il centrosinistra esulta per i risultati in Trentino Alto Adige e a Trieste nelle suppletive per la Camera. Rutelli: ormai siamo maggioranza nel Paese

Elezioni, l’Ulivo: uniti vinciamo, Polo in crisi

Berlusconi: le liti ci penalizzano. Fini: test senza valore. Storace contesta: perdiamo 10 mila voti


di AMEDEO CORTESE


ROMA La vittoria nelle elezioni in Trentino-Alto Adige e nelle suppletive a Trieste per il seggio della Camera, lasciato libero da Riccardo Illy, ampiamente prevista dal centrosinistra, ha provocato dichiarazioni euforiche da parte dei leader dell’Ulivo. Bufera invece nel centrodestra, in particolare all’interno di An, con Francesco Storace che denuncia «la perdita secca di diecimila voti» e mette sotto accusa «chi tenta di minimizzare». Ma per Gianfranco Fini «le elezioni in Trentino sono a valenza zero fuori da quella regione particolarissima per formazioni politiche e alleanze. E’ quindi azzardato tentare un paragone tra quella realtà e la politica nazionale». Anche per Berlusconi «questo non è certo un test dal valore politico nazionale». Però il premier torna a puntare il dito «contro le liti da cortile che fanno perdere consensi al governo che sta lavorando bene». Infine, uno sfogo: «Finiamola di dividerci, altrimenti rischiamo di perdere altro consenso elettorale e la gente non ci capirebbe».
L’Ulivo, comunque, esulta e parla di «un trend ormai consolidato del voto che boccia inesorabilmente la maggioranza». Per il segretario dei Ds, Piero Fassino, «il risultato, che assume proporzioni clamorose in Trentino, grazie a Dellai e al buon governo della coalizione, evidenzia il giudizio inequivocabile degli elettori che penalizzano fortemente la destra e danno fiducia al centrosinistra, confermando in questo modo una tendenza evidente ormai da più di due anni. E in questo quadro - aggiunge - la sinistra e i Ds confermano la propria forza elettorale». E il leader della Margherita, Francesco Rutelli, lodando il ”suo” Dellai e il risultato del partito, primo a Trento, sottolinea: «Abbiamo avuto per anni l'attuale presidente del Consiglio che ha ubriacato gli italiani annunciandogli sondaggi in base ai quali lui aveva tanti consensi popolari, ma il centrosinistra ha vinto a Trento, in Alto Adige e a Trieste in modo nettissimo e schiacciante. Ormai siamo maggioranza nel Paese». Poi, denuncia: «Questa notizia, siccome appare scomoda, è stata tolta dai giornali controllati dalla destra e dalle tv di Berlusconi».
E anche per il sindaco di Roma, Walter Veltroni, «le elezioni rappresentano «la conferma di un crisi di consenso della maggioranza di governo. Questo dimostra che se il centro sinistra è unito ha grandi possibilità». Poi, ribadisce: «Prodi è il nostro leader naturale» e smentisce una sua candidatura come leader dell’opposizione per le Politiche. Quasi in risposta al suo appello, l’opposizione, annuncia una manifestazione unitaria il 9 novembre e riunioni regolari dei segretari dei partiti dell’Ulivo, di Rifondazione e dell’Italia dei valori ogni secondo martedì del mese.
Sull’onda del successo in Trentino-Alto Adige, l’Ulivo guarda ora alla lista unitaria dei riformisti per le Europee e Ds e Margherita sondano la disponibilità di personalità al di fuori dei partiti tradizionali. Il coordinatore della Quercia Vannino Chiti, rispondendo a un appello di ”Libertà e giustizia”, conferma «il grande interesse per i movimenti e la società civile» e lancia un primo appello a Nanni Moretti: «Penso che se fosse candidato sarebbe un bel segnale».
Nel centrodestra la sconfitta scatena nuove polemiche. Solo l’Udc ottiene un buon risultato con il 5,1 per cento e Marco Follini può affermare di essere «sulla strada giusta». La Lega Nord con Calderoli parla di «voto di scambio al Nord», mentre Fabrizio Cicchitto di Forza Italia minimizza l'esito del voto, ma non nasconde che la conflittualità all'interno della Cdl possa aver pesato in questa tornata elettorale. E a Bondi che dice «che Rutelli non può esultare perchè a Trento ha vinto la lista civica, non la Margherita», risponde il responsabile enti locali dei Dl, Gianluca Susta, rivendicando «il clamoroso risultato della Margherita», mentre i Ds fanno i conti in tasca a Forza Italia che «in due anni ha perso 33mila voti, mentre An passa da 24.061 voti a 10.985).
E nel partito di Fini, mentre il coordinatore nazionale Ignazio la Russa vanta il risultato di «An a Bolzano dove è il primo partito», Francesco Storace accusa: «La minimizzazione non porta da nessuna parte. Nel '98 avevamo 46mila voti, ora ne abbiamo 36mila. Ignorare che un quinto dei voti di An non c'è più è qualcosa che rasenta l'irresponsabilità. Un partito serio -continua - affronta i problemi, senza nascondere la polvere sotto il tappeto».



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