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settembre 23, 2003 Manovre a destra - Casini spiega a Follini che poi forse il Cav. gliele suona
martedì 23 settembre 2003
Manovre a destra
Casini spiega a Follini che poi forse il Cav. gliele suona
D’Alema incerto sul suo posto, Rutelli laziale, Cofferati insicuro a Bologna
L’operazione della lista unitaria dell’Ulivo
prevede diversi passaggi e varie tappe.
E prefigura anche dei cambiamenti di ruolo
per alcuni esponenti del centrosinistra.
Che cosa farà, per esempio, Francesco Rutelli,
una volta che Romano Prodi sarà tornato
in campo? Per il coordinatore dell’Ulivo
torna la possibilità di intraprendere
un’altra strada. E’ nuovamente attuale l’ipotesi
che Rutelli nel 2005 si candidi alla
presidenza della regione Lazio per sbarrare
il passo a Francesco Storace che sicuramente
si ripresenterà. Del resto, il ruolo
dei “governatori” è diventato un ruolo chiave
e questa per il presidente della Margherita
non sarebbe una diminutio. Meglio la
presidenza di una regione importante che
rimanere al partito o tentare la via di un
coinvolgimento nel governo, tanto più
che il ministero a cui potrebbe aspirare
Rutelli, cioè quello degli Esteri, è stato già
prenotato da Massimo D’Alema (il quale,
invero, non ha ancora deciso se tentare invece
la strada della presidenza
della Camera per giocare un ruolo
nella politica italiana).
Pier Ferdinando Casini punta veramente
a una lista unitaria del centrodestra
e ha cercato di spingere Marco Follini,
che invece si oppone a questa ipotesi.
Tra i tanti ragionamenti che il presidente
della Camera va facendo al segretario
dell’Udc per convincerlo della bontà di
questa idea ce n’è anche uno di natura molto
pragmatica: il risultato elettorale che i
centristi potrebbero ottenere alle consultazioni.
Secondo Casini, infatti, non è detto
che, come sostiene Follini, l’Udc possa arricchire
la propria base elettorale. Infatti
dal momento che appare sempre più probabile
che Romano Prodi decida di candidarsi
è molto difficile che vi siano voti della
Margherita in fuoriuscita per i centristi
della Casa delle Libertà. La presenza del
presidente della Commissione europea nella
lista frenerebbe infatti l’emorragia di
consensi moderati. Inoltre la speranza di
Follini di convogliare sul suo partito i voti
dei delusi da Forza Italia si potrebbe rivelare
vana, dal momento che, sicuramente,
alle elezioni europee scenderebbe in campo
Silvio Berlusconi, il quale sa che questa
tornata elettorale ha una valenza politica
molto importante per lui e per il suo governo.
Dunque per l’Udc la prova delle elezioni
europee potrebbe rivelarsi deludente. Il
partito potrebbe attestarsi intorno al quattro
per cento, un risultato insoddisfacente
se confrontato a quello delle ultime consultazioni
amministrative.
Sergio Cofferati è contrario all’operazione
della lista unitaria del centrosinistra.
Lo dice con grande prudenza perché teme
le reazioni dei prodiani. L’ex segretario
della Cgil, infatti, dal momento che si è
candidato a sindaco di Bologna non può
rompere con quel mondo. Non può farlo
perché se è vero che i sondaggi su di lui,
che sono stati fatti e che vengono ripetuti
con grande regolarità, sono soddisfacenti,
è anche vero che la partita non è ancora
da considerarsi chiusa. Ma Cofferati che è
un uomo determinato si è buttato con
grande impegno in questa avventura: non
è sfuggito a nessuno, nei Democratici di sinistra,
il fatto che l’ex leader della Cgil,
abbia frequentato ogni sera la festa dell’Unità,
stringendo mani, firmando autografi,
fermandosi a parlare con la gente.
Una presenza continua che testimonierebbe
proprio il fatto che l’esito delle elezioni
bolognesi non è scontato.
Casini spiega a Follini che
poi forse il Cav. gliele suona
D’Alema incerto sul suo posto, Rutelli
laziale, Cofferati insicuro a Bologna

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