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ottobre 25, 2003

SCUOLA PRIVATA CONTRO SCUOLA PUBBLICA: GLI ITALIANI PREFERISCONO LA SCUOLA PUBBLICA


Il 73,7% degli intervistati manderebbe i propri figli alla scuola pubblica, nonostante le opinioni differiscano sul livello di preparazione, i finanziamenti statali agli istituti privati e la riforma Moratti.

La scuola privata divide gli italiani ma al di là delle opposte valutazioni ? che riflettono differenze di reddito e orientamento politico ? in cima alle preferenze resiste la scuola pubblica. E? quanto emerge da un?indagine condotta alla vigilia del nuovo anno scolastico da Ricerca-Demoskopea, società leader nel settore delle ricerche di mercato nata nel luglio del 2002 in seguito all?acquisizione di Demoskopea da parte di Anacleto Cepelli, azionista di riferimento di Ricerca Spa e attuale presidente del Gruppo.

Dallo studio di Ricerca-Demoskopea risulta infatti che la maggioranza degli intervistati (73,7%) preferisce la scuola pubblica, nonostante il campione esprima pareri opposti circa il livello di istruzione offerto dalla scuola privata, l?opportunità dei contributi statali e la riforma varata dall?attuale governo. A incidere sulle risposte ? oltre all?orientamento politico (il 26,6% del campione si riconosce nell?area di centrosinistra, il 20% in quella di centro destra) e al reddito ? risultano essere l?età e l?area geografica di residenza, mentre appare ininfluente la presenza di minori in famiglia. La ricerca è stata condotta su un campione di 609 casi, rappresentativo della popolazione italiana per sesso, età e area geografica.

In particolare, il campione risulta ?spaccato? circa gli effetti del finanziamento pubblico agli istituti privati: il 46,6% si dice d?accordo con l?affermazione secondo cui i contributi statali renderebbero la scuola privata una scuola di serie A, declassando quella pubblica. L?opinione è condivisa soprattutto dagli intervistati che si collocano politicamente nell?area del centrosinistra (57,4%), dagli abitanti del Centro Italia (57%) e dai giovani di età compresa tra i 18 e i 34 anni (52,9%). Viceversa, tra coloro che non condividono questa affermazione il 63,9% si colloca politicamente nel centrodestra e il 60,5% ha un reddito elevato (imprenditori e dirigenti).

La ?spaccatura? risulta meno netta a proposito dell?opportunità di sostenere la scuola privata attraverso finanziamenti pubblici: solo il 36,4% del campione intervistato da Ricerca-Demoskopea esprime parere favorevole. Nel dettaglio, a risultare molto positivo è l?atteggiamento di chi si colloca politicamente nel centrodestra (57,4%), degli abitanti del Nord Est (44%) e di imprenditori, industriali e dirigenti (43,7%). A essere maggiormente contrari sono invece gli intervistati di centrosinistra (78,3%) e gli abitanti del Centro Italia (71,1%).

Dalla ricerca emerge poi che la maggioranza degli intervistati (42%) ritiene la preparazione offerta dalla scuola privata ?più o meno uguale? a quella della scuola pubblica. E? interessante notare come per il 26,3% del campione la scuola privata assicuri invece una preparazione migliore. Ad esserne maggiormente convinti sono gli appartenenti all?area politica di centrodestra (34,5%), chi risiede nel Nord Est (30,1%) e chi possiede soltanto la licenza elementare (37,7%). Decisamente critici i giovani tra i 18 e i 34 anni, tra cui la percentuale scende al 21,9%. Viceversa, si accentuano rispetto al totale di coloro che ritengono peggiore la preparazione offerta dalla scuola privata (20,7%) le percentuali degli intervistati di centrosinistra (27,8%) e dei residenti al Sud (25%). Nell?ambito delle scuole private, più della metà del campione (52,2%) ritiene che la preparazione offerta dalle scuole cattoliche sia ?più o meno uguale? a quella garantita dalle scuole laiche. A totale campione, il 26,4% degli intervistati ritiene invece che sia migliore la preparazione offerta dalle scuole cattoliche. In particolare, questa convinzione è più forte tra gli appartenenti all?area politica del centrodestra (32,8%), chi ha frequentato soltanto le scuole elementari (42,6%), chi risiede al Sud (31,9%), chi ha un?età compresa tra i 55 e i 70 anni (41,8%) e chi non ha reddito, come le casalinghe, gli studenti, i pensionati e i disoccupati (32,5%). Ancora una volta, risultano più critici i giovani tra i 18 e i 34 anni (la cui percentuale di accordo sul fatto che la scuola privata cattolica dia una preparazione migliore rispetto a quella della scuola privata laica scende al 14,5%), a cui si aggiungono gli intervistati con reddito fisso, come gli impiegati, gli insegnanti e gli operai (19,9%). Una percentuale molto elevata (73,2%) del campione intervistato da Ricerca-Demoskopea è comunque convinta che mandare i propri figli alla scuola privata non dia loro maggiori possibilità di successo all?università o nel mondo del lavoro. Tale convinzione è più forte tra gli appartenenti all?area politica del centrosinistra (79,6%), i laureati (76,6%) e gli abitanti del Centro Italia (77,6%). Viceversa, la percentuale di chi è convinto che le possibilità di successo aumentino è più alta tra gli intervistati di centrodestra (36,9% contro il 23,3% del totale campione). Tra le domande proposte da Ricerca-Demoskopea, figurano anche due quesiti relativi alla riforma della scuola varata dall?attuale governo: 1. il 51,9% degli intervistati si dichiara d?accordo con l?affermazione che il provvedimento sia ?un po? troppo a favore della scuola privata?, mentre il restante 48.1% si suddivide tra coloro che non sono d?accordo (29.7%) e coloro che non rispondono perché poco informati sulla riforma della scuola varata dal governo (18.4%); 2. il 51,5% condivide l?opinione secondo cui la riforma ?danneggia la scuola pubblica?, mentre il restante 48.5% è composto da un 36.4% che non la pensa così e da un 12.1% che non risponde perché non si ritiene sufficientemente informato sulla riforma.

Al di là delle opposte convinzioni circa il livello di preparazione offerto dalla scuola privata, l?opportunità di sostenerla attraverso finanziamenti statali e la riforma varata nei mesi scorsi, il campione intervistato da Ricerca-Demoskopea mostra di preferire la scuola pubblica. Alla domanda ?in generale quale tipo di scuola Lei preferirebbe?? il 73,7% risponde infatti la scuola pubblica, il 16,3% la scuola privata cattolica e il 6,9% la scuola privata laica, mentre il 3,1% non risponde. Anche in questo caso rispetto al totale campione si registrano tuttavia alcuni scostamenti significativi: a essere maggiormente favorevoli alla scuola pubblica sono gli intervistati di centrosinistra (85,8%) e gli abitanti del Centro Italia (77,6%). Inoltre, è interessante notare come la scuola pubblica sia preferita a quella privata a tutte le età: la maggioranza del campione continuerebbe a preferirla se avesse figli di età compresa tra i 5 e 10 anni (78,3%), tra gli 11 e i 14 anni (77,8%) e tra i 15 e i 19 anni (75,7%).

In ultima analisi, dall?indagine condotta da Ricerca-Demoskopea emerge che la scuola pubblica gode di maggior credito rispetto alla scuola privata. Per alcune fasce del campione, tuttavia, è vero il contrario: tra gli intervistati più favorevoli alla scuola privata ci sono i residenti nel Nord Est, coloro che si riconoscono politicamente nell?area del centrodestra, chi ha soltanto la licenza elementare e chi dispone di un reddito elevato, come imprenditori, industriali e dirigenti.



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