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settembre 25, 2003
De Michelis: «Una lista socialista alle elezioni europee»


BARI
De Michelis: sì a Formica e Signorile, no a Martelli
«Una lista socialista
alle elezioni europee»



BARI Liste uniche? No grazie! Gianni De Michelis respinge i progetti di centrodestra e Ulivo per le europee. «Ci presenteremo con una lista riformista, pronti ad accogliere tutte le forze socialiste». Un invito che vale per Boselli, Formica e Signorile, «ma non per Martelli».
L'obiettivo del segretario del Nuovo Psi è chiaro. «Alle europee ci sarà una sola lista socialista, per cui chi è socialista non avrà più alibi: se non vota è un ex. Noi stiamo nella Casa delle Libertà in modo critico, lo Sdi sta in modo critico nel centrosinistra: La proposta è stare tutti insieme, vista la crisi del bipolarismo, totale e irreversibile, con l'unico impegno che gli eletti aderiranno al Pse. Il nostro obiettivo è avere un voto in più della Lega. Se accadrà il quadro politico cambierà, perché la forza "cerniera" diventerà arbitro della scena politica».
L'analisi di De Michelis si è quindi spostata sulla situazione economica italiana. «Da due anni e mezzo fronteggiamo una crisi che ha impoverito la gente, ridotto la crescita, ha aumentato l'occupazione ma non la sua qualità. Alla vigilia della ripresa mondiale, il problema per Italia ed Europa è vedere se siamo capaci di agganciarla. Un altro problema è che a maggio l'Europa avrà un nuovo Sud, che si trova ad Est: se non siamo in grado di recuperare, il nostro Sud è fottuto».
De Michelis boccia quindi la finanziaria e la riforma delle pensioni. «La Finanziaria del governo è drammaticamente al di sotto delle necessità. Anche in condizioni di grande difficoltà della finanza pubblica e dell'economia, come quelle in cui operano il governo e Tremonti non c'è una strada sola. Ci potrebbe essere la soluzione di parlare chiaro al Paese e di chiedere sacrifici forti per riuscire a recuperare. Col governo Craxi, di fronte ad un passaggio analogo, fummo costretti a fare una scelta difficile come il taglio della scala mobile, ma il Paese fu salvato. Oggi, invece, rischiamo di avere una Finanziaria con lo sciopero generale a sinistra e gli imprenditori scontenti a destra. Mi impressiona il sondaggio secondo il quale gli scontenti sono il 55%. La riforma delle pensioni è inadeguata. Bisogna anticiparla a prima del 2008. Inoltre, andrebbe affrontato non solo il problema dell'aumento dell'anzianità contributiva ma anche di quella previdenziale e l'equilibrio tra pilastro pubblico e privato della previdenza».
Ha qualche proposta per il Sud da inserire nella Finanziaria? «Non credo sia modificabile, ma nulla vieta che si cominci a mettere in atto qualcosa, da gennaio, per determinare la svolta. Non hon ricette, ma si possono recuperare risorse solo individuando aree dove fare scelte dolorose. L'alternativa è il disatro».
Alla fine, botta e risposta al «vetriolo». Non si sente imbarazzato dall'allenanza con Bossi? «Non più di D'Alema che lo considerava costola della sinistra». Ma Bossi è ministro...«Abbiamo avuto ministri come Pecoraro Scanio...». ma un ministro così, insiste un cronista, non lo ricordo. «Se è per questo, neanche uno come Berlusconi...».

Amerigo De Peppo



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