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luglio 2, 2003

Popolarità di Blair a picco.



61% contrari a Blair, 31% favorevoli. L'appoggio al pallista guerrafesso Bush è stata la sua rovina.

In Italia i favorevoli a Berlusconi sono il 29%, è ancora messo bene il Blair.

Liberazione, 2.7.03

Guerra e politica interna, Tony Blair sfiduciato dai due terzi degli inglesi


Pare sempre più in salita per Tony Blair verso la riconferma a Downing street. Nel Regno Unito gli elettori non si fidano più del premier e ritengono che stia perdendo il controllo della situazione.
E' quanto emerge dall'ennesimo sondaggio dall'esito davvero sconfortante per il leader laburista, in grave difficoltà dopo la decisione di schierarsi al fianco di George w. Bush nella guerra in Iraq. Stando all'agenzia demoscopica Mori, incaricata di sondare il clima che regna nell'opinione pubblica britannica dal quotidiano "The Financial Times", sono quasi i due terzi degli interpellati che dichiarano di non nutrire fiducia nel premier; di essi il 28 per cento dichiara di non averne mai avuta, mentre per il 38 è venuta meno da inizio anno. Quanto alla "presa" che Blair starebbe lasciandosi sfuggire, ne sono «fortemente» convinti il 30 per cento dei sudditi britannici, e un ulteriore 33 per cento di loro la pensano tendenzialmente nella stessa maniera. Per contro, non superano il 31 per cento gli interpellati i quali si dicono soddisfatti del capo del governo; il 61 per cento invece non ne apprezza affatto l'operato.

Si tratta di risultati che confermano una tendenza anti-Blair ormai sempre più netta nell'opinione pubblica della Gran Bretagna; il mese scorso un'analoga consultazione aveva indicato come la maggioranza dei suoi connazionali pensasse che il premier fosse coinvolto nella deliberata esagerazione della minaccia rappresentata dai supposti arsenali di sterminio iracheni, allo scopo di conquistarsi l'appoggio popolare alla guerra. Questo sondaggio è stato realizzato dal Mori per via telefonica fra il 20 e il 22 giugno su un campione totale di 1.002 adulti.

Tony Blair è sotto inchiesta da parte del Parlamento britannico a causa dei dossier sulle armi proibite in Iraq. I guai del premier fortificano le speranze dei conservatori di riconquistare, alle elezioni del 2005, il governo perso dal 1994.


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