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marzo 3, 2003
 Sondaggio Veneto - Friuli / CDL -3% Centrosx +4% / Illy imbattibile
Il centrosx recupera 5 punti in
Veneto (da -19% a -14%) e 6 punti in Friuli (da -10% a -4%). Viene quindi
confermato il recupero al Nord Est evidenziato dalle scorse amministrative.
Lunedì, 3 Marzo 2003
OSSERVATORIO NORDEST
Rilevazione di "Demos" in collaborazione con la Cassa di Risparmio di Padova e
Rovigo Per il voto segnali di cambiamento Se si
andasse alle urne oggi crescerebbe un po’ l’Ulivo, in calo la Casa delle
Libertà. Ma le distanze resterebbero ampie
Segnali di cambiamento,
nelle regioni di Nord Est, per quanto riguarda gli orientamenti di voto dei
cittadini. Crescono i consensi per il centro-sinistra. Si riduce lo scarto,
comunque ampio, in favore della Casa delle Libertà. Con dinamiche specifiche
all'interno dei due poli: la flessione di Forza Italia, da un lato; la ripresa
dei Ds, dall'altro. Nel Friuli Venezia Giulia, il candidato del centro-sinistra
alle prossime Regionali, Riccardo Illy, conferma l'ampio vantaggio, in termini
di popolarità, rispetto ai possibili avversari. Tra questi, Alessandra Guerra si
propone come il più temibile. E' quanto emerge del periodico sondaggio
dell'Osservatorio sul Nord Est. La ricerca, realizzata da Demos su incarico del
Gazzettino e della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, è stata diretta da
Ilvo Diamanti. Nell'ormai vicina primavera il Nord Est sarà teatro di alcuni
appuntamenti elettorali di particolare rilievo, il cui esito potrebbe
ridisegnare gli equilibri politici di quest'area. Saranno le Regionali del
Friuli-Venezia Giulia e le Comunali di Udine, Treviso e Vicenza a proporre i
confronti più interessanti, con i candidati del centro-destra (e della Lega)
chiamati a confermare il colore politico delle amministrazioni uscenti.L'esito
del sondaggio propone andamenti coerenti nel Veneto e nel Friuli-Venezia Giulia.
In entrambe le regioni la Casa delle Libertà conferma il proprio vantaggio. Lo
scarto tra i due schieramenti, tuttavia, appare oggi più contenuto rispetto alle
elezioni del 13 maggio 2001. Nel Veneto, alle ultime consultazioni politiche, i
partiti di centro-destra avevano ottenuto, complessivamente, il 54.8\%; il 56.6
sommando anche i voti di Democrazia Europea, in seguito confluita nell'attuale
maggioranza parlamentare. L'area di centro-sinistra si era fermata, invece,
considerando nel computo anche le preferenze ottenute da Rifondazione Comunista
e dalla Lista Di Pietro, al 37.5\%. Uno scarto evidente, di 19 punti
percentuali; che oggi si riducono, però, a 14. La Casa delle Libertà scende
intorno al 53\%, soprattutto per effetto dell'arretramento fatto registrare da
Forza Italia. Il partito del premier Berlusconi ottiene il 29\%, con una
flessione di tre punti, mentre gli altri due maggiori partiti della coalizione,
An (11\%) e Lega Nord (9.5\%), appaiono in lieve crescita. Per converso, il 39\%
dell'elettorato veneto destinerebbe, oggi, il proprio voto alle forze di
centro-sinistra (contro il 37.5 dell'ultima tornata elettorale). Anche in questo
caso, è soprattutto l'andamento di un partito a spiegare la dinamica
complessiva. I Ds, infatti, salendo al 13\% affiancano la Margherita, secondo
partito con il 15\% alle ultime elezioni.
Spostamenti dello stesso segno
hanno riguardato, nell'ultima fase, anche il Friuli-Venezia Giulia. In questo
caso, tuttavia, lo scarto di partenza, in favore dei partiti di centro-destra,
ammontava a soli 10 punti, e la distanza complessiva si riduce oggi ad appena 4
punti. La Casa delle Libertà passa dal 53 al 51\%, e le preferenze per il
centro-sinistra (allargato a Rifondazione e Di Pietro) salgono dal 43 al 47\%.
Anche in questo caso, sono la riduzione di consensi per Forza Italia (dal 28 al
24\%), da un lato, e la crescita dei Ds (dal 9 al 13\%) - e Rifondazione (dal
4.5 al 6\%) -, dall'altro, a determinare il risultato complessivo.
Ma,
in vista delle prossime elezioni regionali, non va trascurato il ruolo dei
candidati in corsa per la poltrona di "governatore". Tra questi, Riccardo Illy,
l'unico ufficializzato già da tempo, sembra godere di un discreto vantaggio in
termini di notorietà e popolarità. Solo una persona su quattro dichiara di non
conoscerlo, e il 44\% afferma di provare molta o abbastanza fiducia nei suoi
confronti. Tra i possibili candidati di centro-destra, solo Alessandra Guerra,
fortemente sostenuta dalla Lega, gode di una notorietà pari a quella
dell'ex-sindaco di Trieste. L'attuale vicepresidente, si ferma, tuttavia, dieci
punti più in basso nella scala della fiducia, ottenendo l'apprezzamento di circa
una persona su tre (33\%). Un valore comunque più elevato rispetto a quello
fatto registrare dal governatore uscente, Renzo Tondo (28\%), che sembra
soffrire, nonostante la rilevanza del ruolo ricoperto, di un basso grado di
visibilità (ben quattro persone su dieci dichiarano di non conoscerlo). Sandro
Cecotti e Roberto Antonione, infine, si fermano, rispettivamente, al 23 e al
18\%.
Fabio Bordignon


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