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ottobre 14, 2003  Italiani e guerra in Iraq.
Roma. La guerra in Iraq era giusta? Ed è giusto che i militari italiani restino altri mesi in quella regione? Sui temi si scatenano i sondaggi, con dati anche diversi. Secondo un sondaggio Directa, realizzato ieri con mille interviste telefoniche su un campione rappresentativo della popolazione, il 45,5 degli italiani che sono stati interpellati è favorevole alla possibilità di prolungare la presenza delle truppe italiane in Iraq: il 25,9% si è detto favorevole «ma solo in presenza di una risoluzione dell’Onu» mentre il 19,6% lo è perché «è giusto rispettare le richieste degli alleati». Il 41,1% si è, invece, definito «assolutamente contrario» al prolungamento della missione italiana mentre il 13,4% non sa o non ha risposto.
Ma da quanto emerge da un sondaggio «Archivio Disarmo/Swg» che sarà pubblicato oggi da «Europa» il 65,9% degli italiani ritiene che la guerra in Iraq non fosse giustificata. Il sondaggio è stato condotto su un campione di 502 cittadini, «rappresentativo della popolazione adulta». Tra coloro che non giustificano la guerra, il 69% sono elettori di centro e il 78% di sinistra. La destra si spacca (48% sì, 48%no). Su quali siano state le motivazioni della guerra le opinioni degli italiani non si allineano con quelle dei governi: neutralizzazione delle armi di distruzione di massa (4%); contrasto del terrorismo internazionale (1%) ; a bbattimento del regime di Saddam ( 14% ). Tra le ragioni alternative: vendetta per l’11 settembre (15%), controllo strategico del Medio oriente (17%) e il controllo del petrolio iracheno (la massima preferenza, il 35% ).

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