Analisi geografica dei risultati
elettorali 1996 - 2001 Come
è cambiata in 5 anni l'Italia politica delle 100 città a cura
di Francesco Paolo
Forti
La situazione del 1996 - Camera - collegi
uninominali
Premessa: per produrre questo genere di analisi
geografica bisogna aggregare più di 470 collegi elettorali della camera nelle
corrispondenti 103 province. Per rendere comparabile visivamente il 1996 con i
dati del 2001, l'aggegazione ha tenuto conto delle nuove province anche per
elezioni del 1996, quando esse non erano ancora attive. Nelle mappe geografiche
ad ogni provincia viene assegnata una sfumatura di colore che è direttamente
proporzionale alla percentuale (e quindi ai voti) ricevuti. Lo standard usato
assegna sfumature sempre più scure a percentuali elevate (un colore più scuro
corrisponde quindi ad una maggior consenso e viceversa). Ogni mappa presenta una
legenda che illustra l'intervallo di percentuali assegnate ad ogni sfumatura.
Tra parentesi viene indicato il numero di province comprese in quell'intervallo.
Il Polo e la Lega erano separati nel
1996 e quindi presentarono ognuno i propri candidati in ogni collegio in modo
antagonistico. La Lega, come è noto, è presente solo al Nord. Sono ben visibili
le roccaforti in Piemonte, Lombardia e Veneto. In 11 province supera il 32.4% In
22 province supera il 21.6%. Il Polo nelle stesse province appare in parte
complementare (è piu' debole dove è più forte la Lega) ma si situa sempre tra
percentuali tra il 30 ed il 40%. Le maggiori percentuali si registrano in centro
Italia ed in Sicilia. In 22 province il Polo superava, nel 1996, il 47% ed in
sette provincie aveva meno del 28.7%.
L'Ulivo ed i Progressisti
avevano nel 1996 un patto di desistenza per cui non erano presenti
contemporaneamente negli stessi collegi. L'aggregazione per provincia (dove
possono esserci più collegi elettorali) nasconde questo aspetto e mostre delle
sfumature intermedie nelle province in cui in alcuni collegi vi era l'Ulivo ed
in altri i Progressisti. Per una visione d'insieme vedere la mappa sottostante. L'Ulivo
mostava nel 1996 la sua maggiore radicazione nel Centro e nel Sud del Paese. In
51 provincie superava il 42%. In solo 5 province aveva meno del 25%. I
Progressisti sono presenti Solo in alcune zone del Paese, principalmente nel
Centro ed in alcune province del Sud.
L'analisi delle differenze
1996 tra gli schieramenti (Ulivo più Progressisti e Rinnovamento da una parte e
Polo + Lega dall'altra) è utile in prospettiva del confronto con la situazione
del 2001. La mappa a sinistra è direttamente paragonabile con i dati elettorali
dell'Ulivo del 2001, dato che nei seggi uninominali della Camera Rifondazione
Comunista non si è presentata e si puo' ragionevolmente presumere che i suoi
elettori abbiano votato Ulivo. La mappa a destra è direttamente paragonabile con
i dati elettorali della CdL del 2001, in cui appunto AN, FI, Lega e CCD-CDU sono
assieme. Nel 96 c'erano ben 31 province in cui l'Ulivo più i Progressisti
superavano il 50% e 39 in cui a superare il 50% era Polo+Lega. Nelle province
del Nord in ben 28 casi la somma di Polo e Lega superava il 60% ed in 4 casi
superava il 70%
L'esame delle province in cui uno schieramento prevale sull'altro mostra tre
ben distinte regioni geopolitiche. Vi
sono, nel 1996, 55 province in cui prevale lo schieramento di centro-destra. 37
sono al Nord e 18 al Centro-Sud. Ci sono 48 province in cui prevale lo
schieramento di centro-sinistra, 28 al Centro e una ventina al Centro-Sud.
Il Nord si presenta (mappa a destra) totalmente di centro-destra, con un
confine politico netto e continuo. Il Centro Italia si presenta nettamente
(mappa a sinistra) di centro-sinistra mentre il Centro-Sud vede una situazione
più frastagliata ed equilibrata e si trova la maggior parte delle province
critiche (dove la distanza degli schieramenti è inferiore al 6%).
Dividendo le province in tre in base
alle distanze tra gli schieramenti, abbiamo che il primo terzo (34 province) è
connotato da una distanza minima (critica) , tra zero ed il 6.13%; il secondo
terzo ha differenze che vanno dal 6.6% al 20.3% e l'ultimo terzo da differenze
superiori al 20.3% (in un 10% delle province le differenze superavano il 35%).
Le 34 province critiche del 1996 si trovano quasi tutte al Centro Sud (solo 6
sono al Nord). Il colore più chiaro indica una maggiore criticità (minore
distanza tra gli schieramenti) e viceversa un colore più scuro indica che le
distanze sono più grandi (ma sempre critiche). Come si può vedere in una decina
di casi la distanza è inferiore 1.2% (il che significa, per fare un esempio,
49.4% per uno schieramento e 50.6% per l'altro).
La situazione del 2001 - Camera - collegi
uninominali
Premessa: per produrre questo genere di analisi
geografica bisogna aggregare più di 470 collegi elettorali della camera nelle
corrispondenti 103 province. Nelle mappe geografiche ad ogni provincia viene
assegnata una sfumatura di colore che è direttamente proporzionale alla
percentuale (e quindi ai voti) ricevuti. Lo standard usato assegna sfumature
sempre più scure a percentuali elevate (un colore più scuro corrisponde quindi
ad una maggior consenso e viceversa). Ogni mappa presenta una legenda che
illustra l'intervallo di percentuali assegnate ad ogni sfumatura. Tra parentesi
viene indicato il numero di province comprese in quell'intervallo.
L'Ulivo nel 2001 conferma le sue radici nel
Centro Nord e nel Centro Sud ed appare più presente al Nord. La CdL conferma la
sua presenza al Nord ma essa appare meno dominante rispetto al 1996 (soprattutto
nel Veneto). Per contro appaiono due nuove zona di forza, nella zona laziale ed
in Sicilia. La differenza complessiva espressa nei collegi uninominali della
Camera nel 2001 tra Ulivo e CdL è ridotta a meno del 1.7%. Considerando
gli attuali membri della Casa delle Libertà e confrontando la loro somma nel
1996, l'attuale CdL aveva allora un vantaggio (sulla carta) del 6.34% su
Ulivo+Progressisti.
Di Pietro e Democrazia Europea
Non presenti nel 1996, entrambe queste liste uninominali non hanno evuto
eletti alla camera e non hanno raggiunto il quorum nei collegi proporzionali.
Tuttavia in certi collegi uninominali hanno raccolto molto consenso. La lista Di
Pietro ha ottenuto in 40 province una percentuale superiore al 4% ed in tutti i
collegi uninominali ha avuto una media del 4.01% (il quorum però doveva essere
raggiunto nella quota proporzionale). La Lista Di Pietro appare forte al Nord,
in quelle che erano le roccaforti della Lega Nord, e nel Sud Italia.
Democrazia Europea ha ottenuto più del 4% in 1/3 delle province (34) ed
appare più presente soprattutto al Sud e nel Veneto.
La Lista Pannella-Bonino ha
superato il 4% solo in tre province (Novara, Ancona e Pordenone) e presenta una
disposizione territoriale composita e frastagliata (anche se prevalente al Nord
ed al Centro), con una singolare prevalenza al centro nelle due fasce costiere
(Tirreno e Adriatico).
Le regioni politiche 2001
L'esame delle province in cui uno schieramento prevale sull'altro mostra
ancora tre regioni geopolitiche ma rispetto al 1996 i confini sono meno marcati.
Rispetto alle politiche del 1996 ci sono 4 province che hanno cambiato
prevalenza di schieramento. Vi sono 59 province (55 nel 96) in cui prevale lo
schieramento di centro-destra. 27di queste sono al Nord (erano 37 nel 96) e 32
al Centro-Sud (18 nel 96). Si conferma quindi che la CdL ha esteso la sua forza
politica nel Centro Sud, arretrando al Nord. Ci sono 44 province in cui prevale
lo schieramento di centro-sinistra (erano 48 nel 1996). Mentre nel 1996 le 48
province in cui Ulivo+Progressisti suprava Polo+Lega erano 28 al Centro e una
ventina al Centro-Sud, ora l'Ulivo se conferma le sue radici nel centro-nord,
estende la sua forza in alcune province del Nord in cui prima era inferiore ma
perde forza in alcune province del Sud. Il Nord non si presenta più (mappa a
destra) come monocolore di centro-destra. Il Centro Italia si riconferma
nettamente (mappa a sinistra) di centro-sinistra mentre il Centro-Sud vede una
situazione ancora frastagliata ma meno equilibrata rispetto al 1996.

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Suddividendo le province in tre in base alle
distanze tra gli schieramenti, abbiamo che il primo terzo (34 province) è
connotato da una distanza minima (critica) , tra zero ed il 6.16% (era 6.13% nel
1996); il secondo terzo ha differenze che vanno dal 6.3% al 12.75% (era da 6.6%
al 20.3% nel 1996) e l'ultimo terzo da differenze superiori al 12.8% (era
20.3%). In un 10% delle province le differenze superano il 25% (il 35% nel 96).
Da questo si puo' ricavare che le distanze minime tra gli schieramenti sono
rimaste uguali (ma sono cambiate le province coinvolte) mentre sono diminite le
distanze medie e massime. Le 34 province critiche del 1996 si trovano quasi
tutte al Centro Sud (solo 6 erano al Nord) mentre nel 2001 la situazione appare
più equilibrata: 13 sono al Centro-Nord e 21 al Centro-Sud. Il colore più chiaro
indica una maggiore criticità (minore distanza tra gli schieramenti) e viceversa
un colore più scuro indica che le distanze sono più grandi (ma sempre critiche).
In dodici casi (10 nel 1996) la distanza è inferiore 1.2% (il che significa,
per fare un esempio, 49.4% per uno schieramento e 50.6% per l'altro).
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Il Confronto 1996 - 2001 - Camera -
collegi uninominali
Premessa: per produrre questo genere di analisi
geografica bisogna aggregare più di 470 collegi elettorali della camera nelle
corrispondenti 103 province. Per rendere comparabile visivamente il 1996 con i
dati del 2001, l'aggegazione ha tenuto conto delle nuove province anche per
elezioni del 1996, quando esse non erano ancora attive. Nelle mappe geografiche
ad ogni provincia viene assegnata una sfumatura di colore che è direttamente
proporzionale alla percentuale (e quindi ai voti) ricevuti. Lo standard usato
assegna sfumature sempre più scure a percentuali elevate (un colore più scuro
corrisponde quindi ad una maggior consenso e viceversa). Ogni mappa presenta una
legenda che illustra l'intervallo di percentuali assegnate ad ogni sfumatura.
Tra parentesi viene indicato il numero di province comprese in quell'intervallo.
Ulivo, in assoluto.
Ulivo+Progressisti (1996) e Ulivo 2001 (RC non si presenta nei collegi
uninominali). E' abbastanta ben visibile l'incremento dell'Ulivo in molte
province del Nord, il mantenimento al centro ed una certa perdita al Sud, più
evidente in Sicilia.
Ulivo, relativamente alla
CdL Confronto tra le province in cui prevale l'Ulivo: dal 1996 al 2001
l'Ulivo ha perso 4 province ma ha esteso la sua forza al Nord, soprattutto nel
veneto, perdendo forza al Sud e mentenendo sostanzialmente le posizioni al
centro-nord. La geografia del centrosinistra si è quindi leggermente spostata a
nord.
La CdL, in assoluto, registra un
generale decremento al Nord. Essendo uniforme non si rilevano combiamenti
"cromatici" di rilievo nelle mappe al Nord ma si possono osservere le
percentuali. In nessun caso ora la CdL passa il 60% (nel 96 accadeva in bel 25
province: 1/4 del totale). Si nota invece il sostanziale incremento in parte del
Centro (zona Lazio) ed in Sicilia. In pratica la CdL, precedentente molto forte
al Nord, ha distrubuito la sua forza in modo più omogeneo sul territorio,
perdendo molto al Nord e guadagnando al Centro ed al Sud.
La CdL, relativamente
all'Ulivo. Confronto tra le province in cui prevale la CdL. E' evidente
la forte erosione al Nord (principalmente Piemonte e Veneto) e l'estensione a
Sud, soprattutto Sicilia e Lazio. Si è anche ridotta la forbice che separava i
due schieramenti. Nel 96 in 25 province (1/4 circa) Polo+Lega superavano del 20%
l'Ulivo+Progressisti mentre questo ora accade solo in 8 province.
L'esame delle province critiche
(1/3 del totale) in cui le distanze sono prossime al 6% mostra vari mutamenti
nella geografia delle zone in equilibrio. Nel 1996 la maggior parte delle
province incerte era al Centro-Sud ed al Sud. In dato si riconferma ma ora 1/3
delle province incerte è al Nord. Il Centro-Nord rimane sostanzialmente l'unica
area omogenea e non incerta.
Il confronto tra i partiti - Camera -
collegi proporzionali
- Premessa
- I dati del 2001
- Il confronto con il 1996
Premessa: per produrre questo genere di analisi
geografica bisogna aggregare più di 470 collegi elettorali della camera nelle
corrispondenti 103 province. Nelle mappe geografiche ad ogni provincia viene
assegnata una sfumatura di colore che è direttamente proporzionale alla
percentuale (e quindi ai voti) ricevuti. Lo standard usato assegna sfumature
sempre più scure a percentuali elevate (un colore più scuro corrisponde quindi
ad una maggior consenso e viceversa). Ogni mappa presenta una legenda che
illustra l'intervallo di percentuali assegnate ad ogni sfumatura. La stessa
sfumatura non è costante tra le varie mappe. Tra parentesi viene indicato il
numero di province comprese in quell'intervallo.
Partiti dell'Ulivo e
Rifondazione Per comodità di confronto i dati conseguiti da Rifondazione
Comunista vengono presentati insieme a quelli dei Democratici di Sinistra,
anche se RC non è parte dell'Ulivo.
Democratici di
Sinistra e Rifondazione La comparazione tra i dati dei DS e di
RC del 2001 identifica una quasi completa sovrapposizione geografica.
Sembrerebbe che le simpatie elettorali ed il legame con il territorio siano
molto simili. Si veda ad esempio, più sotto quanto diverse tra loro siano le
mappe dei Comunisti Italiani, della Margherita e del Girasole, segno non tanto
di differenze ideali ma di un diverso radicamento tradizionale e culturale con
il territorio. I Democratici di Sinistra superano il 20% in 28 province
ed il 30% in 11 province. In 15 province i DS sono sotto al 10% ed in una sola
provincia (Bolzano) non raggiungono il 4%. Rifondazione Comunista in
nessuna provincia supera il 10%. In una sola provincia (Massa-Carrara) supera,
con il 9.11%, la percentuale media che aveva nel 1996 (8%). In 29 province non
supera il 4%. |

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I Comunisti Italiani e
il Girasole La mappa dei voti ottenuti dai Comunisti Italiani
segue un andamento diverso da quello di DS ed RC. Si intravede (a sinistra)
una sorta di sentiero che parte dall'Ossola e scende in Liguria, seguendo poi
l'appennino tosco-emiliano fino quasi in centro-Italia, con altre zone di forza
in Sardegna e lungo il fiume Po. I Comunisti Italiani superano il 4% solo
a Caltanissetta. Il Girasole invece è maggiormente presente nel
Nord-Est e nel Centro-Sud del Paese. In 5 province (4 del Sud ed una del
Nord) supera il 4%: Potenza, Vibo Valentia, Napoli, Avellino e
Bolzano. |

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La Margherita La mappa del voto alla
Margherita evidenzia una grande presenza nel Nord e più precisamente
nella fascia pedemontana nonché a sud del fiume Po, lungo l'Emilia.
Singolarmente la mappa della Margherita sembra in molte zone il "negativo" di
quella di Comunisti Italiani (che per comodità di confronto viene riproposta di
fianco). La Margherita appare più debole al centro (con l'eccezione di
Roma) ma forte anche in ampie zone del Sud e delle Isole. Solo a Trieste supera
il 30%; in 4 province, soprattutto a Nord-Est, supera il 20% (Trieste, Belluno,
Gorizia e Benevento) in 36 province supera il 15% ed in 93 supera il 10%. In
tutte le province supera il 4%. |

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Partiti della CdL La
distribuzione geografica del voto a Forza Italia e Alleanza Nazionale
appare abbastanza complementare, anche se non mancano punti di forza in comune.
Forza Italia appare forte nel Nord-Ovest, in parte del Nord-Est, nella
zona campana e siciliana. In 45 province supera il 30%. Alleanza
Nazionale ha la sua maggiore forza nel Centro-Italia e nel Sud. In 4
province (Roma, Rieti, Viterbo e Verbano-Cusio-Ossola) supera il 20%. In tutte
le province sia FI che AN superano il 4%. |
| Lega e Ccd-Cdu. La Lega Nord
conferma il radicamento al Nord ma restringe le sue posizioni di forza nella
parte centrale del Nord pedemontano. In due province (Bergamo e Sondrio) supera
il 20%. Ccd-Cdu ha la sua maggiore forza nelle Isole, nel Centro e nel
Nord-Est. Supera il 10% in una provincia (Agrigento). In 72 province non supera
il 4% |
| Il Nuovo Psi ha una disposizione
prevalente al Centro ed al Sud. Solo in due province (Catanzaro ed Isernia)
supera il 4% |
Altri partiti: Di Pietro, Democrazia Europea,
Pannella-Bonino Di Pietro e
Democrazia Europea presentano un radicamento nel territorio abbastanza
simile, sia pur con significative differenze. Di Pietro appare
presente al Nord_Est ed in alcune zone del Nord-Ovest, oltre ad una forte
presenza nel Sud (fascia adriatica, ionica e calabra). In una sola provincia
(Campobasso) raggiunge il 17% e in 39 province supera il 4% (15 sono al Nord).
Democrazia Europea, presente nel Nord-Est nel Sud (fascia tirenica) ed in
Sicilia, supera il 10% in una sola provincia (Siracusa) e supera il 4% in 18
province: 17 del Sud ed una del Centro (Frosinone). Tra le 18 province in cui
supera il 4% ci sono tutte quelle siciliane e nessuna del
Nord. |

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Pannella-Bonino La lista
Pannella-Bonino ha ottenuto nella quota proporzionale della camera
831'000 voti, quasi il doppio di quanto (463'000) ha ottenuto presentandosi nei
collegi uninominali di 82 province (solo in 21 province non era presente
all'uninominale). Nella mappa a destra, che mostra il risultato nel
maggioritario, alcune sfumature più chiare possono essere dovute al fatto che
nella stessa provincia la lista era presente solo in alcuni collegi e non in
tutti. Nel proporzionale appare presente in ogni provincia. La mappa mostra una
marcata prevalenza della presenza al Nord con un netto gradiente ascendente da
Sud a Nord e due aree di maggior peso elettorale nel Nord-Ovest e Nord-Est. In
effetti è in due province del Nord-Ovest (Biella e Cuneo) che la lista
Pannella-Bonino supera il 4%. In 12 province, tutte al Nord, supera il
3%. |
Il Valore
aggiunto
Premessa: per produrre questo genere
di analisi geografica bisogna aggregare più di 470 collegi elettorali della
camera nelle corrispondenti 103 province. Per rendere comparabile visivamente il
1996 con i dati del 2001, l'aggegazione ha tenuto conto delle nuove province
anche per elezioni del 1996, quando esse non erano ancora attive. Nelle mappe
geografiche ad ogni provincia viene assegnata una sfumatura di colore che è
direttamente proporzionale alla percentuale (e quindi ai voti) ricevuti. Lo
standard usato assegna sfumature sempre più scure a percentuali elevate (un
colore più scuro corrisponde quindi ad una maggior consenso e viceversa). Ogni
mappa presenta una legenda che illustra l'intervallo di percentuali assegnate ad
ogni sfumatura. Tra parentesi viene indicato il numero di province comprese in
quell'intervallo.
Il valore aggiunto. Con questo termine si
indica il fatto che uno schieramento politico, in ambito uninominale
maggioritario, ottenga più consenso della somma dei voti ottenuti dai partiti
che ufficialmente lo compongono. Nel 1996 l'Ulivo ottenne il 43.4% nelle schede
proporzionali della Camera ed il 45.4% nelle schede uninominali, sempre alla
Camera. Si parlò allora di un 2% di valore aggiunto della coalizione;
voti non dei partiti ma frutto della capacità di una coalizione di attirare
consenso oltre i partiti stessi. Sempre nel 1996 il Polo delle Libertà ottenne
il 42.1% nelle schede proporzionali ed il 40.3% in quelle uninominali,
realizzando di fatto il caso inverso (valore sottratto). In pratica
alcuni elettori, pur votando AN, FI o Ccd-Cdu nel proporzionale, decisero di
non votare per il Polo nella scheda uninominale. Anche alla Lega capitò
qualcosa di simile (10.1% nel proporzionale, 9.9% all'uninominale) tanto che
Polo e Lega nel complesso realizzarono un valore sottratto del 2%,
speculare quindi a quello dell'Ulivo. Nelle elezioni del 2001 il fenomeno si
ripresenta con ancora maggior forza. Il complesso dei partiti che sostiene
l'Ulivo ottiene alla Camera il 35% nella quota proporzionale, mentre
nell'uninominale ottiene il 43.7% (+8.7%). Poichè RC non era presente nei
collegi uninominali si può ragionevolmemte presumere (ed in questo studio lo si
fa) che il 5% di voti di RC sia da conteggiare come forza che sostiene l'Ulivo
(almeno nei seggi uninominali della Camera). Pur contando RC, rimane ancora un
3.7% di valore aggiunto (un incremento del 75% rispetto al 1996), voti che
vengono da altri partiti extra-Ulivo/Rc. Nella CdL anche nel 2001 si ripresenta
il caso di valore sottratto. Ottiene il 49.4% al proporzionale ed il
45.4% all'uninominale. Quindi c'è un 4% di valore sottratto, un raddoppio di
quanto era accaduto al Polo 5 anni fa. Per dare una idea, il 4% - oltre a
corrispondere alla soglia per avere seggi nella quota proporzionale - equivale
nel 2001 ed alla Camera a 1'500'000 voti validi mentre il 3.7% equivale a circa
1'400'000 voti. Si tratta quindi di voti importantissimi, soprattutto nei seggi
in cui c'e' maggiore equilibrio tra gli schieramenti. Poiché lo scopo di questo
studio sui dati elettorali consiste non tanto nello spiegare cosa è
successo ma soprattutto dove, si è reputato opportuno predisporre una
serie di mappe per vedere dove ed in quale misura si è presentato il fenomeno,
nel 96 e nel 2001, per i due schieramenti.
Il valore aggiunto dell'Ulivo nel
1996. L'analisi provinciale mostra che nel 1996 il 2% era un valore medio
che nascondeva notevoli dislivelli. Per prima cosa ci sono una ventina di
province in cui L'Ulivo ottiene meno voti all'uninominale rispetto al
proporzionale (mappa a destra) e quindi per l'Ulivo in 1/5 delle province
abbiamo casi di valore sottratto. Per circa 80 province invece abbiamo il
vero e proprio valore aggiunto, anche di notevoli proporzioni. In 13
province esso supera il 5% mentre il valore medio nazionale (2%) viene superato
in 42 province. In 5 province del Sud (Caltanissetta, Palermo, Enna, Lecce e
Benevento) supera il 7%. La disposizione geografica è abbastanza a macchia di
leopardo ma appare abbastanza netto il valore aggiunto a Sud ed in Sicilia ed il
valore sottratto in alcune zone lungo il fiume Po. Nella mappa a sinistra il
colore chiaro indica un basso valore aggiunto ed uno scuro uno elevato; in
quella a destra il colorore scuro indica un forte valore sottratto. Le zone
bianche di entrambe le mappe indicano zone di sostanziale parità di voti tra
uninominale e proporzionale.

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Il valore aggiunto dell'Ulivo nel
2001.
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Nel 2001 il valore aggiunto dell'Ulivo (3.7%) è
praticamente tutto positivo. Solo in tre province (Siracusa, Potenza e Isernia)
è debolmente negativo (1% circa) e non vale la pena di preparare una mappa
apposita. Il valore aggiunto si mostra relativamente più forte al Nord, lungo la
fascia pedemontana ed in alcune zone del Centro-Sud. In 15 province supera il 6%
ed in 51 province supera la media nazionale del 3.7%. Il valore aggiunto si
dimostra più debole nel Centro-Nord, dove l'Ulivo è gia' forte ed ottiene il
massimo dei voti e più forte là dove invece i partiti che lo compongono sono
meno rappresentati. In questa mappa già si tiene conto del più che probabile
contributo degli elettori di Rifondazione Comunista (desistente nel 96 e non
presente nei seggi uninominali della camera nel 2001). Questi voti (cira 1'400'000) quindi vengono da elettori che nella quota
proporzionale non hanno votato RC, DS, Margherita o Girasole. Da notare che in praticamente tutte le province (tranne le 3 citate) in
cui nel 96 si registrava un valore sottratto, oggi l'Ulivo registra un valore
aggiunto. |
Confronto Valore
aggiunto Ulivo. Il passaggio da un valore aggiunto del 2% ad uno del 3.7%
indica un incremento del 75% che può essere a sua volta seguito provincia per
provincia. In 27 province dal 96 al 2001 c'è stata una perdita di valore
aggiunto, soprattutto al Sud, perdita che in 12 casi ha superato il 2%. In 73
province invece si è registrato un aumento. Questo aumento è stato debole (<
1%) in 4 province, moderato (tra 1 e 3%) in 30 province e forte (>3%) in 39
province. Queste due mappe mostrano che si è perso
valore aggiunto al Sud e e lo si è guadagnato al Centro ed al Nord.
Valore sottratto Polo 1996. In
queste mappe si mostra la dislocazione territoriale del valore sottratto del
Polo (la Lega Nord ne l 96 non è non è conteggiata) pari all1.8%. In 29 province
del Centro Nord, quasi tutte nel triangolo Emilia-Toscana-Liguria, il Polo aveva
ottenuto un valore aggiunto (superiore al 2% in 9 province) mentre in più di 70
province aveva ottenuto un valore sottratto, concentrato al Nord ed al
Centro-Sud e nelle isole. In 29 province il valore sottratto superava il 4% ed
in 8 superava il 7%.
Valore sottratto della Cdl nel
2001.
Nel 2001, specularmente a ciò che accade per l'Ulivo,
aumenta la differenza di voti tra uninominale (Cdl) e proporzionale (FI, Lega,
AN, Ccd-Cdu). La differenza, negativa, è del 4% e lo studio a livello
provinciale ci mostra che, con la sola eccezione di Matera (+0.77) dove si
registra un debole valore aggiunto, in tutte le altre province italiane
il segno è negativo, con forti punte al Nord (soprattutto il Nord-Est), nel
Centro-Sud (fascia costiera sud tirreno; zona di forza di AN) e nelle isole. In
51 province il valore sottratto supera la media nazionale del 4%, in 22
supera il 6% ed in 6 casi (Isernia, Ancona, Biella, Vicenza, Agrigento e
Salerno) supera il 9%. Le zone scure indicano le province in cui la CdL (Lega
Nord compresa) è meno attrattiva rispetto alla somma dei suoi
partiti. |
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Confronto Valore
aggiunto Polo/Cdl Queste mappe confrontano il valore sottratto del Polo del
96 con quelllo della CdL del 2001. In pratica si misura la maggiore o minore
attrattività della alleanza Polo-Lega, rispetto al 96 quando non erano uniti.
Sostanzialmente si nota che il passaggio da un -1.8% del 96 al -4% del 2001 è
situato principalmente al Nord. La CdL perde tutto il valore aggiunto che aveva
guadagnato in Emilia, Liguria e Toscane nel 96 ed in più perde nel resto del
Nord ed in particolar modo nel Nord-Est. Rare (23) e sparse - salvo una maggiore
densità in Sicilia - le province in cui si verifica un incremento relativo di
valore aggiunto (in 5 casi superiore al 5%). In 78 province invece si registra
una perdita. In 21 province essa supera il 4% ed in 9 casi il 6%.
Confronto finale. A livello
puramente visivo vengono riproposte appaiate le due mappe (Ulivo=+3.7% e Cdl =
-4%) relative al 2001. Si notano alcune correlazioni
tra i due fenomeni ma uno studio più accurato dovrebbe prendere in
considerazione il buon valore aggiunto di Democazia Europea (+1.2%), quello
debole di Italia dei Valori (+0.2%) e quello negativo della lista
Pannella-Bonino (-1%) che però non era presente in tutti i collegi. I terzi
poli comunque possono aver sottratto voti ai due principali schieramenti
(direttamente o facendo da ponte per un flusso più complesso) ma anche senza
considerarli si può osservare che il valore sottratto nel Nord alla CdL (si
suppone di origine Lega Nord) si sia riversato verso l'Ulivo ed anche quello al
Centro-Sud (si potrebbe pensare di origine AN) ha avuto una destinazione simile.
Nel presente studio sono comunque presenti le mappe del voto dei terzi poli, sia
nell'uninominale che nel proporzionale.
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