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ottobre 26, 2003
Le imprese non amano i partiti


PESARO — E' una miniera di suggerimenti e di indicazioni il sondaggio commissionato dalla Cna di Pesaro e Urbino sui rapporti degli imprenditori con l'associazione, le istituzioni e i partiti, condotto su un campione significativo di imprese di tutti i settori (artigianato, turismo, industria, commercio, servizi, tranne l'agricoltura) della nostra provincia.
L'indagine, illustrata ieri al teatro Sanzio di Urbino, è la prima ricerca di tipo scientifico condotta nelle Marche.

Fedeli all'associazione
E' emerso un forte rapporto tra associazione e imprenditori. Il 42,5% aderisce da più di 20 anni alla Cna. Negli ultimi cinque anni hanno aderito il 14,5% dei nuovi imprenditori. Tra i motivi della scelta: il passaparola positivo (45,8%); la notorietà dell'associazione (26,8%); la comodità e vicinanza della sede (22,5%); la capacità di tutelare gli interessi dell'azienda e il peso sindacale (il 23,5%).

Imprenditori e istituzioni
C'è una diffusa sfiducia verso i partiti sulle politiche per l'artigianato e la piccola impresa. Tra chi si dice soddisfatto «poco» e «per niente», si supera l'80% dei casi.
Per l'attenzione ai problemi dell'impresa, le forze politiche non godono di grande considerazione nella categoria. Il giudizio nei confronti dei partiti appare severo.
Alla domanda: «Come artigiano si sente rappresentato dai partiti politici?», il 46,8% ha detto «per niente», il 35,9% «poco» e il 10,6% «abbastanza». Su «quale coalizione abbia meglio compreso l'importanza del ruolo dell'artigianato e della piccola e media impresa», tra gli iscritti alla Cna il centrosinistra (20,1%), supera il centrodestra (8,8%).

La «top ten» dei desideri
Sono viabilità e collegamenti (48,6%) le cose più richieste. Seguono riduzione della burocrazia (26,8%), sanità (20,8%), trasporti pubblici (15,8%), aree per gli insediamenti artigianali e industriali (14%), sicurezza e ordine pubblico (13,4%); servizi per anziani e invalidi (10,2%); formazione professionale (9,9%), lotta all'abusivismo (8,1%), asili nido (6,7%), case per lavoratori immigrati (4,2%).

Fiducia & sfiducia

Il rapporto degli associati della Cna con le ultime scelte fiscali del governo, non risulta positivo per l'esecutivo: su condono e concordato fiscale, le indicazioni sono negative poiché sono condivisi poco (il 26,4%), o per niente (il 45,4%).
Il 54,4% delle imprese intervistate — aziende artigiane non associate, e imprese di tutti i settori (turismo, industria, commercio, servizi con esclusione dell'agricoltura) — non è iscritta ad alcuna associazione di categoria. Il livello di fiducia di queste imprese per le coalizioni politiche è ancora inferiore (18,1%), rispetto agli associati Cna, che si attestano al 29%.
Gli intervistati, alla domanda «quale coalizione politica ha meglio compreso l'importanza e il ruolo dell'artigianato e della piccola e media impresa», hanno risposto: centrodestra (13,1%); centrosinistra (5%). Per l'81,9% né centrodestra né centrosinistra hanno adeguata considerazione dell'artigianato e della piccola impresa.
C'è un elevato grado di aspettativa e fiducia nelle istituzioni. Gli iscritti a Cna, Confcommercio e Confesercenti assegnano il primo posto al Comune, per il 40,1%; 44,4%; e 37,5%; seguono la Provincia, e il Governo.

Popolarità associazioni
Un sondaggio è stato fatto anche tra sindaci e assessori della provincia sulla popolarità del lavoro delle associazioni di categoria, e da questo è emerso un quadro di grande conoscenza delle attività svolte dalle associazioni di categoria.

di Benedetta Andreoli

Il Resto del Carlino, 25.10.03



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